Gli italiani Siska presentano il video di “Lonely Tomb”, tratto dall’album “Broken Dreams” uscito il 16 gennaio.

Il video è ispirato alla vicenda di Luisa Ferida, celebre attrice del cinema italiano degli anni ’40, uccisa il 30 aprile 1945 in uno dei periodi più tragici e confusi della storia del nostro Paese. La sua morte non fu soltanto un omicidio fisico, ma un assassinio simbolico: un omicidio della bellezza, dell’arte e della libertà di amare.

Luisa Ferida fu punita non per ciò che fece, ma per ciò che rappresentava e per la persona che amò: l’attore Osvaldo Valenti, uomo fragile, segnato da dipendenze, che finì per avvicinarsi a determinati ambienti senza che ciò costituisse prova di colpevolezza nei crimini di cui venne accusato.

La storia, col tempo, ha chiarito che Luisa Ferida non ebbe alcun ruolo nelle torture o nelle violenze che le furono attribuite, e che quelle accuse nacquero da confusione, strumentalizzazione e vendetta, in un contesto in cui il confine tra giustizia e sommaria repressione era ormai dissolto.

Parte del videoclip è stata girata anche presso Villa Triste a Milano, luogo reale in cui avvennero interrogatori e violenze durante l’occupazione. Questa scelta non ha intenti ideologici, ma storici e narrativi, ed è funzionale a restituire il peso morale e l’oscurità di quegli anni.

La vicenda di Luisa Ferida fu aggravata anche da una distorsione dell’identità, poiché una donna legata alla Banda Koch si spacciò per lei, contribuendo a costruire un’immagine falsa che ebbe conseguenze irreversibili.

Lonely Tomb racconta dunque la storia di una donna incinta, bellissima e innocente, uccisa senza processo, e di una violenza che non si fermò con la sua morte, ma continuò anche dopo, attraverso il saccheggio della sua abitazione, come se nemmeno l’eliminazione fisica fosse stata sufficiente a placare l’odio.

Questa è “Lonely Tomb”:

L’album contiene 11 brani cantati dal leggendario Tim ‘Ripper’ Owens, il mix è stato curato da Max Norman (Ozzy, Megadeth).

“Broken Dreams” non è semplicemente un album — è un viaggio.

Un concept album che si apre come un racconto cinematografico, e che scava a fondo nelle fratture del tempo, della memoria e della resistenza.
Attraverso undici brani, Siska e Tim “Ripper” Owens ci guidano tra imperi che crollano, strade infestate, eroi dimenticati e battaglie interiori che riecheggiano attraverso i secoli.

Le canzoni parlano di un mondo sull’orlo del collasso — dove la storia si distorce, la verità viene bruciata sul rogo, i sogni si frantumano e lo spirito si rifiuta di morire.
Dalla furia ribelle di “Thunderbird” alla devastazione di “Broken Dreams”, fino alla tragedia sacra di “Mother Nature”, l’album esplora la grandezza e la caduta della condizione umana.

I brani strumentali come “Last Days”, “Daydream” e “The Inexorable Passage of Time” offrono momenti di sospensione e riflessione, come respiri silenziosi prima che la tempesta ritorni.

“Broken Dreams” è un disco che parla di rimanere in piedi mentre il mondo crolla, di custodire la fiamma viva dentro una tomba di silenzio, di ritornare, anche quando il tempo dice che non puoi.

È un viaggio dentro la fragilità umana, un grido che attraversa le epoche, un invito a non dimenticare.

La copertina e tracklist dell’album:

1.Last Days

2.Time Machine

3.Gangster (The Roaring Twenties)

4.We’ll Return

5.In the Shadow

6.Daydream

7.Broken Dreams

8.The Inexorable Passage Of Time

9.Lonely Tomb

10-Thunderbird

11-Mother Nature