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FIRESPAWN – “The Reprobate”

by on Mag.13, 2017, under ALBUM, F

(Century Media) Ero rimasto ottimamente impressionato da “Shadow Realms”, debutto discografico degli svedesi Firespawn, band composta da membri di Entombed A.D., Unleashed e Defleshed. Il death metal tipicamente scandinavo proposto, sapeva coniugare perfettamente la vecchia scuola alla quale i componenti appartengono, senza per questo risultarne una pallida riproposizione, grazie ad inserti groovy e pesantissimi ed un songwriting fresco e piuttosto variegato. In questo secondo album, la band sembra più coesa ed in grado di creare un sound ancora più personale, in cui i richiami alle formazioni di provenienza si fanno meno palesi, anche se ovviamente si fanno sentire. La furia presente nel debutto, ritorna intatta anche in questo lavoro, ma incanalata verso soluzioni più ragionate, ricche di groove e come detto prima, molto più personali, al punto che possiamo tranquillamente parlare di brani in stile Firespawn. L’opener “Serpent Of The Ocean” parte subito velocissima, con chitarre impazzite e blast beats, rallentando repentinamente nel refrain, piuttosto melodico nella sua brutalità. Eccellente l’assolo di chitarra nella parte finale. È proprio la componente melodica l’arma vincente della band; un’arma dosata con parsimonia, che permette di non smorzare l’assalto sonoro, riuscendo invece ad enfatizzare ed a rendere ancor più letali le parti brutali. “Damnatio Ad Bestias” è ricca di cambi di tempo, spaziando tra cavalcate thrash/death a riffoni lenti e pesanti, sprigionando un groove che ricorda un po’ gli Entombed di “Wolverine Blues”, pur non sconfinando nel death’n’roll. Anche “Death By Impalement” punta molto su partiture rallentate, con un intermezzo cantato con voce pulita. “A Patient Wolf” è un pezzo bello incazzato, di matrice thrash, con molti richiami ai Testament più furiosi. Un album di forte impronta swedish death metal, come d’altronde ci si doveva aspettare da musicisti che questo genere hanno contribuito a crearlo. Tuttavia, i nostri non si sono certo limitati a rivangare i bei tempi andati, proponendo un lavoro decisamente ispirato e che brilla di luce propria, sotto il profilo della personalità.

(Matteo Piotto) Voto: 8/10

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