METALHEAD


KARNÆ, “non si capisce bene che diavolo facciamo”

by on Mar.31, 2012, under INTERVISTE

I Karnæ sono una rivelazione nella scena metal italiana. Aria nuova, idee nuove, musica nuova, rabbia antica. Loro non sono e non vogliono essere un’altra band che fotocopia roba già inventata, scritta, catalogata, archiviata. “Evil is a necessity”, recentemente pubblicato è l’EP che conferma questa loro decisione, che li rende  coerenti e molto professionali. Ma i Karnæ sono anche una band italiana, pensano in italiano, vivono in italiano, e sanno avere l’ironia e l’originalità tipica della nostra terra. Kaio, il chitarrista, si fa una chiacchierata con noi: tra cazzeggio e macellerie, aneddoti e cose schifose, ecco svelata la completa essenza di questa band innovativa che merita di avere un ottimo successo.

Domanda ovvia, me devo fartela, altrimenti non dormo la notte: che razza di nome avete? Come si legge? E se ha a che fare con la carne…. Perchè?
Giusta domanda! La decisione di darci un nome così del c#@*o è inizialmente nata dall’esperienza con la mia ex band: i Santantonio. Un nome così brutto che non potei far meno di notare che si ficcava bene in testa a chi lo sentiva. Pensando a questa linea, il merito del monicker è da assegnare ad una genialata di Simone (il cantante) che una bella sera, pensando ad un qualche possibile brutto nome che rendesse bene l’idea del nostro sound, tirò fuori come proposta ‘La Carne’. Sembrando il nome di una premiata macelleria di qualche paese problematico di provincia, si decise di modificare in Karnæ (leggasi carne). Come avrai capito, non facciamo parte di quella folta schiera di band che si scervella per dare un significato pseudofilosofico al proprio nome!

OK, risolta questa questione: il vostro EP aveva solo quattro canzoni. Un assaggio. Quando arriva la botta grossa? L’album che ormai tutti aspettano?
Il tuo appettito mi inorgoglisce! Giusto a metà marzo  torniamo in studio con il grande Marco Bonanomi (lavora con Ministri, Figli di Madre Ignota e altri) per incidere un paio di pezzi che sicuramente finiranno nel nostro primo full length. Questa incisione, comunque, non verrà pubblicata ma sarà solo strumentale a trovare nuove offerte da etichette, oltre a quelle che abbiamo già ricevuto e che non ci hanno soddisfatto appieno.

Il vostro stile assaggia vari generi, richiama vari stili. Immagino vi stiate avvicinando ad un qualcosa che si chiamerà Karnæ-sound. Cosa mi puoi dire in merito?
Effettivamente nella band ascoltiamo tutti generi molto diversi. Andrea (batterista) ascolta rock classico, hard rock, metal e tutti i migliori figli del buon blues. Simone è un super cultore di metal estremo, dal death al black passando per il metalcore più incazzato. Fra (bassista) ascolta musica veramente sporca tra dark, industrial e hc. Marco (altro chitarrista) è appassionato di thrash e death vecchia scuola. Io passo da stoner, doom fino al metal più incazzato. Questo improbabile miscuglio, unito alla nostra voglia di uscire da tracciati rigidi di genere, ci ha portato alla composizione di “Evil is a necessity”, e ora ai nuovi pezzi che abbiamo in saccoccia e che ne sono un’evoluzione. Chiaramente questa non è una scelta ben vista dal tipo di ascoltatore che cerca regole musicali molto rigide (true?)… e in realtà ci piace così! Comunque quando siamo costretti a doverci autodefinire tendiamo a dichiararci deathcore band, viste le sicure componenti death, hc e gothic nella nostra musica. Sempre più spesso (pure te!) ci sentiamo però dire che abbiamo poco a che fare con gli standard di quel genere e che, piuttosto, non si capisce bene che diavolo facciamo. Bene, è esattamente ciò che cerchiamo di far passare!

Raccontami un po’ del processo creativo delle canzoni, sia musicalmente che a livello di testi. Come nasce una canzone dei Karnæ? Ed il testo? Chi lo scrive e perchè? Quale rabbia viene riversata dentro la vostra musica?
Ti sembrerà la solita minchiata, ma a dire il vero ogni canzone ha una storia a sè. Negli ultimi tempi io porto principalmente le idee musicali, Simone scrive i testi e insieme facciamo un primo arrangiamento, per poi finalizzare il pezzo con gli altri del gruppo in sala prove. Ma ci sono pezzi che ha composto Simone, altri che ho sia composto che arrangiato io e altri ancora con una determinante partecipazione di Marco, Andrea e Fra. I testi, come ti dicevo, li scrive Simone che, oltre ad avere una voce che lascia molti spiazzati, ha una grande capacità metrica nel costruire le parole sulle musiche. Con Marco, Andrea e Fra si è poi ormai creata un’alchimia tale da arrangiare con facilità gli altri strumenti sulle melodie proposte. Per quanto riguarda la tua ultima domanda, non vorrei deluderti, ma non è per un qualche particolare sentimento rabbioso che abbiamo questo sound. Ci viene naturale. Abbiamo effettivamente pezzi molto incazzati, ma altri più malinconici e altri ancora più introspettivi e meno espliciti. Ad essere sinceri è che noi abbiamo schifosamente bisogno di quello che stiamo facendo e cerchiamo di dare/dire tutto quello che abbiamo nel modo con cui ci viene meglio: BRUTALE!

Live: avete in programma un tour in giro per l’Italia? Qualche contatto con l’estero? Ci sono bands italiane, come i Dark End, che si sono fatti notare facendo da supporter a band famose. Voi a cosa puntate?
Abbiamo alcune date in fase di definizione nel nord Italia. Stiamo lavorando anche per il centro. In realtà però al momento ci stiamo concentrando maggiormente sulla promozione del nostro ep “Evil Is a Necessity” e sulla finalizzazione della composizione dei pezzi per il full “length”. Per la promozione ci stiamo affidando ad alcune agenzie che ci stanno facendo avere degli importanti riscontri sulla stampa estera e italiana.

Il trailer per il vostro EP è molto ironico. Quanta serietà e quanta ironia iniettate in quello che fate?
Non sto a girarci troppo attorno, i Karnæ sono dei gran cazzari. Pur trattando la nostra musica nella maniera più seria e sincera possibile, abbiamo voluto dare quel taglio al trailer dell’ep proprio per uscire dallo schema noioso e serioso tipico del metal. Preferiamo che chi incrocia il nostro cammino si concentri più sulla musica che su cazzate d’immagine.

Da grande farai SOLO il musicista?
Diciamo che sto lavorando per non lavorare!

Un po’ di gossip: cosa fanno i Karnæ quando NON suonano? Io credo che una band abbia più anima quando I membri della stessa sono una specie di gang. Voi siete 5 amici che comunque escono assieme, o ognuno conduce la propria vita e producete musica in maniera più tecnica ed industriale?
Mah, più che una gang potremmo considerarci un piccolo consorzio di scontrosi macellai.

Oggi ho recensito una band di due ragazzi di 18 e 21 anni. Voi immagino che voi i 20 li aveta passati…. Siete cool, fate musica potente e state riscuotendo interesse. Cosa suggerisci ai ragazzini che nel dopo scuola vogliono metter su una band, in Italia?
Minchia, è la prima volta che mi dicono che sono cool! Aspetta che mi riprendo…Bah l’unico suggerimento che potrei dare è quello di avere le palle di uscire dal tracciato, di non rimanere strettamente in scia alle solite band di fama mondiale (tipicamente americane e scandinave) che al più si finisce per diventare cover band con pezzi propri. Pur rimanendo saldi alle proprie influenze, che si sentiranno sempre, cercare di dare più personalità possibile alle proprie musiche.

Ok, Kaio. Ti ringrazio per la disponibilità. 3 cose: Un messaggio ai lettori di Metalhead, un messaggio a chi dice che fate schifo, un mesaggio a chi è già vostro fan!
Ai lettori di Metalhead dico: evviva le webzine indipendenti! A chi dice che facciamo schifo dico: avete ragione, siamo davvero degli schifosi! A chi ci apprezza dico: sappiate che se noi siamo schifosi lo siete anche voi. Andatene fieri!

Luca Zakk

Recensione

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