Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
CRADLE OF FILTH – “The Screaming Of The Valkyries”

(Napalm Records) Sono passati quattro anni dal precedente “Existence Is Futile” (recensione qui), un disco che io stesso recensii con il massimo dei voti tuttavia non ricordando un singolo brano di quel disco, tanto che a un loro concerto non penso potrei cantare roba del penultimo come canto pezzi da “Cruelty and the Beast” o altri album iconici. “Existence Is Futile” fu sicuramente un disco pazzesco, ma solo un altro ottimo disco della band di Dani… ed è proprio qui che “The Screaming Of The Valkyries” fa la differenza: un album che si fa ascoltare, che mi piace ascoltare, che racchiude ogni dannato singolo dettaglio indimenticabile della storia dei Cradle, dai blast beat alle keys sovrastate da angeliche voci femminili, dagli assoli che appartengono ad un metal più tradizionale alla voce schizoide del frontman! (altro…)
(Time To Kill Records) Seneca scrisse qualcosa del tipo che nessun impero violento può durare ma solo chi è moderato resiste. Oggi gli Ade sono il prodotto di questa riflessione dell’intellettuale e politico romano, perché suonano con potente violenza, ma attraverso un’atenta moderazione d’arrangiamento e di stile che rende ogni cosa raffinata e a 


(Pulverised Records) Il settimo sigillo dei Wommbath è la summa di questa death metal band. Le canzoni di “Beyond The Abyss” sono inquietanti, per diversi suoi risvolti melodici, al contempo potenti e fondati su ritmi coinvolgenti. I Wombbath suonano con questo timbro pieno, corposo, possente e per via di un drumming maestoso e 
(Antiq) Si fa chiamare proprio Wÿntër Ärvń il musicista che gestisce questo progetto omonimo di dark folk. L’album vede un cantato in francese, il cui titolo vuol dire ‘Sotto il temporale nero – L’astro e la caduta’. I brani sono tutti un folk totale, fatto dunque con strumenti acustici, come chitarra acustica, clarinetto, cornamusa e altri ancora. In totale
(Sentient Ruin Laboratories) Sono “Altars”, “Constellation”, “Order of Nine” e Ritualistic i tre demo e il singolo, è il secondo nell’ordine, ha riempire questa raccolta. Sono le prime pubblicazioni di questa oscura ed estrema band di Oakland in California e quei demo sono tutti del 2010, singolo compreso. Sette pezzi in tutto nei quali i 

(Trollzorn Records) Un lasso di tempo di sei anni è intercorso per un nuovo album degli Istapp che arriva in una forma seducente. Battaglie, epoche lontane, musica affilata e tagliente, per melodie che evocano maestose e perdute realtà, questa è la vera anima di “Sól Tér Sortna”. È stata scelta una produzione tesa a ripartire gli spazi giusti per ogni
(Century Media / Sony Music) L’album è una collusione di thrash, death e tanto melodic black metal con una tendenza alle atmosfere che totalizzano, avvolgono letteralmente l’insieme dei pezzi. In questo strato di strumenti che si sommano vi rientrano anche i sintetizzatori, i quali stendono un velo di cybernetico o fantascientifico alle suddette
(Agonia Records) Trevor e Tommy hanno ingaggiato per il loro decimo album il fidato Davide Piccolo, bassista e già impegnato nei concerti della band, Giorgio Piva, batterista ed entrambi di Fate Unburied e Grinder, infine Gloria Rossi, voce di supporto a quella di Mr. Trevor. Talamanca alle chitarre e sintetizzatori oltre aa tutta la trafila delle
(Darkness Shall Rise Productions) I Merciless di Svezia vengono omaggiati con questa raccolta dei due primi demo realizzati ai primordi della band. 1987 è l’anno di “Behind the Black Door” e 1988 quello di “Realm of the Dark”. Due anni dopo i Merciless incidono il primo album “The Awakening”, realizzandone poi quattro in tutto, ed è stato il primo
(Metal Blade Records) Quando si arriva alla fine dell’ascolto di “Hymns in Dissonance”, con la conclusiva “Nothing Is Coming for Any of Us”, si ha la sensazione che i Whitechapel si siano ben impegnati a tenere un livello alto del proprio suonare. Se “Kin”, il precedente album del 2021, era un grosso calibro, “Hymns in Dissonance” lo è forse
(Prophecy Productions) Il romanticismo di Kris Force e delle Amber Asylum sboccia con la sua mesta grazia e solennità. Il quartetto al femminile composto da musiciste dedite al violino, violoncello, viola, basso e percussioni, con una summa vocale incantevole, è al decimo album e ancora una volta tratteggia il proprio ambient fatto su misura, semplice e attraverso strumenti acustici e classici e con qualche sintetizzatore. Un ambient oscuro, poetico, appunto romantico. Poesia sotto la forma di una dimensione musicale cheva alla ricerca attraverso sia i canoni classici che sperimentali. “Ruby Red” è basato su un parco testuale concentrato sul dolore, la sofferenza, smarrimento, la semplice mortalità dell’essere umano e più in generale dunque sull’introspezione. Kris Force, Jackie Perez–Gratz, Fern Lee Alberts, Becky Hawk, rendono questo flusso magnetico e soave un’emozione infinita, tra barocchismi, classicismi e sperimentazione. Suonano in maniera imponente, fiera, con melodie che avvolgono e con un piglio a volte straniante e in altre immenso e supremo. Kris e le altre negli anni hanno collaborato per la propria musica con gente come Steve van Till dei Neurosis, Leila Abdul-Rauf e non solo loro, a dimostrazione di una trasversalità compositiva che riesce a toccare più coordinate di stile a prescindere da tutto e tutti. Alla fine di “Ruby Red” si ha l’impressione di avere assistito a un coinvolgimento stilistico tra Godspeed You! Black Emperor, Wardruna e proprio la Abdul-Rauf ma in una maniera inattesa.
(Masked Dead Records / Sulphur Music) “Cultores de Perdas e Linna” rappresenta il terzo album in venti anni per i Vultur, nonostante ciò non hanno mai incrociato le braccia e di fatto sono autori di una discografia colma di pubblicazioni minori. Riemergono dopo undici anni dal precedente album, con un furioso black metal suonato praticamente 
(World Eater Records) Il death metal suonato dai bordolesi, tra cui spiccano elementi di The Great Old Ones e altre band francesi, è possente e a suo modo rievoca le bordate dei Bolt Thrower. I Mortuaire rispetto agli inglesi variano molto i pezzi, rientrano infatti nelle maglie del riffing anche fraseggi, cambi tematici delle melodie e introducono parziali 

(Evening Star Records) Dipingono paesaggi e atmosfere attraverso uno stile pulito e scorrevole i Naxatras. È questo un suonare che rievoca a volte gli Ozric Tentacles e spesso anche della fusion, per un risultato che è della psichedelia pulita e placidamente melodica. “V” si fonda sul ritmo, il primo vero pilastro dell’album, il groove in certi suoni, il 
(Magnetic Eye Records) Dopo la morte in un incidente stradale di Tim Bryan, il chitarrista dei Toke, l’amico Bronco, bassista e voce, insieme al batterista JP decidono di continuare sottoforma di un’altra band. Arruolato il chitarrista Vic, i tre adottano proprio il nome del frontman e bassista per identificare questa nuova avventura, inaugurata
(Sentient Ruin Laboratories) Putrido e marcescente death metal, nonché atto catacombale da parte di una band che vede l’unione di elementi provenienti da Void Rot, Suffering Hour e Aberration. “Profanation Of The Adamic Covenant” nasce da sonorità cupe e maledettamente oscure, colme di decadenza e abbandono. I Ritual Ascension sono orridi, morenti, soprattutto
(Invictus Productions / Dark Descent) Il marcescente death metal dei Grave Infestation gode di una discreta salute ed è influenzato dalla scuola statunitense, soprattutto dal versante Autopsy e Repulsion, e da quella scuola svedese dei primordi. Si odono tra le canzoni dei canadesi, come “Living Inhumation”, sprazzi sonori del death metal esposto
(Darkness Shall Rise Productions) Nel 2005 gli Hell Militia pubblicarono il loro debut album “Canonisation Of The Foul Spirit”, dopo due pubblicazioni minori, a pochi anni dalla loro nascita. Nella band vi confluirono musicisti di spicco della scena underground del paese. Dave Terror, batterista di Vorkreist, Love Lies Bleeding e altri, c’era 



(My Kingdom Music) Questo è un progetto musicale gestito da Vittorio Sabelli (Dawn Of A Dark Age, Notturno eA.M.E.N.), clarinettista ed esecutore degli altri strumenti, tranne per i ritmi eseguiti da un batterista e un percussionista, il contrabbasso e le voci che sono di Nequam (ex Mortuary Drape e The Magik Way), Samael Von Martin
(Armageddon Label) Ecco dunque il sesto album in carriera per una delle più taglienti, rabbiose e genuine thrash metal band, ben undici anni dopo il precedente lavoro “Immortal Legacy”. I californiani Hirax vedono alla voce uno dei migliori cantanti del genere, Katon W. de Pena, ma lui resta il solo elemento originario e infatti dallo scorso