GAEREA – “Loss”

(Century Media Records / Sony Music) Misteriosi e tetri, i portoghesi Gaerea celebrano il decimo anno di attività con il quinto disco, che ti annienta, ti travolge… in modi diversi. Il loro sound cresce, evolve, continua a muoversi dentro tenebre impenetrabili, ma la loro radice post-black ora si arricchisce, diventa tanto più crudele quanto più melodica, più atmosferica oltre che immensamente più inquietante, anche se largamente più fruibile. (altro…)
(Scarlet Records) Dopo un album d’esordio “Celestial Vision”,
(Masked Dead Records / Sulphur Music) Il black metal dei Mek Na Ver è piuttosto particolare. La band italiana con alle spalle solo un altro album, “Heresy” del 2010, vede la presenza di Dipsas Dianara, ovvero Serena ‘Moerke’ Mastracco degli Opera IX anche
(Magnetic Eye Records) I Black Lung sono di Baltimora e sin dal principio hanno deviato la propria identità stoner verso altre forme. Il quinto album “Forever Beyond” è la conferma di come la band abbia da tempo assunto un’identità che coinvolge elementi fuzz
(Club Inferno Ent.) Il tipico gothic-dark rock quello dei Bara, concepito dai fondatori Luke Warner e Dezzy Z dei Barafoetida. All’album vi hanno partecipato anche altri musicisti e tra i quali Alessio Trapella di UT New Trolls e Le Orme e Diego Banchero de Il
(Century Media) Album tra i più attesi in questo ormai instradato 2026, per tanto “Into Oblivion” si trascinerà su sé stesso molte aspettative. Al primo ascolto si avverte che la band non cerca novità, semmai di confermare il proprio essere, guardando alle proprie
(Godz Ov War Productions) Si erano ben distinti con l’esordio “Diabolic Slaughter”, 


(Invictus Productions) L’album “Magia Posthuma” è il terzo in carriera dei Transilvania. Nome evocativo ma geograficamente non prossimo alla terra di questi musicisti, cioè l’Austria e nello specifico Inssbruck. Black metal contaminato dal thrash, rappresentano
(From The Urn Records) L’arte dei Fangus oscilla tra l’hard & heavy e la psichedelia, come una band che arriva a noi da qualche epoca lontana. I canadesi con l’uso dell’organo a partecipare attivamente alla costruzione dei pezzi e alle melodie insieme alla chitarra, offrono
(Godz Ov War Productions) Un pregevole debutto per i Belith che si esibiscono in un arcaico thrash-black metal. Sono il frutto di influenze della NWOBHM, il thrash dei primi Metallica, i Venom, Celtic Frost e cose del genere i polacchi che pubblicano con la connazionale 
(Season Of Mist) Il ritmo è l’elemento dominante di “Hugrheim” e lo si poteva supporre dai singoli apripista all’album: la title track, l’opener “Nauðiz”, “Freyja’s Calling” e “Heill Óðinn”. Sono canzoni create attraverso un connubio tra tradizione popolare, miti, folk 