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OGRE – “Dawn Of Proto-Man” (Reissue)

by on Gen.18, 2015, under ALBUM, O

copOGRE(Minotauro Records) Re-release del capolavoro degli Ogre risalente al 2003, ovvero il debut album. Minotauro Records è immensa in queste cose e solamente la confezione di questo CD sollecita una vasta gamma di emozioni, toccando quel feticismo quasi erotico che esplode per pubblicazioni strane, esclusive, particolari. Gli Ogre sono una band americana capace di materializzare un doom tradizionale, maledettamente settantiano, arrivando ad una intensa ispirazione sabbathiana ricca di componenti metal più pesanti, senza dimenticare blues, groove, energia. Ma è la letteratura fantastica, la fantascienza, che caratterizza i percorsi deviati degli Ogre, specialmente nei meravigliosi testi! Sono assurdi, pazzeschi, coinvolgenti… e la voce di Ed Cunningham è ancora più malata: arriva ad essere un surrogato di Ozzy, ma sa gridare, sa essere calda, arriva a urla canzonatorie prive di umanità e non nasconde un timbro vocale aggressivamente metal, il metal anni ’80, quello cattivo, quello precedente all’assurdo frazionamento dei generi al quale assistiamo oggigiorno. “Ogre” scatena un basso immenso in una canzone potente, grintosa, deliziosamente vintage. Ma è solo un riscaldamento: “Colossus” porta dentro, fino in fondo… con “Colossus” cadi nel precipizio, una caduta infinita… la mente decolla, si aliena… e ti ritrovi nella dimensione degli Ogre, combattendo contro o a fianco del colosso alieno arrivato sul nostro pianeta per salvarci… ma ovviamente respinto violentemente dalla stupidità umana. Il riff di questa canzone è ipnotico, la chitarra è perversa, il basso e la batteria scompongono gli elementi del corpo. L’autobiografica “78” è black sabbath, è blues, è un generatore di energia, quella necessaria per affrontare “The Jaded Beast”: un colosso da 10 minuti, un poderoso viaggio nel tempo, suoni intensi, riff immensi, singing superlativo (voce ma anche pronuncia, cadenza delle parole… superlativo!!), ritmiche sensuali, un uso scenografico degli strumenti che evidenziano i suoni della battaglia. Tutto esplode, tutto diventa una chitarra meravigliosamente sporca con “Skeletonized”, e alla fine tutto diventa distruzione con una storica -ma stranamente e tristemente profetica- canzone su un Kamikaze del 1945, un suicida nel nome di una ideologia, un eroe o un pazzo, un qualcosa che non capiremo mai. “Black Death” è il vero colosso dell’album: la traccia finale (prima delle bonus) supera abbondantemente i dodici minuti; il doom si intensifica, il singing diventa assurdo, mentre la peste dilaga in questo medioevo terribile, infernale, oscuro. Ogre: band geniale, diversa, probabilmente unica. E questa nuova edizione poi, accresce questa atmosfera già alimentata dal sound, dalla impostazione, dalle tematiche trattate: tre immense bonus track, ed una confezione con ricche note informative e pure un fumetto, “The Legends Of Ogre”, disegnato dal batterista Will Broadbent, con le parole del front man e bassista Ed. Questa non è una pubblicazione musicale. Questa è pornografia di classe. Esaltazione del piacere. Passione immensa. Da avere!

(Luca Zakk) Voto: 9/10

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