FotoSaxonIn occasione dell’uscita del ventunesimo album dei Saxon, il simpatico Nibbs Carter ci ha concesso una intervista dove ci presenta in dettaglio “Battering Ram” e il modo in cui è stato composto. Buona lettura!

Ciao Nibbs, grazie per il tuo tempo! Allora, ventuno album dei Saxon sono un incredibile traguardo… come ti senti a pochi giorni dalla pubblicazione dell’ultimo nato?

Yup! (scrive esattamente così, ndr) È bello che siamo ancora qui a pubblicare album come questi, e che la gente voglia ancora documentarsi sui nostri dischi. Con il nuovo full-“length” in uscita a breve, ho sentimenti abbastanza forti al riguardo, perché, sebbene abbiamo sempre provato a scrivere le canzoni come una band di cinque membri, stavolta è capitato semplicemente che fossi il principale contributore sotto il profilo musicale.

Sei il più giovane nella band e l’unico ancora sotto i 50… è difficile suonare in una heavy metal band così stagionata, ahah? Hai cambiato il tuo approccio di vita, e specificamente il tuo approccio sul palcoscenico, negli ultimi anni?

Ho 49 anni. Talvolta è un problema, se non tengo sotto controllo il mio entusiasmo per festeggiare, ma abbiamo tutti un buon accordo per quanto riguarda i tour e l’attività in studio. Penso di poter dire che sono diventato più consapevole di me stesso, e di quale effetto abbia il mio comportamento sul mio stato generale. Se mi comporto come uno stupido, la gente mi tratterà come uno stupido… quindi non mi comporterò da stupido! Per quanto riguarda le performance live, per quel che mi riguarda non sono cambiato…

Allora, parliamo adesso di “Battering Ram”… penso che rispetto a “Sacrifice” il sound sia più duro eFotosaxon2 forse più classico… sei d’accordo?

Paragonando “Sacrifice” e “Battering Ram” sì, sarei d’accordo nel dire che il secondo suona maggiormente classic heavy meal, con il dichiarato proposito di essere heavy,

Chi ha scritto le canzoni? Sono il risultato di una collaborazione o ognuno di voi scrive da solo? Sei l’autore diretto di qualche brano?

Sì, come dicevo ho scritto la musica di sette brani su “Battering Ram”, gli altri tre sono stati scritti da Paul (“Eye of the Storm”, “Top of the World”) e Nigel & Doug (“Kingdom of the Cross”). C’è un altro pezzo, disponibile separatamente e chiamato “Three Sheets to the Wind”, che è stato composto ancora da Doug. Biff ha pensato ai testi e alle melodie per tutte le canzoni, e inoltre ha aiutato molto con gli arrangiamenti e l’impianto musicale.

Normalmente proviamo a riunirci per scrivere musica. Generalmente tentiamo di dare forma alle idee a casa, e le mandiamo via email agli altri, per poi lavorarci su quando siamo insieme. Ma su questo disco, è semplicemente capitato che io avessi ammassato parecchie idee che sono piaciute a Biff, così ci abbiamo lavorato sopra solo io e lui. Così prima di discuterne avevamo pronti circa dieci buoni arrangiamenti pronti perché Paul, Nigel e Doug li imparassero. Nigel e Doug avevano già pronta “Kingdom of the Cross”, aveva solo bisogno di essere un po’ ripensata, cosa che è avvenuta durante le sessioni di registrazione. “Top of the World” è un tipico prodotto di Biff e Paul, mentre “Eye of the Storm” era un’idea di Paul che non era stata considerata nelle precedenti session di composizione, nel 2014. “Three Sheets to the Wind” viene direttamente da Doug, e aveva bisogno di pochissimi cambiamenti.

A mio giudizio, i brani migliori del disco sono “The Devil Footprint’s” e “Queen of Hearts”… puoi dirmi qualcosa di più su questi due brani?

Per entrambi i brani avevo la musica pronta da demo che avevo registrato a casa. Biff ha aggiunto il break a metà di “Queen of Hearts” mentre Doug ha integrato una simpatica contromelodia sul chorus di “The Devil Footprint’s”. E non dimentichiamo il grande lavoro con gli assoli e con il drumming di Paul, Doug e Nigel. Ma a parte la grande interpretazione vocale, gli elementi di base che ascolti su questi due brani vengono da me che faccio una jam sulla vecchia Stratocaster di Paul, con un pedale per la distorsione e un software di batteria che si chiama EZ Drummer… e alla fine Andy Sneap che si assicurava che la performance registrata fosse heavy e diretta. Biff aveva testi e temi per entrambi i brani pronti fin dall’inizio. Quando ha ascoltato i miei demo, serviva soltanto scrivere più testo, riarrangiare la musica e sperimentare con le melodie.

Invece, una canzone come “Kingdom of the Cross” dividerà sicuramente i fans. Perché un esperimento così ‘rischioso’ in un disco così ortodosso e straight in your face?

“Kingdom of the Cross” è certamente non ortodossa, ma dall’altra parte abbiamo nove canzoni di puro rock, per cui siamo decisamente speranzosi che, sebbene non sia un pezzo tipicamente da Saxon, possa mostrare una parte di noi che è un’altra nostra forza. Inoltre, avvertiamo tutti che il tema del brano, che onora i soldati della Prima Guerra Mondiale, abbia il suo peso, se esposto con attenzione.

Ho anche visto il video della titletrack, congratulazioni per la tua performance! Penso che le riprese siano abbastanza ironiche, con tutte queste immagine di incidenti, scontri e così via… è così?

Sì, il video è abbastanza ironico, ma tutto deve creare la sensazione di shock e potere che si ha venendo colpiti molto duramente, fino all’annientamento, da qualcosa come… un Battering Ram!

Avete appena finito un tour americano con i Motorhead, un tour complicato dalle condizioni di salute di Lemmy… com’era l’atmosfera in Texas? Avete potuto suonare regolarmente?

Gli show con i Motorhead erano divertenti, ma quando Lemmy si è ammalato, non sapevamo se era la fine oppure no… per cui non è stato affatto piacevole. Poi lui è tornato dopo qualche giorno di riposo e stava molto meglio. Abbiamo dovuto riprogrammare alcuni concerti in Texas, a San Antonio, Dallas e Houston, che è stata una cosa difficile. Ma i nostri fans sono venuti e, ovunque abbiamo suonato, è stata una grande notte.

Avete già piani per un nuovo tour europeo? Spero non limiterete la vostra apparizione in Italia a un singolo concerto a Milano…

Saremo in tour in Europa con i Motorhead da metà Novembre fino al 6 Dicembre, e poi di nuovo un po’ nella primavera del 2016. Certamente ci sarà poi a seguire un tour completo a promuovere il disco, ma non abbiamo date già fissate al momento. Mi piace pensare che suoneremo diversi show nel tuo bellissimo paese!

(Renato de Filippis)

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