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MAGIA NERA – “L’Ultima Danza di Ophelia”

by on Mar.09, 2018, under ALBUM, M

(Akarma Records/Black Widow Records) Fine anni ’60. Nuove ‘estreme’ vibrazioni musicali invadono il pianeta. Siamo agli albori di quello che ascoltiamo oggi. L’Italia, un po’ in sordina rispetto al mondo anglosassone, sforna comunque geni musicali immensi. Alcuni si affermano. Altri sopravvivono e finiscono -nonostante livelli artistici superlativi- tra le baggianate di massa odierne. Altri ancora… svaniscono… un terribile incantesimo, o una funesta maledizione. La vera dannazione eterna. I Magia Nera si formano alla fine degli anni ’60. Sono tosti. Sanno suonare, mettono in piedi un heavy prog geniale. Si fanno strada. Concerti. Fest. Ad un certo punto registrano -ovviamente su analogico- i demo che sarebbero diventati un vinile, il loro (meritato) debutto. Ma… durante il viaggio per la consegna dei nastri, il furgone prende fuoco distruggendo irrimediabilmente le registrazioni. Segno del destino. Manifestazione dell’occulto. Prefazione della dannazione. La band si ferma. Si scioglie. Scompare. Proprio come Ofelia, vittima degli eventi, nella tragedia di Shakespeare. Ma questa Ofelia risorge e, a quasi 50 anni di distanza, quasi tutti i membri originali della band si riuniscono e danno -finalmente- vita a questo capolavoro di prog italiano, un prog dalle tinte occulte, dalle sonorità proto-heavy rese suggestive da organi intensi, linee di basso d’autore, riff di chitarra che attingono dal blues e annunciano quel suono elettrico che all’epoca sarebbe stato poi definito hard rock o heavy metal. Superba e grintosa “Ophelia”. Travolgente e poetica “Il Passo del Lupo”. Prog senza confini con “La Strega del Lago”. Gusto per l’occulto, per le ombre, per i varchi tra questo e l’altro mondo con la meravigliosa “La Tredicesima Luna”. L’album poi evolve con una suite di dieci movimenti divisi in cinque brani, dove le tenebre prendono vita, diventano palpabili e vengono esaltate da versi in latino e registrazioni della voce al contrario. Una suite che guarda con sensualità verso suoni più pesanti, un proto-doom, le vere radici delle sonorità di quello che allora era ancora il futuro. Progetti come questi hanno veramente un gusto magico. Ed un sapore cremisi. Bands come i Magia Nera o gli Spettri sono la definizione del prog italiano, quello che è l’antenato del doom, del rock e di quel che definiamo heavy metal. Sapete cosa mi piace immaginare? Italia. Anno 1973. Democrazia cristiana e vaticano. I miti sono stranieri, ma le usanze risiedono giù in piazza, presso il bar sport, vicino alla chiesa. Un gruppo di ragazzotti, capelloni e provinciali, fuoriesce dal nulla, esagera un po’ e si fa chiamare Magia Nera, sbattendo in faccia a tutti una copertina con quell’oltraggioso pentacolo rovesciato. Fantastico. Quanto desidererei avere una macchina del tempo per tornare indietro e far si che quel fottuto furgone non tirasse le cuoia ed arrivasse a destinazione. Sarebbe stato un orgasmo vedere le reazioni dei media alla pubblicazione di un disco come questo, con questi contenuti, con questo livello artistico …. e con una simile copertina!

(Luca Zakk) Voto: 10/10

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