FILTH – “Death Exhibition”
(Me Saco Un Ojo / Rotted Life) L’album d’esordio “Tie to Rot” dello scorso anno, QUI recensito, ci ha presentato una band con un groove possente, chitarre granitiche e un death-doom ben fatto quanto marcescente. Il potenziale del trio svedese lo si ritrova in questo secondo album, nel quale ripropone nella stessa forma tutti i parametri di stile e le caratteristiche udite nel precedente (altro…)
(Xtreem Music) Attivi dal principio degli anni ’90, gli Avulsed sono riconoscibili come una feroce e carnale death metal band che ha espresso dei buoni lavori. Sono stati una buona proposta underground che ha sviluppato una crescita nel tempo rispetto agli esordi. Per i venticinque anni di attività la band si concede un album di cover affatto banale. Onorano le death metal band scandinave i
(Metal Blade Records) “Exsequiis” è un album pulito nei suoni e tenace nell’onorare il thrash metal nella sua forma più pura. Gli Harlott sono al quinto album in tredici anni e questa volta esibiscono un buono smalto, nonostante le basi dalle quali la loro inventiva sboccia siano fertilizzate da Testament e Slayer principalmente, e qualcosa anche degli Overkill. Alla fine della fiera, pur suonando
(Nuclear Blast Records) Istituzione occult rock, con evidenti trascorsi doom, i londinesi Green Lung ritornano con il quarto album in sette anni. Un atto dolce, significativo. Un atto di premura verso un suonare oscuro ma sfrenato, d’atmosfera ma articolato. “Necropolitan” è un
(Frontiers Music) L’omonimo album di debutto dei The Damn Truth, pubblicato nel 2025, è stato candidato quest’anno ai Juno Awards, cioè i Grammy canadesi, come miglior album rock. Hanno vinto poi i The Beaches, ma “The Damn Truth” è giustamente un lavoro che poteva 

(Ripple Music) Molteplici elementi di stile caratterizzano il sound dei Pelegrin. Psichedelia, grunge, alternative rock, stoner sono la base che definisce il loro stile musicale. In più elementi esotici come melodie attraverso linee vocali e strumentali, sono arabeggianti e inseriscono un tocco distintivo al tutto. Il trio di Nantes registra in studio con la chitarra di François Roze che è anche il
(Blues Funeral Rec) Sono Juan Montoya (ex Torche) ed Evan Diprima (Gold Pyramid, ex Royal Thunder), il primo alla chitarra e il secondo a basso, batteria e sintetizzatori, coadiuvati dal cantante e chitarrista ritmico Zach Amster (Abrams), a costituire i Moon Destroys. Gli statunitensi sono una
(Debemur Morti Productions) Un album atteso, “Nightbringer, Lightbringer” degli Archgoat, con la certezza che lo stile dei finlandesi sarà ancora una volta l’insieme di death, black, thrash e punk. Beh, anche la blasfemia e l’essere fustigatori del cristianesimo, ci si aspettava che fossero presenti nel loro sesto album. Tutto confermato, non poteva essere diversamente. Chitarra e
(BDB Studios) Sono Brett Minnie, chitarra e voce, e Pauline Silver, batteria e percussioni, i valorosi interpreti di questi sogni e sensazioni che incorniciano ricordi e speranze e che definiscono “Kharon: Forbearance”. The Medea Project è qualcosa di sospeso, un luogo al di là dell’orizzonte