
(My Kingdom Music) Terzo album per i Nightshade, duo elvetico nato nel 1998 e dedito inizialmente a un classico melodeath di matrice scandinava, con il buon debutto datato 2001 “Nebula Trance”, seguito da un silenzio durato vent’anni, interrotto nel 2021 con l’uscita di “Sounds Of Dark Matter”, un lavoro che mette in mostra un’interessante evoluzione, rimanendo di base ancorato al melodeath, ma incorporando sonorità industrial, dark wave e psichedeliche. “In Essence Divided” smussa ulteriormente la componente heavy, tanto che potremmo dire che i Nightshade attuali stanno al melodeath degli esordi come i Moonspell di “Sin/Pecado” o i Samael di “Ceremony Of Opposites” stanno al black tradizionale. Un lavoro estremamente ambizioso, a partire dal fatto che si tratta del primo capitolo di un concept diviso in tre parti, incentrato sulle origini dell’Universo da un punto di vista religioso e mitologico. Dal punto di vista prettamente musicale, il sound attuale è oscuro, freddo e progressivo, con un gran lavoro dei synth, per uno stile che potrebbe essere visto come un incrocio tra i citati Samael, Opeth e Porcupine Tree. L’opener “Stateless Journey” è ipnotica, rilassante eppure inquietante, con voci gravi, quasi canti gregoriani, che diventano via via più aggressivi e minacciosi. “The Crucible” poggia su un riff di chitarra heavy ma in grado di flirtare con il kraut rock, mentre “Night Torn” è intenso, monolitico, dai synth pulsanti e dal sax che sa incantare, facendo passare in maniera sorprendentemente agile i dieci minuti del brano. Molto più breve e diretta, ma non per questo meno oscura, “Dissonant Void” vira sensibilmente verso il pop; non a caso troviamo la collaborazione di Skevent, figura importante dell’elettro pop elvetico, presente anche nel brano “In A Dream”. Sempre per quanto riguarda il settore ospiti, Sylvain Auclair dei progsters canadesi The Anchoret impreziosisce con la sua presenza “Brother Of Sleep”, caratterizzata da una singolare alternanza tra elettronica e jazz. Come recensore, mi trovo in grande difficoltà a incanalare il sound degli attuali Nightshade, semplicemente perché “In Essence Divided” è una gemma progressiva, oscura e moderna che abbatte ogni recinto stilistico, cosa che mi fa godere come appassionato di musica.
(Matteo Piotto) Voto: 10/10




