METALHEAD

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V8 WANKERS – “Got Beer?”

by on mag.11, 2013, under ALBUM, V

copv8wankers(Steamhammer/SPV) Sballati. Fuori di testa. Probabilmente ubriachi. Questi gli aggettivi che emergono dall’ascolto di questa band devota ai boccali di birra da litro, fedele all’Oktoberfest (la band è di Monaco di Baviera). Divertenti, rumorosi, volgari. Parlano di alcol, donne (dai facili costumi) e macchine. (continua a leggere…)

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VADER – “Welcome to the Morbid Reich”

by on set.02, 2011, under ALBUM, V

(Nuclear Blast) A due anni da “Necropolis” i Vader registrano e pubblicano il
nuovo album “Welcome to the Morbid Reich”, il quale si collocherà nella discografia
della band polacca tra le migliori release di sempre, grazie alla distruttività
della musica ma anche, forse soprattutto, dalla lucidità e la maestria nel
saper veicolare in ogni riff ogni grammo di questa furia. Peter Wiwczarek, la
mente propulsiva dei Vader, ha concepito un’architettura dinamica, evitando di
pestare solo ed esclusivamente di forza, col rischio poi di rendere
mastodontici ma irrimediabilmente noiosi i pezzi. Ci sono delle perle in questo
album: “Come and See My Sacrifice”, con dei corposi riffs di scuola slayeriana
vecchio stile, “Don’t Rip the Beast’s Heart Out”, “Decapitated Saints”, un uragano
blastbeat, “Black Velvet and Skulls of Steel” con il suo mid-tempo sostenuto da
melodie e preziosismi delle chitarre e poi la titletrack, il pezzo
probabilmente meglio strutturato tra dodici. Se qualcuno li aveva giudicati in
flessione con “Welcome to the Morbid Reich” i Vader assestano un colpo
memorabile, non innovativo (numerose le citazioni d’autore o di scuola), ma
altamente godibile.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10

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VADIKAN – “Hydrargyrum”

by on apr.22, 2013, under ALBUM, V

copvadikan(Metal Scrap Records ) Vadim Pashutin (ex-Gross Grolland, chitarrista ed anche produttore) concepì questo progetto musicale a metà degli anni 2000. Il tempo e l’evoluzione della formazione, nella quale è entrata Yulia Tikhomirova, voce, ha modellato una band dalla forte connotazione gothic e in alcuni frangenti di natura (continua a leggere…)

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VAGIANT – “Gospel According to Vagiant”

by on giu.11, 2012, under ALBUM, V

(Autoproduzione/Domino media Ag.) Compratevi (http://vagiantownsyourmom.bandcamp.com/)questo album, è davvero elettrizzante. I Vagiant non suonano il solito math-rock sperimentale e noise, alternative punk o forse questi elementi si fondono talmente bene tra di loro che “Gospel According to Vagiant” ne è davvero un ottimo esempio. Russi, amanti dell’ironia (niente testi, quindi manco so cosa dicono) con la quale i Vagiant raccontano di disordini psichici, abusi, blasfemia. (continua a leggere…)

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VALFEANOR – “The Eerie Constellation”

by on apr.10, 2013, under ALBUM, V

copvalfeanor(Cursed Records) Un liquore dal sapore dolce, dolce come il più peccaminoso dei pensieri malvagi, discende la mia gola, la brucia, la infiamma, lasciandomi in un torpore sospeso tra il reale e l’irreale, tra l’immaginario e l’assurdo. Dolcezza ed armonia avvelenati da brutalità (continua a leggere…)

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VALIDOR – “Dawn of the Avenger”

by on nov.27, 2012, under ALBUM, V

(Iron on Iron) “In Blood in Battle”, il primo disco dei Validor, mi aveva colpito in modo molto positivo: in esso i greci si rivelavano capaci, con estrema facilità, di mettere insieme il meglio del power e dell’epic metal (magari con appena una spolverata di thrash) come soltanto poche illuminate formazioni underground sono in grado a fare. “Dawn of the Avenger” è la conferma di quanto avevo ascoltato l’anno scorso (continua a leggere…)

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VALKIRIA – “Here the Day Comes”

by on apr.16, 2012, under ALBUM, V

(Bakerteam Records) “Here the Day Comes” è il quinto album dei Valkiria. “Here the Day Comes” è il quinto album di Valkus, colui che ha dato vita al progetto e che nel tempo lo ha educato e portato avanti. “Here the Day Comes” vede lo stesso Valkus e Mike alla chitarra e Giuseppe Orlando (Novembre) alla batteria. Il taglio è quello di un gothic-doom come c’era tempo fa, (continua a leggere…)

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VALLORCH – “Neverfade”

by on apr.06, 2013, under ALBUM, V

copvallorch(Moonlight Records) Se ancora subite il fascino dell’ondata vichinga esplosa qualche anno fa, i veneti Vallorch fanno sicuramente per voi! La band (che conta ben sette membri) ha pubblicato soltanto un ep prima di attirare l’attenzione della Moonlight Records; (continua a leggere…)

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VALOR – “The Yonder Answer”

by on apr.05, 2013, under ALBUM, V

copvalor(Pitch Black Records) I Valor sono formazione nota per gli appassionati della scena heavy/power ellenica, dato che in organico troviamo due membri fondatori dei Battleroar. Dopo essere stato pubblicato autonomamente nel corso del 2012, “The Yonder Answer” viene oggi riproposto (continua a leggere…)

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VAN CANTO – “Break the Silence”

by on ott.04, 2011, under ALBUM, V

(Napalm-Audioglobe) Coloro che non sopportano i Van Canto alzino la mano! I tedeschi sono giunti al quarto album del loro metal a cappella e ormai, diradato ogni effetto sorpresa che aveva reso gradevoli le prime prove, le loro canzoni mostrano la corda e la ripetitività di una formula già nota. Apre le danze “If I die in Battle”, epica fino a quando non subentra la “sezione ritmica” della band, che conferisce al tutto (come sempre) un involontario effetto fra l’allegro e il semiserio; in quest’ottica “The Seller of Souls” è un vero disastro. Funzionano meglio le cover appunto perché le si legge automaticamente in un’ottica ironica: ecco quindi “Primo Victoria” dei Sabaton, cui partecipa anche Joakim Broden, e “Bed of Nails” di Alice Cooper. Discorso a parte per “Masters of the Wind” , forse l’unico pezzo davvero riuscito del lotto, quello in quale, non a caso, la componente “rakkatakka” è ridotta al minimo. Anche la ballad “Spelled in Waters” piace essenzialmente grazie alla chitarra acustica di Marcus Siepen. Aggiungiamoci pure la grintosa “Neuer Wind”, cantata in tedesco; ma per i Van Canto farei esattamente lo stesso discorso degli Apocalyptica, una band ormai finita che ricicla all’infinito una originaria innovazione.

(Renato de Filippis) Voto: 5/10

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VAN GIERSBERGEN , ANNEKE – “Everything Is Changing”

by on gen.30, 2012, under ALBUM, V

(Agua Recordings) Cara e dolce Anneke, sei cresciuta come cantante e già da quando ti esibivi con i The Gathering! Dopo aver abbandonato quella band, l’artista olandese si è costruita una carriera solista, anche grazie a collaborazioni d’importanza (ad esempio Devin Towmsend e Ayeron) che ne hanno accresciuto la reputazione. A giudizio della critica la Van Giersbergen ha avuto, proprio con l’inizio della sua carriera solista, una fase (continua a leggere…)

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VANHELGA – “Höst”

by on feb.07, 2013, under ALBUM, V

copvanhelga(Art of Propaganda) Dopo l’album “Mortem Illuminate Mea” del 2010 i Vanhelga hanno registrato diversi EP ed anche uno split album. Questo nuovo full length arriva sul finire del 2012 e presenta una band piena di smalto e idee. L’apertura di “A Sinister Longing” fa inevitabilmente pensare a Burzum (continua a leggere…)

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VAULT13 – “We All Bleed”

by on feb.07, 2012, under ALBUM, V

(This Is Core Music) L’etichetta ligure This Is Core Music assorbe nel roster una nuova e giovane band, ovvero i Vault13, padovani e dediti metalcore, ma scalpellato con uno stile melodico. I cinque musicisti si dimostrano preparati e sorretti da una produzione importante, quella di Maurizio Baggio presso l’Hate Studio, che smussa gli angoli agli 11 pezzi i quali colpiscono appunto per le loro trame melodiche, più che per un’agguerrita (continua a leggere…)

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VEÉR – “The Measure of Waste”

by on nov.23, 2012, under ALBUM, V

(Neverheard Distro) La band è ungherese e nasce come Ravenshades per via dell’unione di musicisti con un passato abbastanza importante. In particolare c’è M. alla chitarra e Knot alla batteria , dei black metaller Witchcraft, recensiti di recente, e il cantante Jim Jones dei Kolp, altra formazione in orbita black metal. Completano la line up Paga, altra chitarra, e Major al basso. (continua a leggere…)

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VENDETTA – “Feed the Extermination”

by on dic.16, 2011, under ALBUM, V

(Massacre) Gli storici Vendetta ritornano con un nuovo album. “Feed the Extermination” è la seconda incisione, dopo la reunion nel 2002. L’iniziale titletrack apre efficacemente l’album e i successivi nove pezzi e da subito si capisce che il poco convincente “Hate”, lo è stato per chi scrive, è ampiamente superato come valore. “Tremendous Brutality” abbandona la velocità quando subentra l’ottimo ritornello di Mario Vogel che aumenta il pathos del pezzo. “Ovulation Bitch” ha un riffing portante che sembra del thrash and roll e “Dog in the Manger” propone più variazioni (un po’ come avrebbero fatto i Megadeth due decenni fa) e della buona melodia. Da segnalare il gran lavoro dinamico alla batteria di Lubber in “De-organ-izer” e l’ottimo brano (per composizione, atmosfera e cantato,) “Abuse”. Lo stile è di scuola teutone, senza trascurare richiami a quella di San Francisco, per esempio i Testament vecchia maniera, ma i Vendetta non sono eccessivamente in debito con altri: la propria individualità è integra! Sono pezzi articolati, non soffocanti e in grado di fornire linee melodiche d’interesse. Qualità importanti, se amate il thrash metal.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

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VENGEANCE – “Crystal Eye”

by on mar.06, 2012, under ALBUM, V

(SPV/Audioglobe) L’improvvisa morte del chitarrista Jan Somers non ha fermato i redivivi Vengeance, che hanno deciso senza esitazioni di proseguire con la loro attività. Lasciamo stare le logiche dello show business e passiamo a una analisi del disco, che vede alla batteria Chris Slade (che ha collaborato (continua a leggere…)

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VENIAL SIN – “Sphere of Morality”

by on set.12, 2012, under ALBUM, V

(Infektion Records) Gli esordienti Venial Sin (hanno infatti alle spalle soltanto un demo) provengono dal Portogallo e si offrono sul mercato con questo ep di lunga durata: quasi un disco vero, essendo il minutaggio attorno ai 36 minuti. “A new Rose” propone tempi dispari e ritmi serrati, repentini cambi d’atmosfera e qualche spunto tribale. “Prepared for Battle” contiene quasi spunti progressive nel finale, e la varietà del sound e del songwriting è confermata da un brano come “Real End”, che non starebbe male in un disco dei Porcupine Tree. (continua a leggere…)

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VERSIONS – “A Clearer View”

by on lug.20, 2012, under ALBUM, V

(Autoproduzione) Ad essere sincero dopo tre canzoni dei toscani Versions ho provato un senso di monotonia. Non tanto per loro, ma a causa di quel solito metalcore moderno e melodico che imperversa ormai da tempo. Si, pensavo, le solite tirate tipiche del genere e cioè chitarroni pesanti, groove, i break down, le fasi melodiche e in totale contrasto con i riff muscolari che li hanno precedute. Gli album da recensire però non si ascoltano mai una sola volta e mai con distrazione e per scrivere una recensione diventa necessario il tempo. (continua a leggere…)

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VESPERIAN SORROW – “Stormwinds Ages”

by on giu.20, 2012, under ALBUM, V

(The Path Less Travelled) Non mi ha del tutto convinto questo nuovo lavoro dei black metallers americani Vesperian Sorrow, però la musica che si porta dentro ha irisvolti di sicuro interesse. In pausa da un album vero da almeno sei anni, i texani ritornano con un lavoro nel quale l’impegno e la volontà di metterci il meglio di se stessi traspaiono con assoluta certezza. (continua a leggere…)

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VEX – “Memorious”

by on gen.22, 2013, under ALBUM, V

copvex(Horror Pain Gore Death Prod.) Più volte mi è capitato di incrociare questo monicker e credo sempre in relazione a band death metal statunitensi. I Vex, sono di San Marcos, in Texas, e il  precedente album “Thanatopsis” ha ricevuto buoni riscontri. Tre anni dopo ecco il secondo album – con un nuovo cantante, Joe Jackson, proveniente da una band denominata Sakrefix- per questi figuri del death metal, sempre contaminato da momenti di thrash metal e addirittura black metal. (continua a leggere…)

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VEXILLUM – “The Biouvac”

by on ott.01, 2012, under ALBUM, V

(Limb/Audioglobe) I simpatici toscani Vexillum si sono fatti notare in tutta Europa grazie al fortunato tour con i Rhapsody of Fire: a circa un anno e mezzo dal godibile debut “The wandering Notes”, e a ridosso di un altro tour con Luca Turilli, si riaffacciano sul mercato con “The Biouvac”, passando peraltro dalla sempre meritevole MyGraveyard Productions alla più blasonata Limb. Osservando la scaletta, notiamo anzitutto che tutti i brani durano almeno cinque minuti (continua a leggere…)

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VICIOUS RUMORS – “Electric Punishment”

by on mag.08, 2013, under ALBUM, V

copviciousrumors2(SPV/Steamhammer) Undicesimo album per i Vicious Rumors di Geoff Thorpe, da sempre alfieri dell’US power metal (ovvero di quel power pesantemente contaminato dal thrash, che per me essenzialmente significa gli Helstar e quel che ne deriva), e reduci dal non proprio esaltante “Live you to Death” (che ho recensito QUI, (continua a leggere…)

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VICIOUS RUMORS – “Live You to Death”

by on dic.17, 2012, under ALBUM, V

copviciousrumors2(Steamhammer/SPV) Secondo live ufficiale (terzo se si conta il bootleg dedicato a Carl Albert) per i Vicious Rumors di Geoff Thorpe, che immortalano per questa release un concerto stranamente breve (circa 45 minuti). In un’epoca di live doppi se non tripli, colpisce che una formazione così blasonata non proponga qualcosa di più vasto e magniloquente: in ogni caso ciò che è perso in durata si guadagna in forza (continua a leggere…)

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VICTORIANS – ARISTOCRAT’S SYMPHONY – “Revival”

by on dic.08, 2012, under ALBUM, V

(Autoproduzione) Beh, se i polacchi Victorians volevano attirare la mia attenzione, ci sono sicuramente riusciti… anche se devo dire più per la loro immagine che per la loro musica! Costumi e pseudonimi dei musicisti, ‘ambientazione’ del sito internet, package del cd hanno un tocco di classe davvero sopraffino (continua a leggere…)

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VIDHARR – “Cryo”

by on apr.05, 2013, under ALBUM, V

copvidharr(Maa Produnctions – Zero Dimensional Records) Sono sconvolto. Adoro esserlo. Ogni giorno mi arriva materiale da valutare. Spesso mi arrivano bands blasonate, che mi deludono. Oppure mi arrivano bands underground, sconosciute, che mi sorprendono. Mi sconvolgono. (continua a leggere…)

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VIETCONG PORNSÜRFERS – “We Spread Disease”

by on mag.13, 2013, under ALBUM, V

copvietcongp2(Dangerous Rock Records) Si. Sono una piaga. Infetti. Impestati. Mi riferisco al titolo di questo disco, che significa “diffondiamo malattia”. Lo fanno davvero questi punk-rockers svedesi. Lo fanno in maniera pericolosamente improvvisa. La loro musica la potrei descrivere come una lattina di birra agitata e poi… (continua a leggere…)

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VIETCONG PORNSÜRFERS – “I Hate Your Band”

by on mar.01, 2013, under ALBUM, V

copvietcongp(Dangerous Rock Records) Il singolo “I Hate Your Band” apre l’attesa al prossimo lavoro degli svedesi Vietcong Pornsürfers, We Spread Diseases”. “I Hate Your band” è puro rock ‘n roll, concentrato in meno di 3’. Il riffing molto classico e quindi elettrizzante è una buona riproposizione dei canoni r’n’b. (continua a leggere…)

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VINTERSORG – “Orkan”

by on ago.03, 2012, under ALBUM, V

(Napalm/Audioglobe) Se “Jordpuls” era dedicato alla terra, mi sembra abbastanza evidente dalla copertina che “Orkan” (‘Uragano’) si occupi dell’acqua: Vintersorg prosegue il proprio percorso prog/black/viking metal (e chi più ne ha più ne metta) con un altro disco a suo modo intellettuale e di non facile assimilazione, che sballotta l’ascoltatore in un susseguirsi di atmosfere e toni a tratti dissonanti ma sempre tenuti insieme da un estro compositivo non comune. (continua a leggere…)

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VIOLET-GIBSON – “American Circus”

by on mag.06, 2012, under ALBUM, V

(Atomic Stuff/logic(il)logic) Basterebbero i primi tre brani di questo disco per creare un EP di quelli che spaccano, di quelli totali, energetici, catchy, incredibilmente ben creati.  Per nostra fortuna gli italiani Violet Gibson hanno forgiato un album di puro metallo di ben tredici pezzi. Tredici canzoni a base di tritolo, tredici pezzi melodici (continua a leggere…)

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VIRGIN STEELE – “Age of Consent”

by on dic.19, 2011, under ALBUM, V

(SPV/Steamhammer-Audioglobe) Se frequentate abitualmente siti come il nostro Metalhead, conoscete sicuramente questa storia (e se non la conoscete o avete 13 anni o il metal non fa per voi): “Age of Consent” è l’album più sfortunato dei Virgin Steele. Distribuito nel 1988 senza promozione e con un ordine dei brani diverso da quello voluto dalla band, portò di fatto alla sospensione delle attività del gruppo per diversi anni. Con la rinascita di DeFeis e soci grazie alla saga di “The Marriage of Heaven and Hell”, questo disco ha finalmente conosciuto i successi e i riconoscimenti che meritava, contando così ben tre riedizioni: quella Noise del ’97, in cui già erano inclusi diversi nuovi pezzi fra cui la splendida “Perfect Mansions”; quella della Dockyard 1 del 2008 (dalla limitata circolazione a causa del fallimento dell’etichetta di Piet Sielck), che in fondo alla scaletta sistemava la discreta “The Curse” e la cover “Screaming for Vengeance”; e infine questa nuova, lussuosissima versione SPV. L’uscita di un altro package, stavolta doppio, è giustificato da due importanti novità: anzitutto presenta ulteriori inediti rispetto a quelli che già si aggiunsero alla scaletta originaria (mi riferisco alla già citata “Perfect Mansions”, a “Coils of the Serpent”, “Serpent’s Kiss” e “Stranger at the Gate”, nonché alle due cover “Stay on Top” e “Desert Plains”); inoltre è disponibile anche in un meraviglioso doppio vinile azzurro (che però, come ogni riedizione SPV, non presenta tutti i brani del cd). Trovo sia superfluo narrarvi le meraviglie di brani come “The Burning of Rome”, una delle prime incursioni dei Virgin Steele in temi mitologici, o di “Lion in Winter”, uno dei pezzi che a mio giudizio rappresentano al meglio la forza e la purezza del metal fine anni ’80; né mi soffermerò sull’epica maestosa di “We are eternal”, sulla potenza senza compromessi di “Let it roar” e sull’heavy metal rock della scandalosa “Seventeen” (che in origine si chiamava “Thirteen”… forse leggendo il titolo del disco capirete perché i discografici insistettero tanto con DeFeis perché modificasse l’età in cui si raggiunge “the consent”). E la faccio breve semplicemente perché l’originale “Age of Consent” è un disco che non può mancare in nessuna collezione, e la cosa è tanto ovvia che non c’è neanche bisogno di spiegare perché. Il secondo cd, quello di inediti, offre comunque dei motivi d’interesse. Da pelle d’oca la versione acustica di “Noble Savage”, che per l’occasione si chiama “A changeling Dawn”: i tempi sono incredibilmente dilatati e talvolta DeFeis si lascia scappare qualche acuto di troppo, ma che magia! “Another Nail in the Cross” ha il mood delle migliori composizioni dei “Marriage” (e proprio a quel periodo risale la sua composizone), mentre “Breach of Lease” (cover degli a me sconosciuti Bloodrock) e “Under the Graveyard Moon”, è necessario dirlo, suonano come le cose peggiori di “Visions of Eden”. “Down by the River” è, infine, completamente diversa: una power ballad con elementi rock molto ispirata e non legata a temi epico/mitologici, che sembra anch’essa ricollegarsi al sound di metà anni ’90. Il tutto è completato da note di DeFeis e da rare foto. Se non ce l’avete, correte a procurarvelo; se (come mi auguro!) è già vostro, probabilmente vi interesserà godervi il vinile.

(Renato de Filippis) Voto: 8.5/10

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VISIONS OF ATLANTIS – “Ethera”

by on apr.08, 2013, under ALBUM, V

copvisionsofatlantis2(Napalm/Audioglobe) Adesso mi si dirà che sono antipatico e pretenzioso, ma i motivi del successo dei Visions of Atlantis non li ho mai capiti. La band austriaca, alla quale la Napalm sembra tenere moltissimo (forse per ragioni ‘nazionali’: anche l’etichetta ha sede in Austria), (continua a leggere…)

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VISIONS OF ATLANTIS – “Maria Magdalena”

by on ott.23, 2011, under ALBUM, V

(Napalm-Audioglobe) Sono passati solo pochi mesi da “Delta”
e dal tour con i Rhapsody of Fire, ma gli austriaci Visions of Atlantis
sfruttano il buon momento con un mini che, come tutti i mini, non cambierà il
mondo, ma terrà sicuramente viva l’attenzione attorno alla band. La versione
symphonic power di “Maria Magdalena”, cover di un successo anni ’80, si fa
ascoltare con piacere, pur con la consapevolezza che non si tratta di nulla di
indispensabile. “Melancholia” è forse fin troppo cangiante, mentre “Change of
Tides” fa pensare moltissimo agli analoghi risultati raggiunti dai conterranei
Serenity. Molto indovinate le melodie di “Distant Shores” e “Last Shut of your
Eyes”, riregistrata per l’occasione; si chiude in modo meno convincente con
“Beyond Horizon”, anch’essa già proposta in passato, i cui suoni elettronici
stonano nel contesto sinfonico. Che i fan della band (e della giunonica Maxi
Nil) si facciano avanti!

(Renato de Filippis) Voto: 7/10

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VITER – “Dzherelo”

by on ott.22, 2012, under ALBUM, V

(Casus Belli) La scena dell’est europeo continua a riservarci belle sorprese, e noi europei occidentali faremmo bene a conoscerla a fondo! Prima di inventare il folk’n’dustrial (sì, esiste davvero, provate qualche sample per credere!), i Viter (‘vento’ in ucraino) erano una band folk a tutti gli effetti: lo testimonia la ristampa del loro primo ep, presentato dalla Casus Belli con un remix come bonustrack. (continua a leggere…)

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