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U.D.O. – “Decadent”

by on Gen.23, 2015, under ALBUM, U

copudo5(AFM) La conclusione della mia precedente recensione di un disco degli U.D.O. recitava così: “Voglio sperare, adesso, che gli U.D.O. non si mettano a pubblicare un disco inutile l’anno, tentando di arraffare tutto il possibile prima dell’inevitabile abbandono delle scene, che non può essere lontanissimo” (per tutto l’articolo andate QUI). Tutto questo lo scrivevo di un album uscito il 23 Maggio 2014 (un live, certo, ma “Steelhammer” era stato edito esattamente un anno prima, e il “Live in Sofia” nell’Ottobre 2012). 23 Gennaio 2015: esce la nuova fatica discografica degli U.D.O., il quindicesimo full-“length” della lista. E temo che la mia profezia si stia tragicamente avverando… “Decadent” è un’opera che non può definirsi neanche ‘classica’, perché non fa che ripetere e ribadire stilemi ormai abusati dallo stesso Dirkschneider; ora, certamente il livello qualitativo resta buono, ma è evidente che Udo ormai sta riciclando se stesso e lo sta facendo con eccessiva frequenza. Per quanto lì in fondo troviate un voto discreto, che mi sembra rispecchiare il valore oggettivo del disco, e più di una canzone mi abbia convinto, credo che molti fan storici resteranno delusi da questo “Decadent”… La opener “Speeder” ricorda le atmosfere di “Mission n. X”; un po’ debole il refrain della titletrack, ma “House of Fake” si riscatta con un buon ritmo e un paio di solos veloci. Troppo statico il pachiderma “Mystery”, poi finalmente il disco si sveglia un po’, prima con la briosa “Pain” e poi con la riuscita power ballad “Secrets in Paradise”. Un po’ di sano vecchio speed in “Under your Skin”; potente anche se standard “Rebels in the Night”, la scaletta è quindi chiusa da “Words in Flame”, che con un riff più incisivo degli altri, l’inserimento di tastiere nei punti chiave, e un finale sfumato dal taglio solenne, è probabilmente uno dei pezzi migliori dell’intero platter. Mi rendo conto che a 62 anni (!) non bisogna sprecare il tempo, ma non credo che il metodo giusto sia far uscire un disco di routine ogni 9 mesi.

(René Urkus) Voto: 6,5/10

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