METALHEAD


LINDY-FAY HELLA – “Seafarer”

by on Set.16, 2019, under ALBUM, H, L

(Ván Records) Doveva succedere. Una fuori classe come Lindy-Fay non poteva rimanere per sempre in un secondo piano, seppur privilegiato e di palese successo. Non poteva rimanere per sempre ‘solo’ la voce femminile dei Wardruna. Non era nemmeno bastevole dimostrare le sue capacità come guest (notevole la performance che offre in un brano dell’ultimo disco dei Darkend – recensione qui). La sua forza, il suo spirito, la sua purezza e la sua intensità vocale dovevano diventare dominanti, predominanti, principali… ed ecco che dopo un lavoro durato oltre due anni nasce questo suo idillico debutto, questo sognante “Seafarer”, questa dichiarazione ipnotica e suggestiva di viaggio, di fuga, di sogno, di navigazione romantica e spirituale, verso infiniti orizzonti, sconfinati mondi; meravigliosa dea di un mare romantico che con una voce elegiaca incanta e cattura, ammalia e sprigiona erotica estasi. Inizia il viaggio, il quale rappresenta esso stesso un traguardo, il punto di arrivo è il punto di partenza e questa impresa viene naturalmente, amichevolmente e amorevolmente supportata da una vasta schiera ospiti e collaboratori, i quali sono incaricati dei più svariati strumenti, come percussioni, flauti, corni, organi, bouzouki, oppure delle voci dei cori tra le quali troviamo anche Kristian ‘Gaahl’ Espedal, lui sempre inconfondibile grazie a quella sensuale voce baritona. Pura magia con la title track, dove l’ascoltatore viene catapultato in qualche fiordo remoto, dal quale sta per partire quella nave illuminata solo dalla luce delle stelle; atmosfera immensa, suoni etnici provocanti, una stupenda la performance di Lindy-Fay e un divino accompagnamento da parte delle voci maschili. Sensazioni etniche lontane, quasi un assurdo incrocio tra Scandinavia ed oriente, con voci deliziosamente contrastanti sulla paradisiaca “Two Suns”. Ancora giochi di voci che si inseguono da antipodi contrastanti sulla ipnotica “Skåddo”, ottimismo e sogno che si disperdono in scenari circondati da fortezze e scenografie medievali su “Bottle of Sorrow”. Pregiata ed esemplare la favolosa “Nåke Du Finn I Skogen”, un brano dove la voce di Gaahl è chiara, incisiva ed esaltante. Intensi i vocalizzi su “Mars”, brillante oscurità sulla pulsante ”Three Standing Stones”, spirituale e sciamanica “Tilarids”, prima della conclusiva e riflessiva “Horizon”. Lindy-Fay con soave delicatezza e luminosa tenerezza, firma la sua dichiarazione di indipendenza, la sua scelta di poter percorrere quel lungo viaggio anche da sola, senza protezione o scorta, intraprendendo quel cammino lungo e mistico verso mondi lontani, mondi paralleli, dimensioni remote… ovvero tutti scenari e paesaggi che, alla fine, riportano indietro, riconducono a casa, nella consapevolezza dell’intimità mistica, nel profondo ed immateriale animo di ogni singolo individuo.

(Luca Zakk) Voto: 9,5/10

 

Attenzione / Warning

È vietato copiare, riprodurre, ripubblicare, pubblicare, visualizzare pubblicamente, codificare, tradurre, trasmettere o distribuire qualsiasi parte o contenuto di questo articolo senza previo consenso scritto da parte di METALHEAD.IT. È tuttavia liberamente consentito pubblicare un link diretto a questo articolo sui vostro canali e social network.

It's forbidden to copy, take screenshot, repost, publish, broadcast, show in public, encode, translate, transmit or distribute any section or content of this article without a written approval by METALHEAD.IT. It's allowed to post or publish a direct link to this article on your channels or social networks.

:

Comments are closed.