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Snake.

Non parliamo di una band qualsiasi. Non parliamo di underground. Questi sono gli Skid Row. Gente che ha venduto milioni di dischi, quando questo era ancora un termine di riferimento di successo artistico. Ho l’onore di poter intervistare Dave “Snake” Sabo, fondatore (con Bolan) di questa band storica, mitica, importante, essenziale. Temevo di aver a che fare con una rockstar, con tutti i pregi (artistici) e difetti (personali). Ma sapete cosa? Mi sembrava di essere con un amico. Un tipo al quale, durante l’intervista, quasi chiedo “hey, dopo il concerto ci andiamo a bere una birra qui vicino?”. Aspettandomi un “Ok, andiamo” come risposta. La sincerità, l’umiltà, la schiettezza dell’uomo e dell’artista mi stupiscono. A livello emozionale sento che sto facendo l’intervista più bella della mia vita, quella che alla fine mi lascia un segno: come uomo, come persona… come amante del rock. Davvero, sembra me ne stia vantando, ma sento che ho passato mezzora con un amico con il quale ho parlato di una delle cose che amo -che amiamo- di più: LA MUSICA. (English Version)

Camminiamo dal locale al tour bus. Chiacchieriamo del posto e del tempo, ed entriamo nel comodo mezzo. Un tizio della crew sta guardando la TV e se ne va per lasciarci parlare in pace. Non prima di servirsi un drink. Snake è in ottima forma, appare rilassato e felice. Quindi iniziamo…

MH: Grazie per il tuo tempo!
S: Grazie a te!

MH: E’ il terzo concerto di fila in Italia. Vorrei sapere come è andata, perché ho visto che per esempio in Polonia avete avuto un pubblico immenso.
S: Yeah! Il tempo è stato assolutamente fantastico. Ma abbiamo dovuto andare in un posto al coperto perché… dovevamo suonare fuori, ma è venuto un temporale…
MH: A Milano (due sere prima, ndr)
S: No, ieri, a Pisa. E’ arrivato e ha divelto il tetto, quindi è diventato pericoloso suonare… per fortuna invece di cancellare siamo riusciti ad andare in un locale più piccolo, quindi abbiamo suonato uno show semi acustico per la gente, ed è stato grandioso, molto divertente. Quindi abbiamo preso il meglio di quello che c’era…
MH: Beh, il pubblico… è stato buono nei due concerti?
S: Il pubblico è stato grandioso, è stato fantastico ieri notte e pure la notte precedente. Amo la loro passione e la loro lealtà.

MH: Beh, credo faccia parte della vostra musica. E’ noto che state facendo 3 EP di fila. In una intervista hai detto che non vuoi fare un disco e poi due anni di silenzio, preferisci continuare a dare musica alla gente…
S: Yeah!
MH: E con il secondo EP appena uscita, vorrei sapere come ti sembra questa idea, come ha funzionato sul mercato.
S: Sembra funzionare. Funziona per noi come band! E deve partire tutto da li. Funziona nel senso che è tutto ancora nuovo ed eccitante, così quando ci mettiamo a registrare materiale è tutto così nuovo, e come hai detto tu finiamo per continuare a fornire nuova musica, nella speranza che la gente ne voglia di più, ma per noi succede che la creatività rimane a livelli molto alti, sono sensazioni miste, tutto molto più divertente, meno pressione, riduce i costi…
MH: questa è un’ottima ragione…
S: yeah, sono tutti fattori importanti, ed è molto divertente in questo modo. E’ qualcosa di diverso per noi. Abbiamo registrato ad alti livelli per così tanto tempo, che fare questo è così nuovo e diverso da risultare eccitante.

MH: Si, ci sono un sacco di band che fanno solo un EP. Ma voi siete su un piano di tre! A proposito dei due capitoli assieme, l’uno ed il due, li ho recensiti entrambi, mi son piaciuti entrambi ma ho percepito il primo come più immediato, più catchy se vuoi, mentre il secondo ha bisogno di qualche altro ascolto per diventare più profondo, per entrarmi dentro sai, quindi volevo la tua opinione su entrambi…
S: Sono entrambi… c’è un filo conduttore comune che li unisce, non sono ampiamente differenti, ma ovviamente ci sono delle differenze. Il secondo EP, questo, è stato il più divertente da fare di tutti i dischi che ho registrato con gli Skid Row. Più divertente del primo. Più divertente di “Slave To The Grind”, più divertente di “Thickskin”, sai, finora è stata una cosa grossa. Lo è davvero, e spero continui così con il terzo. E’ stata una grande esperienza ed il fatto che mi sembra, se lo posso guardare obiettivamente, sembra che mantenga l’immediatezza, l’urgenza e l’energia… è molto “nel momento”, molto “qui ed adesso”. Quindi penso che quando abbiamo fatto il primo abbiamo imparato cose relativamente a noi stessi, cosa volevamo fare, e quando abbiamo iniziato a registrare questo avevamo tutti una visione più alta e potente dell’intero processo. Quindi questo è stato più liscio e più focalizzato, almeno credo.

MH: Beh, delle domande sulla tua carriera. Dimmi, come è stata l’intera cosa? Siete in giro dall’epoca del glam rock, sono 30 anni o giù di li, e siete ancora qui a spaccare tutto. Com’è? La tua carriera con gli Skid Row…
S: Penso che per noi, ed è una cosa della quale siamo molto consapevoli, ha a che fare con il quanto fortunati siamo. Suonare musica per vivere. Ci colpisce proprio in faccia. In tutta onestà Io … non so… magari penso “Mi sento di merda”, “questo e quello”, ma “posso suonare musica per vivere!”. Vai sul palco e suoni la chitarra, suoni canzoni, e sei parte di una cosa che hai creato. Andare sul palco con gente che mi piace davvero, sai, sono i miei amici. Abbiamo visto il mondo assieme. Ieri pomeriggio siamo andati tutti a vedere la torre di Pisa, non l’avevamo mai vista prima…
MH: …si! Ho visto una foto su Facebook!
S: yeah, ma la cosa che è fantastica è che conosco Rachel da 28 anni, Scotty da 27, Johnny da 15, ed il fatto che tutti noi riusciamo a stare assieme, uscire come amici che vanno a vedere una cosa nuova mai vista…
MH: Magari anche cose che non avreste visto con un lavoro normale…
S: Esattamente! E’ fantastico! Quindi siamo consapevoli di questo. Non so come sia per le altre bands, spero sia così, ma lo è certamente per noi, e viene direttamente dal fatto che c’è gente che ci viene a vedere, ci apprezza, compra i nostri biglietti. Per venire a vederci! Potrebbero fare qualsiasi altra cosa ma invece comprano i biglietti per vederci suonare. E’ pazzesco, è proprio come dire: “Wow che complimento”! Noi facciamo questo, è un privilegio, non è un diritto ereditario, non è così facile. E poi siamo pure vecchi… è proprio un privilegio! Cerchiamo di essere certi d’aver capito quanto grandioso sia fare questo. Ci lasciano suonare musica per vivere! Cazzo, è pazzesco!

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Passione. Divertimento.

MH: E’ grandioso per noi sapere che gente come te che sta sul palco, ha la stessa passione che abbiamo noi!!! Hey, a proposito della storia del rock… beh… l’hard rock, glam incluso, cosa della quale avete fatto parte in qualche modo….
(Snake ride, ndr)
MH: … fu ucciso dal grunge. Quindi avevamo tutti quei look fuori, gli spandex, i tacchi, i capelli cotonati. Ad un certo punto arriva uno con una giacchetta economica e uccide tutto. Ma oggi è quella cosa ad essere morta, e l’hard rock è tornato. Specialmente dalla Svezia la quale sta producendo un sacco di nuovo hai metal ed hard rock. Cosa ne pensi di questa gente nuova in giro?
S: Stimo chiunque che può creare e suonare musica per vivere. Li stimo. E’ una cosa stupenda essere in grado di fare ciò e mi auguro che tutti possano avere successo con questo. Adoro il fatto che ci sia ancora gente piena di passione per la musica come lo eravamo noi, e lo siamo ancora, tanto appassionata da dire “OK, mettiamo insieme una band, improvvisiamo in un garage, e poi suoniamo in quei minuscoli club per il semplice fatto che adoriamo farlo”. E’ fantastico, sono fiero di essere parte di una comunità di gente che fa musica per vivere.

MH: Comunque gli Skid Row non sono mai stati una glam metal band….
S: Beh, non abbiamo mai messo gli spandex, davvero!
MH: Infatti, voi eravate più street, più veri, le vostre canzoni non sono mai veramente state del tipo “ragazzi che cuccano ragazze, dai sballiamo” più tipica, se vogliamo, del “Motley Crue” sound. Voi avete sempre cantato di vita vera… ed eravate molto più heavy delgi altri! Come vedi l’intera evoluzione degli Skid Row, dagli inizi fino ad ora?
S: Una cosa che è sempre stata vera a proposito della nostra band è che siamo sempre rimasti realisti e sinceri, sempre fedeli a noi stessi. Non abbiamo mai seguito le mode o cose simili, siamo sempre stati ciò che ci sentivamo di essere. Non c’è mai stato quel “Oh, quella band sta facendo quella cosa, lo dobbiamo fare anche noi”. Non è mai stato così.
MH: Questa è la chiave.
S: Naturalmente! Siamo stati così autentici verso noi stessi e verso il pubblico, se abbiamo detto che avremmo fatto le cose in un altro modo. Devi essere sincero con te stesso per prima cosa, e poi ciò che succede è quello che è. La gente può amarti o odiarti, ma perlomeno è reale.

MH: Beh, una domanda che probabilmente hai sentito molte volte. Cerco di cambiarla una po’: lo zoccolo duro della band (tu, Bolan e Hill) siete li da sempre. Johhny è nella band da una volta e mezza il tempo che ci è stato Sebastian Bach.
S: Yeah! Yeah!
MH: Ma la gente ancora parla di Bach e Skid Row. E’ come volere Paul Di’Anno di nuovo negli Iron Maiden!
S: Vero! (ride, ndr)
MH: Non lo capisco. Hai qualche spiegazione per questa cosa?
S: Non mi preoccupa, davvero. Chiunque si preoccupi di questa cosa, credo viva nel passato. Va bene. Sai una cosa? Non fa alcuna differenza per me. Fintantoché facciamo sapere che siamo felici, e lo siamo, e che ci piace fare quel che facciamo, e ci piace…. e che creiamo musica autentica che non è il sedersi e iniziare “Accordo di La – Accordo di Re – Accordo di Sol, desiderio, fuoco…”
(li recita, quasi li canta, intonato con gli accordi… ndr)
(In quel momento passa alla mie spalle -scendendo dal piano di sopra del bus- la collega Dafne di Rockshock.it, con Bolan, dopo la loro intervista. Bolan che ha sentito, dice a Snake: “Cantala a tutti!” e Snake “Certo!”, subito dopo Snake riprende, ndr).
S: Quindi penso che il fatto è che noi siamo sempre rimasti sinceri con noi stessi, verso il nome della band, verso l’integrità della band. Qualsiasi altra cosa la gente pensi su questa cosa non mi importa assolutamente. Ci saranno sempre dei detrattori.

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Dave che parla al pubblico di ciò che ci siamo detti in questa intervista. Mi ha visto tra il pubblico, mi ha indicato dicendo “Stavo dicento a quel tizio…”. Si parlava di passione. Amore per la musica. Rapporto tra fans e artisti. FANTASTICO!

MH: Hai la mia massima stima per questo! Continuando, è noto che suonate degli hit storici nei concerti. Bach fa lo stesso, l’ho visto personalmente. Chi è l’originale? Voglio dire, è il cantante originale con una cover band, o è la band originale con un cantante che canta la roba vecchia? E soprattutto vorrei sapere (lui non è qui ma…) se Johnny è felice di cantare quegli old hits o se è solo parte del business.
S: no no, lui è un totale alleato, non c’è dubbio. Quando fece il provino per entrare nella band 15 anni fa, ovviamente conosceva la storia del gruppo, quindi si impose con forza, trattando le canzoni con rispetto ma anche con un’attitudine del tipo “Voglio farle mie il più possibile”, che è poi esattamente ciò che ha fatto. Non ha mai voluto fare il clown, o roba simile, è sempre stato molto convinto ed è il nostro frontman. Detto questo, mi sta bene che chiunque suoni quelle canzoni, chiunque può andare su un palco e suonarle, non mi importa, sai, Rachel ed io mettemmo in piedi questa band nel 1986, ora siamo nel 2014… e quelle canzoni le abbiamo scritte noi, sono nostre, chiunque può suonarle, e spero che lo faccia bene, rendendo giustizia alla canzone, ma saranno sempre le nostre canzoni.

MH: Nemmeno io sono giovanissimo, ed appartengo alla vecchia scuola. Amavo gli Skid Row di un tempo, ma come amante della musica mi siete sempre piaciuti con tutti i cambiamenti di line up, vi ho sempre seguito. E forse una radice della mia gioventù se vogliamo. Ma cosa mi dite dei nuovi ragazzini? Voglio dire, il pubblico qui fuori… un po’ ha la mia età, altri potrebbero essere nostri figli. Com’è la relazione con i nuovi fan, i giovani, ciò che eravamo noi un tempo…
S: Abbiamo un profondo rispetto per il pubblico. Di nuovo, ci permettono di fare questo per vivere. Quindi siamo cosciente ogni notte, quando andiamo sul palco del fatto….
MH: certo, ma io intendevo proprio i fans più giovani
S: Voglio dire che trattiamo tutti uguale. Ci interessa solo che la nostra musica si connetta con loro in qualche forma emozionale, questa è una cosa fantastica. Quando ero un ragazzo, fu mio fratello più vecchio a farmi scoprire la musica, quindi è grandioso vedere che questo continua a succedere, dove fratelli più vecchi e sorelle più vecchie avvicinano i loro fratelli più giovani alla musica, o che mamme e papà spingono le loro figlie alla musica. Adoro questa cosa. E’ quello che amo scoprire.
MH: mi succede ogni volta che vado ad un concerto dei Motörhead…
S: Proprio quello!

MH: Tempo addietro, anni ’80 ed inizi ’90, se eri la band giusta, con il look giusto, e le canzoni giuste, potevi fare un grande disco e finire oro, platino e diventare ricco tutto d’un tratto.
S: Yeah! (ride, ndr)
MH: Oggi? Beh, non sembra funzioni più così, a meno che tu non sia un artista estremamente pop. Com’è vivere facendo la tua musica? Quanto difficile è comparato con gli anni ’90 quando uscirono i vostri primi due album?
S: Ci siamo fatti una reputazione live. Eravamo sempre i perdenti. Quindi dovevamo uscire fuori per metterci alla prova ogni notte, e noi ci sentiamo ancora così, anche se non siamo più i perdenti. In quei tempi, sotto un profilo strettamente finanziario, facevi il più del denaro vendendo dischi, ed andavi in tour per vendere ancora più dischi. Oggi fai dei soldi andando in tour e con le Tshirt…
MH: Magari è più reale…
S: Yeah, è che tutto si è messo sotto sopra, è completamente l’opposto di quello che era. Ma credo comunque sia il fatto che abbiamo lavorato duro, durante tutta la carriera, se oggi siamo ancora in grado di fare un disco. Ovviamente non venderemo 7 milioni di dischi…
MH: …che peccato…
S: ma sai, è la realtà. Ovviamente ci piacerebbe, ma non mi lamento e penso alla cosa… Sono cresciuto con una educazione dove dovresti essere grato alle cose buone che la vita ti mette a disposizione. E ti devi pure preparare per … preparare al tuo meglio per tutti gli alti e bassi, rimanendo grato ed apprezzando.

MH: Cosa suggeriresti ad una nuova band? Hanno pagato per fare dei concerti, hanno pagato per fare un CD, avresti, non so, tre suggerimenti per una nuova band che vuole vivere con la propria musica?
S: Una cosa è creata dai social media oggi, internet in generale. Hai accesso al mondo con le dita. Come usi queste tecnologie è veramente determinante sul fatto di quanta strada farai o meno, per quanto riguarda l’essere conosciuto e la visibilità. Penso sia veramente importante essere… specialmente per le bands nuove ed emergenti, essere molto attivi con le proprie carriere, in ogni aspetto, mantenendo il controllo di tutto, non dare quel controllo ad altra gente che potrebbe danneggiare il vostro nome, le vostre canzoni, qualsiasi cosa, il merchandising… tutto.
MH: Devi essere come un’azienda…
S: Devi essere proprio così! Devi essere… devi investire in te stesso. E mantenerne il controllo per quanto possibile, perché è molto dura uscire la fuori per ogni artista, ogni musicista. Siamo vecchi e quindi vorrei credere che se segui te stesso, il tuo cuore, il tuo coraggio, ok il tuo cervello, ma soprattutto il tuo coraggio… se segui queste cose penso che ti porterà verso il percorso che dovresti percorrere. Ma alla fine della giornata tutto dipende dall’individuo, specie nel virare la propria situazione. Non aspettarti che gli altri lo facciano per te.
MH: Penso che questo sia il miglior suggerimento per qualsiasi band la fuori.
S: (insiste sull’argomento, …lo appassiona, ndr) Devi essere sopra a tutto. Devi stare sopra i tuoi social media. Devi essere sopra… la qualità delle canzoni è di primaria importanza, penso che troppo spesso la gente lascia che la propria musica si buona ma non grandiosa! Credo sia importante metterci del lavoro extra, e poi noi siamo stati fortunati da avere gente attorno a noi che si sedeva davanti a noi con una super onestà, dicendoci “è buono ma non grandioso” – “quasi grandioso” “ok, ora è grandioso!”. E quelle opinioni ci hanno spinto ad migliorare in quel che facciamo, e ci hanno anche spinto ad essere dei migliori autori, e ci hanno anche spinto ad essere dei migliori performers. Non sono sicuro che quella gente esiste ancora, e non sono nemmeno sicuro che senza quella gente noi saremmo diventati quello che siamo. Quindi penso che per gli artisti emergenti di oggi, devi proprio spingerti al massimo in ogni livello, specialmente nel song writing… voglio dire, non puoi rilassarti, devi essere veramente sincero con te stesso. Devi fare quella canzone non semplicemente buona, ma grandiosa, innegabilmente a prova di proiettile.

MH: Scrivere libri sembra essere una moda oggigiorno. Anche i Motley Crue l’hanno fatto. E’ possibile avere un libro degli Skid Row? So che Rachel stava pensando alla cosa…
S: Non so. Sono sicuro, che per me, ora… non sono proprio interessato alla cosa. Mi piacerebbe leggere il libro di Rachel quando l’avrà scritto, lui ha un gran controllo delle parole, è un grande autore di testi, quindi non vedo l’ora. Ne abbiamo parlato del libro, molte volte, l’ho anche spinto a farlo, ma io, personalmente, non voglio fare nulla, il mio libro sarebbe più che altro una commedia, sarebbe come uno di quei libri per bambini con i pupazzi, uno di quelli che apri e saltano fuori gli Skid Row con nuove facce.
(qui ce la ridiamo entrambi alla grande, ndr)
MH: Va bene, ma se fate un libro, come si intitolerebbe? Voglio dire, il titolo che ti piacerebbe per il libro degli Skid Row.
S: Il libro delgli Skid Row? Oh, non saprei…
MH: La prima cosa che ti passa per la mente…
(ci pensa qualche secondo, ndr)
S: “Io mi vedrei gli Skid Row … e tutto quello che mi rimane è sto libro di merda”?
(qui ridiamo alla grande, di nuovo, ndr)

MH: Alcune domande stupide per finire. È parte del tuo lavoro, ok, ma non sei stanco dopo quasi 30 anni di fare interviste con gente come me che ti chiede sempre le stesse cose?
S: YEAH!!!
MH: O ti piace?
S: La risposta è entrambe le cose. E’ si e si. E’ come dire, sai, devo sedermi e parlare di me e della mia band, wow, che cosa difficile….
MH: oh no… un’altra intervista…!!!
S: Ma è fico…. è un po’…
MH: E’ parte del gioco…
S: Certo, io potrei essere stanco, ubriaco, qualsiasi cosa, ma tutto quello che devo fare è andare. Ti dovresti preoccupare quando nessuno vuole parlare con te. Quello sarebbe un vero problema. Quindi guardando la cosa in prospettiva, la risposta è ovvia.
MH: bene, allora sappi che mi sono fatto diverse centinaia di chilometri per intervistarti stasera…
S: Ah, dannazione, allora dovrei farcela a camminare quei 10 metri per venire a parlare con te, dunque! (ride, ndr)

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Dave e la nostra TShirt. WOW! La bottiglia era già li…

MH: Chiudiamo: parlo della copertina. Non ho mai capito cosa è quella cosa. E’ un ribelle? Un poliziotto? Nel primo EP ne avevate uno, ora sono due, con il bastone. Che è?
S: Penso è una ottima rappresentazione di qualcosa di impersonale…
MH: perché vedo che ha la radio sul petto, ho pensato per quello che è un poliziotto…
S: Ci sta… beh, la cosa buona è che ti fai domande, e questo è fico. Ti chiedi che roba è. Devo tutto a Rachel, è il suo concetto di idea, quindi c’è stato un direttore artistico su questo album, è quello è lui. Su entrambi gli EP, e pure sul terzo. Per me è praticamente la rivolta, la ribellione e magari simbolizza la resistenza, o magari simbolizza…
MH: Una specie di supereroe…
S: Può simbolizzare il fronte, la forte volontà se vuoi, non so so!
MH: OK, ma allora non saprò mai cos’è…
S: Perfetto! Mi piace!

MH: Ok, la domanda finale. Quando uscirà il capitolo tre? Per quando l’avete pianificato?
S: Non lo sappiamo nemmeno noi. Dipende tutto da quanto staremo in tour per questo qui. Potremmo iniziare a scrivere in Dicembre, quando avremo del tempo libero per le vacanze di natale. Rachel ed io ne abbiamo parlato proprio oggi. Quindi ci riuniremo tutti per una settimana in Dicembre…
MH: Quindi, potrebbe uscire per la metà del prossimo anno?
S: Yeah, yeah, probabilmente. Vorrei poter pensare che andremo in studio in Aprile, forse, ma tutto dipende di nuovo da come sarà ricevuto questo EP e quanto potremo andare avanti in tour.

MH: Certo, avere del feedback. Allora: la domanda PIÙ IMPORTANTE! Dove diavolo infilerete il terzo tizio, il ribelle, sulla copertina? Perché non c’è più spazio!
(Snake se la ride alla grande, ndr)
MH: Si, perché sul primo stava al centro, ora sono due affiancati, ma il terzo?
S: Bella cosa…. (ride forte, ndr) … non lo so!
MH: Quando ho comprato il CD, stavo guardando la copertina…e mi è venuto subito in mente: “Dove può starci il terzo? Dietro? No!”
S: Sai una cosa? Questa è una ottima domanda…
MH: Si, perché ti da quella sensazione di aspettarti il terzo…
S: Yeah! Se quello sarà il problema più grosso che avremo con il prossimo EP, allora andiamo alla grande! (ride forte, ndr) Non lo so! Vedremo!
MH: Allora lo vedrò il prossimo anno!
S: Yeah!

MH: Beh, grazie per il tuo tempo!
S: Grazie a te!
MH: E’ stata una grande opportunità per me…
S: Oh grazie! Lo apprezzo molto!
MH: …come fan degli Skid Row sin dagli inizi. Chiudi questa intervista come ti pare, magari con un messaggio a METALHEAD.IT e tutti i tuoi fans in Italia che leggeranno.
S: A “Metalhead punto Italia” e a tutti i nostri fans in Italia, vi dico che non potremmo essere più riconoscenti per il supporto durante gli ultimi 25 anni, dalla quando venimmo con i Motley Crue nel 1990…. I fans Italiani sono sempre stati pieni di passione e leali, e per noi è molto importante aver mantenuto questo rapporto. Senza di loro non potremmo fare questo, grazie! Grazie! Grazie!

(Luca Zakk)