DREAM THEATER, nuovo album e nuovo singolo!
Con un annuncio che risale a quindici anni fa, i titani del progressive metal e vincitori di un GRAMMY® DREAM THEATER tornano con il loro sedicesimo album in studio, “Parasomnia”. Il disco segna il primo album con l’iconica formazione composta dal cantante James LaBrie, dal chitarrista John Petrucci, dal bassista John Myung, dal tastierista Jordan Rudess e dal batterista Mike Portnoy dopo “Black Clouds & Silver Linings” del 2009. La notizia di quest’ultimo album arriva sulla scia del recente annuncio del tour che celebra il 40° anniversario della band. L’uscita di “Parasomnia” è prevista per il 7 febbraio 2025 su Inside Out Music/Sony Music. L’album è stato prodotto da Petrucci, registrato da James ‘Jimmy T’ Meslin e mixato da Andy Sneap. Hugh Syme torna ancora una volta a prestare la sua visione creativa per la copertina.
Dalla traccia d’apertura “In The Arms Of Morpheus” a quella di chiusura “The Shadow Man Incident”, i Dream Theater tornano con una raccolta di canzoni che mettono in mostra ciò che ha fatto guadagnare alla band un seguito fedele per quattro decenni. “Parasomnia” è un termine che indica disturbi dirompenti legati al sonno, tra cui sonnambulismo, paralisi del sonno e incubi notturni. Canzoni come “A Broken Man”, “Dead Asleep”, “Midnight Messiah” e “Bend The Clock” si basano tutte sui temi portati dal titolo dell’album.
Il primo singolo, “Night Terror”, è una cavalcata musicale da brivido catturata in poco meno di dieci minuti di ascolto.
Il video musicale della canzone, diretto da Mike Leonard: (altro…)

(Metal Blade Records) Chi è attratto dai The Crown saprà bene a cosa andrà in contro con “Crown of Thorns”. I The Crown ripresentano il loro salutare e sincero thrash metal imbastardito da qualche accenno distorto di hardcore punk, death e uno smaliziato quanto deforme rock and roll, traducibile in spunti di melodic death metal tipici della 

(Steamhammer / SPV) Ristampa dei primi due album per Night Demon, terzetto statunitense dedito ad un metal che più classico ed ottantiano non si può. I due dischi sono in realtà piuttosto recenti, essendo usciti rispettivamente nel 2015 e nel 2017, ma la scarsa reperibilità dei formati fisici, molto richiesti dai fans, ha spinto band ed etichetta a ristamparli.
(Massacre Records) Complimenti alla Massacre Records per avere pubblicato un album così tosto e cupo in fatto di produzione. Anche il precedente album “Dawn of Annihilation” è stato patrocinato dall’etichetta di Abstatt, tuttavia certe sonorità così cupe e appena sporche non sono abituali per la label. I Portoghesi Amputate, ma pare 
(Nuclear Blast Records) La bussola artistica degli Oranssi Pazuzu è sempre stata impazzita. Senza un Nord magnetico, una direzione maestra. Oggi i finlandesi intraprendono un percorso artistico con “Muuntautuja” che si discosta da quanto fatto in precedenza. In italiano il titolo dell’album suonerebbe ‘mutaforma’, in tal caso la forma è
(Steamhammer / SPV) Nato nel 2007 da una costola dei Visions Of Atlantis e con il nome The Dragonslayer Project, il combo viennese Dragony pubblica il suo quinto full length in studio nuovamente attraverso un’etichetta tedesca. Il precedente album del 20121” Viribus Unitis” è stato pubblicato con la connazionale Napalm Records, mentre i lavori
(Blade Setter Records) Suoni netti, pieni e nitidi, tali per l’ascoltatore da assorbire in pieno l’essenza di questo trio sludge-doom metal dell’Arkansas giunto al secondo album, dopo il precedente debut dello scorso anno, ascoltabile 

(Echozone) “Tranceforming” è il nuovo esempio di dark-gothic metal dei Thanateros, due anni dopo “On Fragile Wings”,
(Comatose Music) Il mondo sta crollando e come se non bastasse, ecco i Corpsefucking Art a ricordarcelo. Ci han messo un po’ di tempo per farlo, ben sei anni dal precedente album,
(Amor Fati) Dannato e maledetto il black metal dei Häxenzijrkell. Quello che si ode in “Portal” è tra la dannazione, l’abisso e l’ignoto pur constatando che il parco testuale si basa su concetti cabalistici e per tanto di elevazione dello spirito. “Portal” ad aprirlo e poi varcarlo, significa però cedere, franare nell’oscurità i cui unici bagliori possibili