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TOTENGEFLÜSTER – “Im Nebel Der Vergänglichkeit”

by on Nov.07, 2017, under ALBUM, T

(Pale Essence Music) Loro, che si fanno chiamare il ‘sussurro dei morti’, ritornano. La band del sud-ovest della Germania riemerge dalle nebbie, quattro anni dopo “Vom Seelensterben” (recensito QUI). Un nuovo racconto, una nuova storia, di nuovo in tedesco, ancora una volta alla maniera dei Cradle Of Filth, ma senza esserne un peso la band d’Oltremanica, perché viene alleggerito dal songwriting dei tedeschi. “Im Nebel Der Vergänglichkeit” presenta uno sviluppo con qualche tocco barocco, un’atmosfera gotica, con dominanti e continui slanci sinfonici, che addolciscono il black metal di base della band. Lo si avverte già da “Ein Spiegel Der Nur Lügen Speit”, canzone che segue l’intro dell’album. “Von Purpurn Blühender Dämmerung” è un delle canzoni meglio riuscite, proprio sul piano dell’aspetto sinfonico che si completa con il black metal. Tra l’altro è il brano più complesso, anche per via degli otto minuti e mezzo totali di durata. “Im Nebel Der Vergänglichkeit” è un album nel quale le canzoni sono di una qualità affatto trascurabile. La stessa “Totengeflüster” risulta accattivante per il suo riffing stoppato e una melodia andante. Drammatica e altisonante “One With The Void”, unica canzone in inglese. La durata complessiva del nuovo album sfiora un’ora, la quale non appare ‘pesante’ o eccessivamente prolissa, nonostante le strutture elaborate e almeno tre tra intro e intermezzi, l’album è scorrevole in forza a un comparto melodico presente sia nella componente black metal che sul piano sinfonico. Tuttavia una riduzione del minutaggio in futuro, a favore di un’ancora più marcata immediatezza non guasterebbe. Narbengrund Nihilis, voce, e Totleben, chitarra e orchestrazioni (è anche illustratore, grafico e videomaker per alcune band come Keep Of Kalessin, Frijgard, i canadesi Necronomicon e altri, nonché fondatore della Pale Essence Music), sono i fondatori e creano rispettivamente testi e musica, la lavorazione dell’album con il resto della band (attualmente al basso non c’è più Rorschach che ha suonato nell’album, ma la Teufeskald), ha prodotto una convincente linearità nella musica. Una situazione diversa dal primo album “Vom Seelensterben”, inciso dai due fondatori e un batterista usato come sessionman, anche dal vivo. Quello era forse un album potente ma di una band imperfetta, mentre “Im Nebel Der Vergänglichkeit” (‘nella nebbia della caducità’) mostra la band più padrona delle proprie idee.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10

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