
(Elevate Records) Sono un metallaro semplice: vedo la copertina di un album che rappresenta un guerriero medievale in battaglia ed immediatamente mi esalto come un bambino a Disneyland. Se poi quella copertina reca in bella vista il monicker Numenor, allora aumenta la certezza di trovarmi tra le mani dell’ottimo epic metal, genere che amo alla follia. L’approccio al genere della formazione è piuttosto originale, con la solennità del power metal tedesco che si unisce all’epic, il tutto contrapposto da feroci inserti di melodic death e black. Personalmente sono un purista e, se si parla di metal classico, lo preferisco incontaminato, per quanto io ami visceralmente anche la musica estrema, ma devo tuttavia dire che i serbi rappresentano un caso a parte, rendendo il contrasto tra i generi molto accattivante; devo comunque dire che la componente death e black è andata ad affievolirsi già dal precedente lavoro “Draconian Age”, in favore di uno stile più pulito e classico, forse meno originale, ma sicuramente più adatto a conferire una certa epicità ulteriore ai brani. Tale scelta trova continuità su “Runes Of Power”, album che vede ospite nuovamente Hansi Kürsch dei Blind Guardian, insieme a Thomas Vikstrom dei Therion, ma soprattutto Aleksandar ‘Celtic’ Petrović degli Orthodox Celts come voce principale. Le parti estreme sono infatti limitate alla devastante “The Nine”, piacevole per i cambi di tempo molto dinamici ed uno scream tagliente, l’oscura “Bewitched Seas” e la rocciosa “Stronghold”, mentre il resto dell’album viaggia su sonorità che vanno dall’epic doom come “Morgana Lefay”, dotata di un incedere a tratti orientaleggiante, fino a richiami ai primi Manowar di “Stealer Of Soul”, mentre “Stormbringer” e “Arioch” sono l’apoteosi dell’epic metal. Il remake di “Make The Stand”, con ospite Hansi dei Blind Guardian, è la ciliegina sulla torta di un album imperdibile per gli amanti del metal più epico.
(Matteo Piotto) Voto: 9/10




