(Soulseller Records) Il black/death metal esposto con suoni affatto levigati e con qualche leggera imperfezione, cosa che rende il tutto più cattivo e veritiero. Gli Ensanguinate per questo loro secondo album – il precedente “Eldritch Anatomy” è stato recensito QUI – hanno ben infuso gli elementi blackened death metal con piccole ma brillanti dosi di influenze gothic e horror metal, sulla scia dei Tribulation per esempio. La band slovena è in attività da circa sei anni e continua a suonare attraverso un sound ammantato di oscurità e non da meno con una certa energia. Quando la band rallenta, porta in superficie ottime trame e qualche buona finezza d’arrangiamento o di stile che evidenzia una buona preparazione di base. Otto pezzi fatti con energia, trame melodiche interessanti e variegate, nonché un’atmosfera che come nel precedente album, grava di un’oscurità vibrante e maledetta. La canzone “The Whip and the Pendulum” è probabilmente la summa di “Death Saturnalia (With Temples Below)”: irruenza, estremismo black metal e un’atmosfera occulta in coda. Questo senso di misticismo e oscurità che si avverte nei pezzi è, infine, la miniera d’oro dalla quale la band si spera estragga il meglio da sé stessa.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




