METALHEAD


EIBON LA FURIES – “The Immoral Compass”

by on Set.10, 2013, under ALBUM, E

copeibonlaf(Code666) Assurdamente geniali. Una nuova frontiera del metal estremo, del black sinfonico, del metal stesso. Gli inglesi Eibon La Furies vogliono -e ci riescono- portare l’intera dimensione della loro musica su nuovi fronti, su un nuovo livello sfacciatamente sperimentale e provocante. E’ molto difficile definire il loro genere, in quanto ci sono massicci elementi di avant-garde black metal, imponenti componenti cinematografiche, inserti sinfonici ed anche ambient. Sono una specie di evoluzione dei Cradle Of Filth, prendendo da questi la componente di “musica scenica” per spingerla su concetti assolutamente originali ed estremi. Basta ascoltare la stupenda “Conjure Me” per capire: potente, graffiante, melodica, ricca di sinfonia e di brutalità allo stesso tempo. Sul fronte lirico è stato fatto un lavoro molto curato, basando le tematiche su un individualismo che vede la persona come elemento centrale, senza dei, senza religioni. Uomo solo responsabile delle proprie azioni, in una costante ascesa verso l’oscurità, conscio del fatto di essere l’unico attore di qualsiasi conseguenza morale o immorale. Tutto questo viene perfettamente riprodotto a livello musicale dove questi temi risultano amplificati, grazie anche ad un front man capace di cantare con voci diverse: si passa da un growl a un clean intenso e cupo con facilità, sempre ponendo gli accenti giusti sui concetti espressi con testi teatrali e imponenti, a volte cantati con maestria, a volte recitati con sentimento e passione. Imponente la marziale, e funerea, “Flames 1918”. Sconvolgente “An Enigma In Space And Time”, capace di creare immagini dell’ipotetico film che descrive con il suono. Irresistibile anche “Who Watches The Watchers” e la pesante “The End Of Everything”. Sicuramente un album che dividerà la critica, che risulterà geniale ad alcuni, impossibile ad altri. Il suo ascolto è impegnativo se si desidera addentrarsi nelle fotografie oscure continuamente create, ma è anche facile e piacevole grazie alla notevole capacità compositiva che riesce a regalare riff poderosi e mostruosamente efficaci. Che piaccia o meno, è un album da non perdere; un album che trasuda oscurità e negatività, un album che coinvolge totalmente dal primo al cinquantaduesimo minuto di durata. E’ una svolta. E’ innovazione. E’ sconvolgimento.

(Luca Zakk) Voto: 8/10

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