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IN CAUDA VENENUM / HEIR / SPECTRALE – “Split”

by on Ago.13, 2016, under ALBUM, H, I, S

copHeir_InCaudaVenenum_Spectral(Emanations/Les Acteurs de l’Ombre) Molta, moltissima attività underground in Francia. Questo eccezionale split offre qualcosa di diverso e coinvolgente. Intanto stiamo parlando di due nomi interessanti, uno dei quali noto, del black d’oltralpe: gli In Cauda Venenum, con all’attivo un bellissimo album di black-prog-atmosferico (recensione qui) e gli Heir, novità che arriva dalle parti dei Pirenei, nati nel 2015, autori di un black di matrice thrash/death. Poi c’è il terzo elemento, gli Spectrale; e qui si apre una parentesi artistica particolare, in quanto questa idea è di fatto un side project di Jeff Grimal (degli The Great Old Ones) artista poliedrico impegnato nell’ambito musicale ma anche grafico; è lui infatti il padre della stupenda copertina che rinchiude questo CD che contiene sette brani: tre firmati Spectrale, tre firmati Heir ed uno immenso firmato In Cauda Venenum… ed è infatti proprio il brano di questi ultimi la cosa strana, fuori dal normale ed assolutamente coinvolgente dello split; il titolo è “Laura Palmer, Agonie à Twin Peaks” e dentro l’inferno black, i ritmi tirati, le chitarre selvagge, le deviazioni post ed il singing stravolto, troverete proprio il “Tema di Laura Palmer” concepito dal maestro Angelo Badalamenti. È favoloso percepire l’armonia di quelle note, di quell’ambientazione surreale nel mezzo di un nervosismo black/post black pieno di furia e violenza: quasi un quarto d’ora che innalza la qualità eccellente di tutta la pubblicazione. Ottima la prova degli Spectrale… quasi dei lunghi intermezzi -tra i brani black degli altri- dove armonie tetre e melodie oscure si liberano verso una dimensione spirituale supportata da una bellissima chitarra acustica. Gli Heir, invece, si preoccupano a mantenere quell’etichetta “black” dello split molto ben visibile, grazie a tre brani dove sonorità sludge si infiltrano tra riff spietati ed un singing decisamente feroce. Ci sono tanti split in commercio, ce ne arrivano tutti i giorni. Di solito sono idee commerciali delle etichette per -giustamente- promuovere in contemporanea due o più bands del roster. Poi -a volte- ci sono quelli di livello superiore, nati per essere tali, per i quali le bands partecipanti si impegnano con tracce appositamente registrate. Poi, sopra algi altri, c’è questo split. Concepito e registrato come opera a se stante. Praticamente un bellissimo album derivante dalla fusione di tre bands diverse.

(Luca Zakk) Voto: 8/10

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