(Massacre Records) Un sound in continua evoluzione, quello dei Bloodred, duetto tedesco capitanato dal mastermind, cantante, chitarrista e bassista Ron Merz, coadiuvato dal batterista Joris Nijenhuis; se il debutto “Nemesis” proponeva un mix tra black e death decisamente pregevole ma abbastanza tradizionale, già il terzo lavoro “Ad Astra” metteva in mostra uno stile mutato, più epico e affine, per certi versi, al death tecnico e melodico. “Colours Of Pain” rimescola nuovamente le carte, pur mantenendo uno stile riconoscibile e classificabile come blackened death metal, una definizione che personalmente trovo piuttosto generica e che racchiude una marea di stili, a seconda che ci si sposti più verso il death o verso il black. Nel caso dei Bloodred attuali, questa commistione è abbastanza insolita, a metà strada tra Amon Amarth spogliati della componente epica e un’ideale jam session con i Satyricon più sperimentali e rock and roll, ossia quelli di “Rebel Extravaganza”. Un mix, questo, che caratterizza buona parte dell’album, mentre un pezzo come “Winds Of Oblivion” vede l’uso di orchestrazioni e di un ritmo marziale che mi ha ricordato certe cose dei Samael, ottimo preludio per la furiosa “Resist”, perfetta per chiudere un album coraggioso di una band coerente, nonostante la continua evoluzione.
(Matteo Piotto) Voto: 8/10




