METALHEAD


T ODIO – “B.F.E.”

by on Feb.22, 2012, under ALBUM, T

(Black Mamba Rec.) I marchigiani T Odio è dal 1992 che stanno definendo il proprio percorso professionale. “Biomechanical Future Engine” è un album nel quale la band ha focalizzato tutta la propria attenzione e capacità, pur non riuscendo completamente a scolpire della musica dai tratti delicati. I T Odio suonano sfumando il proprio sound in più stili: l’heavy metal dai tagli sinfonici, elementi rock, gothic, progressive. I 10 brani realizzano un intrico di soluzioni e idee le quali però anziché svilupparsi con naturale consequenzialità, in alcuni momenti si accavallano, innescando un senso di scarsa fluidità in alcune canzoni. “Silent Condemned” apre con il suo metal intriso da melodie prog settantiane. I lussureggianti synth orchestrali di “Let Me Out”, con il contributo delle chitarre, producono un brano accattivante e altamente sinfonico. Lo sforzo creativo maggiore della chitarra è nella rockeggiante “Rockin Medicine”, mentre “The Right Time” è una canzone più semplice, struggente, soffusa. E’ la più “spontanea” del lotto. Si fa notare anche “My Religion” che ricorda i Faith No More. Detto questo il songwriting è comunque da migliorare, ma solo per dare più continuità e incisività alla scaletta, ma ancor di più per creare qualche situazione più adatta alla personalità vocale della Licciardi. A volte lei (comunque brava) e la musica sembrano non incontrarsi. “B.F.E.” è un lavoro magniloquente e lascia trasparire le capacità dei 5 musicisti, ma soffre della mancanza di un naturale sviluppo della melodia. Ci sono troppe fratture nelle linee guida dei pezzi (visti gli spunti prog è anche normale, ma se eccedi si rischia di stancare l’ascoltatore), con il risultato di forgiare solo in alcuni intervalli delle melodie efficaci. C’è ancora da lavorare nella composizione. Tuttavia chi ha prodotto l’album non sembra aver amalgamato al meglio i suoni. A prescindere da ogni considerazione, i T Odio sono architetture ampie, decorate con chitarre distorte e con una vocalist che fa la propria parte nella resa dei pezzi.

(Alberto Vitale) Voto: 6/10

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