PAIN OF SALVATION, terranno tre concerti in Italia
Bam Booking è orgogliosa di annunciare l’importante e atteso ritorno in Italia di una della band simbolo del prog metal mondiale.
Gli svedesi Pain of Salvation saranno rispettivamente a Roma, Bologna e Milano il 23, 24 e 25 (altro…)
(Dusktone) Estrosamente di nuovo con noi Laetitia In Holocaust, combo prog metal dalle tinte oscure. Intitolano il proprio quinto lavoro “Fanciulli D’Occidente” Stefano G. e Nicola D.A. i pilastri fondamentali
(AFM Records) Steve ‘Lips’ Kudrow, Robb Reiner e Chris Robertson sono un trio formidabile. Abili musicisti e dal vivo si avverte come si divertano ancora a suonare. Ventesimo album in studio per un pezzo di storia
(Talheim Records) Al di là del nome scritto con la lettera ‘eth’, parte dell’alfabeto norreno, i Blóð altro non sono che un duo francese nel quale confluiscono Ulrich W. un ex Regarde Le Hommes Tomber e Anna W. parte del progetto
(Purity Through Fire) “Schicksalstotschlag” è un lavoro piuttosto coinvolgente perché il black metal degli Aussichtslos viene spostato verso intrecci melodici epici e pagan. Ogni canzone dell’album freme di trame
(Massacre Records) Un album dopo cinque anni da parte dei danesi, autori di una carriera che li ha visti passare da sonorità cupe e dure, death metal, fino a implementare melodie e groove per uno stile
(Metal Blade Records) Svedesi i Kvaen di Jacob Björnfot, titolare del progetto che vive molto vicino al confine con la Finlandia. La nazionalità di questo progetto del componente degli Autumn Death, anche
(Heavy Psych Sounds) Dai tour tenuti nel periodo tra il 2008 e il 2023 i Danava ne ricavano un live album. I pezzi sono principalmente concentrati in un paio del 13 aprile del 2008 eseguiti a Dublino e quattro dell’11 novembre del 2023
(Scarlet Records) Andrea Falaschi, tastierista dei Deatless Legacy, e Daniele Ciranna, chitarra dei Motus Tenebrae, insieme per il progetto Cainites. I due musicisti calibrano testi e concetti sul soggetto dei
(Season Of Mist) I Replacire sono una technical death metal band di Boston e questo terzo album, come il precedente “Do Not Deviate” del 2017, è pubblicato dall’etichetta francese Season Of Mist.
(Dusktone) La Dusktone si conferma madrina della band slovena Dekadent. Settimo album, il precedente recensito
(Scarlet Records) I Duft sfornano un album nel quale si ode il filone thrash metal-hardcore in voga decenni fa e che si potrebbe definire crossover. Potenza, impatto e quel senso di velocità anfetaminica, soprattutto per certi abbinamenti tra pattern ritmici e riff di una certa pesantezza, con una nota di groove che ovviamente va
(autoproduzione) Lanciano il loro assalto gli Inner Whiteout, attraverso il debut album “Bottom Seeker”. Loro sono definibili come metalcopre ma non di taglio classico. Gli italiani sembrano maturi nell’avere recepito le derivazioni prese dal genere da qualche anno e infatti mostrano un certo gusto nell’arrangiamento. Poco
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Attivi da qualche anno ma con pochissime pubblicazioni, quest’anno i Mòr compiono il grande passo del debut album. Black metal suonato da personaggi che si firmano con le iniziali e parte del materiale di “Hear The Hour Nearing” che era noto già da precedenti registrazioni. La band
(Selfmadegod Records) Henry Kane, ovvero Jonny Pettersson, multistrumentista, nonché tecnico del suono e produttore, e partecipe a tantissime band e progetti, come i Massacre, Just Before Dawn, soprattutto però Wombbath e via dicendo. Terzo album con questo vessillo nel quale ha da sempre riversato
(Ulterium Records) Dave Harvey, chitarrista, è l’unico elemento a non essere cambiato nel ritorno della formazione texana dedita al melodic power metal di concezione christian metal. Millennial Reign sono oggi al quarto album dal 2010 e considerando che “The Great Divide”, il precedente album
(Debemur Morti Productions) Nuova Zelanda, 2002, nascono gli Ulcerate e negli anni il nome ha preso piedi un po’ in tutto il mondo grazie al death metal proposto spesso in una maniera un po’ avant-garde, sopra le righe. Insomma, un death metal di ampio respiro e meno prevedibile del previsto. “Cutting the Throat of God” è