fotoND_Interv0297eResia Metal Fest. Un festival lontano da tutto. Disperso nel mezzo della natura. Ed io mi ritrovo lontano da tourbus, backstage, esseri umani; seduto in mezzo al verde dell’avvolgente natura della Val Resia, a due passi dal torrente. Ero con il leader dei Nocturnal Depression. Una persona gentile e cordiale. Un artista eclettico e senza limiti. Una icona di atmosfera decadente, un esempio di creatività inesauribile. Un uomo con una forza interiore illimitata sempre fedele al suo credo. Per molti, una superlativa icona di un genere musicale che dipinge decadenza, oscurità, depressione: praticamente la ferita eterna di una umanità mortale, limitata, in costante auto-condanna. Per me? Una persona che meriterà sempre il mio massimo rispetto. La mia amicizia. Ed un esempio di costanza e forza, autore di una musica che mi fa letteralmente impazzire. E come bonus? Parla un perfetto Italiano!

MH:Benvenuto in Italia per la seconda volta nel 2015! Come vedi e come va con il pubblico Italiano?
LL: Sempre benissimo. Penso perché da anni gli italiani ci accolgono molto bene e di fatto siamo con l’Avantgarde, quindi etichetta Italiana, e penso più particolarmente che il pubblico italiano è più aperto a questo genere. Per esempio in Francia non siamo così tanto apprezzati, perché non è -secondo loro- del pure black. Ma io me ne frego di cosa pensa la gente. Per me è sempre un piacere stare in Italia, ancora di più stasera in Friuli che è la mia regione d’origine. Dunque…(ride, ndr)

fotoND_Interv0291MH: La location qui è molto bella. Non pensi che questi boschi un po’ sono in linea con la vostra musica?
LL: Si forse. È particolare perché anche dalle nostre parti abbiamo posti similari, lo vedi sulla copertina di “Four Season” (“Four Seasons to a Depression”, ndr) è un posto vicino a casa mia dove abbiamo fatto la foto…
MH: Non lo sapevo…
LL: È un posto dove vado sempre per stare tranquillo… fare musica…
MH: Ti capisco…
LL: (ride, ndr).

MH: Ok, poi sarai di nuovo qui in Italia a Settembre, Roma e Bologna, con i Forgotten Tomb. State facendo un sacco di date ultimamente. Che programmi avete per l’attività live nel prossimo futuro?
LL: Adesso già questo tour in Ottobre e Novembre, è un po’ complicato, sai, con i lavori, la gente del gruppo, già per fare prove abbiamo difficoltà, dunque a fare tour… penso facciamo questo e forse l’anno prossimo… meno concerti, ma non so niente ancora…
MH: Un altro album?
LL: Si anche. Ma penso che noi non abbiamo mai chiesto i concerti. Sono sempre i promoters che vengono a chiamarci.
MH: È una soddisfazione!
LL: Per me si!

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MH: Visto che ti ho parlato dei Forgotten Tomb: so che siete in contatto. Non solo fate concerti assieme, ma Algol ha suonato in questo vostro nuovo album. Siete solo colleghi o anche amici?
LL: Moltissimo amici! Da anni! Ho incontrato i Forgotten Tomb verso il 2003 e qualcosa a Lione. Abbiamo iniziato a conoscerci, poi sempre di più. Per me è ottimo essere loro amici perché per me la loro musica è una grande influenza.

MH: Che ne pensi allora del metal italiano, del metal made in Italy? Delle bands italiane?
LL: Qualità. Secondo me. Perché la scena italiana è più aperta, come ti ho detto prima, e poi si sente l’influenza musicale classica nel sangue, naturalmente, sai le melodie -tutto questo-. Dalle nostre parti è più tutto uniforme. Sai per fare musica in Italia è più naturale penso.

MH: Parlando di “Spleen Black Metal”, un capolavoro. La cosa che mi ha colpito di più sono i testi, ovvero tutte quelle poesie di poeti francesi dell’800. Come ti è venuta questa idea di non scrivere testi ma interpretare poesie?
LL: Perché c’è uno che ha scritto la canzone “Acédie“, il testo, di fatto è un amico mio, professore di Francese e ne parliamo da tanti anni. E mi piaceva avere testi di poesie che… già sono musica, tra le parole, e pensavo di fare omaggio a una cosa di questo tipo era meglio che esprimermi come gli altri gruppi, sai, quel “suicide propaganda”…

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MH: I testi in francese tagliano il tuo passato con testi in inglese (ed uno in danese…). Una direzione che seguirai nel futuro con? O pensi di tornare all’inglese? Il francese suona tanto bene…
LL: Penso che ci saranno canzoni canzoni in francese, ma anche in inglese, spero anche di fare dei testi italiani o tedeschi. Sono molto aperto con questo argomento (ride, ndr).

MH: Penso che il titolo dell’ultimo album è il titolo “definitivo” -”Spleen Black Metal”-. È estremo. È quasi una dichiarazione! (“spleen” in inglese vuol dire “milza” ma è usato anche per esprimere qualcosa con un brutto temperamento, pieno di dispetto, malumore ed anche malinconia, ndr).
LL: Si. Di fatto… Piuttosto fu la prima idea di usare un titolo come se fosse un libretto, sai, un libro dove ci sono testi che abbiamo scelto, sta bene il titolo “Spleen Black Metal”, ma è anche -se volgiamo essere pretenziosi- lo stile che facciamo, forse, anche se non ho idea di che stile faccio veramente… black metal si… ma depressive… o suicidal, doom, black doom. Mai mi sono dato un’etichetta.

fotoND_Interv0302MH: Giusto! Come sta andando la vendita dell’album? Visto che siete anche con l’Avantgarde…
LL: Molto bene! Con l’Avantgarde va tutto molto veloce, penso, per noi con il nostro sito … andiamo spesso in ufficio postale, ci sono le vendite e devo spedire. Penso bene insomma. (ride, ndr)

MH: Tu sei l’unico rimasto della band originale. Da adesso verso il futuro -guardando il passato- pensi più ad una band con te e sessions, o una vera band?
LL: Preferisco… vorrei, piuttosto, sai … una band. Direttamente. Sessions, si, forse, ma non così tanto. Penso che insieme abbiamo uno spirito, il che è molto meglio.

MH: Ed adesso che non c’è più Herr Suizid che scriveva tanta musica, come nasce una canzone dei Nocturnal Depression?
LL: Come abbiamo fatto sempre. Solo che all’opposto di essere in due sono da solo. Dunque sto da solo in un posto lontano, con la chitarra, per scrivere la musica (mima gli spartiti, ndr) e lo faccio così quindi.
MH: Quindi sei tu che componi…
LL: Si, sempre. Poi facciamo arrangiamenti assieme.

MH: Beh allora la prossima domanda è interessante. Come nascono quegli arpeggi struggenti, molto tristi, quei riff pesanti e decadenti ed anche quel drumming cadenzato con hit-hat aperto… sono tanti anni che lo fate ed è un po’ il vostro simbolo, che a me piace tantissimo.
LL: È qualcosa di naturale, perché per me quando scrivo musica sono con la testa nel passato, quello che ho provato, perché ho avuto problemi nella vita, tutto questo, anche con la mia mano, bla bla… e penso a tutto questo quando ho la chitarra… sono solo…
MH: E finisce tutto li dentro…
LL: Si, e quella è la migliore musica (ride, ndr)

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MH: E che mi dici del black metal francese. Voi avevate “Les Légions Noires”. Tu senti di appartenere al black metal francese o ti vedi più solo ed indipendente.
LL: Non do nessuna importanza a questo. Se ci sono dentro ok, se sono fuori ok.
MH: Non te ne frega niente. Tu sei tu…
LL: Si. Basta. Ho già molto da fare così (ride, ndr)

MH: Questa domanda è un po’ più difficile, se vuoi rispondere. Per te come artista e come uomo, cos’è la depressione, la sofferenza, cos’è la fine della vita… che sono tutte cose che tu canti sul palco – ti ho già visto- con molta passione, dai un significato a questa decadenza. Cos’è tutto questo per te?
LL: Per me a questo punto sono dei pensieri, delle idee che hai avuto sempre nella tua mente e che di fatto provi a nascondere. E noi facciamo il contrario, è per questo che abbiamo i corpse paint, per esempio, perché sul palco lasciamo andare la musica che abbiamo dentro. E penso che è il momento dove siamo liberi dai nostri pensieri comuni.
MH: E si vede, si vede dal vivo!
LL: Lo spero!
MH: No, no, si vede! Te lo garantisco!

fotoND_Interv0296MH: Io ho le mie opinioni sulla vita. Complesse. Come te immagino.
LL: (ride, ndr)
MH: Ma vorrei sapere la tua su questo argomento: come combini la depressione, la tristezza, quello che hai tu dentro e che butti nella musica, con il diverti mento di andare in tour, fare concerti, vendere i CD, vendere le magliette, vedere i fans che ti adorano. Vorrei capire quel costante senso depressivo comparato con l’allegria, comparato con quell“immense désespoir”…
LL: (ride, ndr) È molto difficile questo…
MH: Perché qui uno si diverte, beve, fa festa… però…
LL: È vero che vai ad un concerto, fai festa con la gente, gli amici, tutto questo. Certo, io faccio lo stesso, non sono da ideali (depressivi, ndr), mai… ma penso che nel casino come diciamo in Francia la bellezza sai, “happyness”… bla bla bla… forse trovi uno che ti dice che non è tutto bello, ed anche questo è dentro di noi. Penso che con la nostra musica verso i ragazzi che se la sentono dentro, con la mente che lavora veloce, forse è tutto un po’ cattivo (ride, ndr), ma noi facciamo extreme, e dunque siamo estremi…

MH: Mi avevi detto che avete in programma un libro… me ne puoi parlare?
LL: Ah, è un progetto attualmente, di fare tipo un libro con qualche foto…
MH: Una biografia?
LL: Si, tipo… abbiamo anche avuto -perché ne ho parlato con della gente- l’idea di fare un libro tipo con le spiegazioni di ogni canzone, perché e come è scritta. Moltissimo lavoro. So parlare direttamente, questo non è un problema, ma usare la scrittura è più complicato.

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MH: Tu suoni in tante bands. Come fai suonare in tante band e tanti strumenti? Ti ho visto con gli Helegion suonare la batteria.
LL: Si! Si!
MH: Come fai a fare tutte queste cose?
LL: Perché come abbiamo detto … siamo tutti complicati… siamo umani… io ho un range di sentimenti… tristezza, rabbia… ed è per questo che ho bisogno di fare uscire tutto questo. Per questo suono in diversi gruppi… ma non gli stessi generi. Non trovo interessante suonare in un altro Nocturnal Depression. Almeno non fa per me.

fotoND_Interv0306_2MH: Parli molto bene l’Italiano. Per la gente che non lo sa: cosa ti lega in all’Italia?
LL: (ride, ndr) Tutta la mia famiglia, di fatto. La mia famiglia è italiana ed è andata in Francia perché c’erano problemi di lavoro. Per me la cultura italiana è molto importante. Sono in un progetto musicale (moniker ‘Miserere’, ndr) anche con degli italiani… facciamo tipo… ho già scritto tutto… stiamo a vedere… tipo funeral doom. Sinfonico…
MH: Allora mi interessa!
LL: … sul concetto dell’inferno di Dante. Ho preso i canti ed ho un po’ modificato… perché c’è la rima… e c’è anche la storia…
MH: Ma in Italiano o Francese?
LL: In Italiano!

MH: Ti ringrazio per il tempo.
LL: Grazie a te!
MH: Faresti un saluto ai tuoi fans, a chi è qui stasera ed ai lettori di METALHEAD.IT?
LL: Sempre dirò grazie a tutti per il supporto, spero vi piaccia molto la musica che facciamo perché per noi è un piacere, come per voi.

(Intervista: Luca Zakk / Foto: Monica Ph)

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