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TANKRUST – “The Fast Solace”

by on Gen.13, 2016, under ALBUM, T

coptankrust(Autoproduzione) L’osservare questi musicisti nelle foto promozionali, significa intuire quanto siano scafati e del ‘mestiere’, nonostante i TankrusT siano attivi da pochi anni. La band ha i suoi natali nel 2006, ma più compiutamente è il 2010 la vera nascita dei TankrusT, grazie all’unione di musicisti che provenivano da diverse esperienze musicali della regione parigina. Death metal, thrash e hardcore erano i terreni di provenienza di ognuno e proprio queste diverse entità si sono fuse con gusto e armonia, in un sound dallo spettro ampio in fatto di stile. Se da una parte il melodic death metal di scuola In Flames e dintorni sembra essere il giusto punto di fusione del tutto, ecco che un groove thrash metal poderoso e cattivo, come nell’entusiasmante “Draw the Line”, che sembra un connubio tra ultimi Carcass, i Bolt Thrower e Sinister, diventa un’altra soluzione di tutte quelle idee cariche di riff corrosivi e poderosi, ritmiche furiose o scandite e con agilità e andature variabili e robuste, nonché svelte e dense di attacchi melodici fulminanti. Nella sostanza delle cose i TankrusT non inventano niente di speciale eppure si rivelano essere la giusta recitazione di strutture metal che hanno segnato la storia del genere. Sono 36′ di accattivante metal multiforme questo “The Fast of Solace”. Debutto che segue un EP del 2013, l’album è quella pietra angolare di gusti che abbracciano thrash e death metal, attraverso maglie robuste e venature melodiche che si distinguono anche per via di assoli ben congegnati. Diversi i momenti in cui il riffing serrato e scandito si incastra con ritmiche ancora più possenti e tutto quanto forma un muro sonoro. Con più ascolti si metabolizza bene il parco canzoni e la sensazione di avere dentro questo album e i suoi risvolti è piuttosto sensibile. Il cantato spazia da un growl torvo allo scream e a linee harsh condotte dalle corde vocali di Kootôsh. Il cuore battente è Schuff, la meccanica ritmica di Will, il muscolo solista di Garth e l’ossatura del basso di Jules. I cinque si presentano così nelle info del CD e ben rendono l’idea di quanto sia compiuta, elaborata e precisa questa musica che è l’esempio del metal degli ultimi venti anni e oltre.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10

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