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WALLACHIA – “Shunya”

by on Gen.22, 2013, under ALBUM, W

copwallachia(Debemur Morti Productions) Ritorna Lars Stavdal dopo l’album “Ceremony of Ascension” del 2009. Questo “Shunya” è di metà novembre 2012 ed è il terzo che questo Monicker tira furoi dal 1999. Lars è il vero tutore di Wallachia, nel quale compaiono spesso altri sessionmen, in particolare Eystein Garberg (chitarrista dei Lumark). Il musicista norvegese ripropone un symphonic death metal classico, non si sposta dai tipici canovacci del genere, tranne per il sound di alcune tastiere a volte vintage e a volte di tipo spaziale o che riprendono il timbro sonoro di cose del passato. L’idea è semplice ma di grande effetto, a mio giudizio, in quanto permette di introdurre una vivacità e un’atmosfera nuova rispetto allo stampino ormai noto del symphonic black d’ordinanza. Credo sia chiaro come la componente black sia più o meno prevedibile, mentre le orchestrazioni propongono l’elemento più caratterizzante o espressivo. Certo, non mancano anche in questo caso alcuni passaggi di altri grandi del genere, ma la differenza tra Wallachia e Dimmu Borgir o Emperor, sta nel fatto che Lars ci ha impiegato sempre tempo per produrre qualcosa e mentre altri invece percorrevano con continuità una strada molto più solida. Paragoni a parte, reputo “Shunya” un lavoro comunque interessante per gli appassionati delle sinfonie black metal. Del resto si sommano anche i contributi di Caroline Oblasser (violoncello) e Anna Oklejewicz  (violino e viola). Partecipano all’album anche il batterista Thomas Kocher, l’orchestrazione (di cui si è occupato anche Paal André Sandnesmo) e seconda voce di Stefan Traunmüller (tastierista dei Golden Dawn). Esistono pezzi violenti (“Enlightened By Deception”), conformi al genere (Dual Nothingness”) oppure evoluti e di stampo diverso (“Ksatiya”) oppure imprevisti, come il viking-folk (“Nostalgia Among the Ruins of Common”). Lars Stavdal espone una propria dimensione, indebitata con importanti modelli di riferimento, ma nel complesso si è affiancato il sapiente tocco di Stefan Traunmüller. Meno ispirato Garberg e chi ha concepito i riff. Luci ed ombre da un album puristi del genere.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10

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