(Pure Steel/Audioglobe) Power e progressive si mescolano in egual proporzione nel sesto album dei tedeschi Lanfear, formazione pressoché sconosciuta nel nostro paese ma in attività ormai da quasi venti anni, che annuncia di suonare “underrated metal” lontano dai cliché del mainstream. Dopo una intro dal titolo italiano (“Giorno del Giudizio”), “Colours of Chaos” si sviluppa fra accelerazioni power e trame prog, con un richiamo fin troppo scoperto ai sempre citati Symphony X. “The Reverend” rallenta e appesantisce ulteriormente il disco: “Idiopathic Discreation” è l’apice di questa prima parte più lenta e ragionata, che sviluppa in atmosfera quello che perde in appeal e fruibilità immediata. “Camera Silens” presenta uno strano ma ammaliante break dai toni spagnoli; l’unico pezzo di una certa velocità è “I, Robo sapiens”. Dai toni sommessi invece (ma non parlerei di una ballad) “Words not spoken”, che si apre con la celebre citazione del creatore della bomba atomica J. Robert Oppenheimer “I’ve become Death, the Destroyers of Worlds”. La conclusiva “Disharmonic Consonance” svela ancora una volta l’anima Fates Warning della band. Un prodotto di nicchia ma ben riuscito.

(Renato de Filippis) Voto: 7/10