METALHEAD


1349 – “The Infernal Pathway”

by on Ott.16, 2019, under ALBUM, 0-9

(Season of Mist) La tradizionale ferocia dei 1349 non viene meno, non si attenua, non si placa; ma in questo nuovo lavoro è più controllata, più gestita, tanto che il loro selvaggio black metal suona spesso più thrashy che mai! Non ci sono le incessanti sfuriate deliziosamente spietate di album come “Demonoir”, ma il groove che questo settimo lavoro riesce ad offrire è un qualcosa totalmente fuori controllo, travolgente, massacrante! La componente thrashy, tuttavia viene molto anche da scelte in ambito produzione ed arrangiamenti, in quanto se si confronta alcuni brani con quelli del precedente lavoro (recensione qui), si sente l’inconfondibile identità sonora dei norvegesi, lasciando dedurre che “…Pathway” vuole essere un cammino sperimentale tanto rischioso quanto interessante e ben riuscito. Clima black/thrash con la opener “Abyssos Antithesis”, canzone con assoli micidiali ed un rallentamento assolutamente devastante. Capolavoro con “Through Eyes of Stone”: vibrante, melodica, avvincente e con un refrain dal sapore malvagiamente trionfale. Contorta e nervosa “Enter Cold Void Dreaming”, seguita dalla superlativa Towers upon Towers”, una traccia ricca di scenari, dal più violento e pestato alla parentesi pulsante, fino al rallentamento tuonante e minacciosamente tetro. Altra violenza gratuita, con dettagli molto seducenti su “Deeper Still”, mentre “Striding the Chasm” riporta la mente a vecchi Sodom e pure ad antichi Metallica. La versione album del singolo “Dødskamp” (uscito con l’EP, recensione qui) esalta la componente progressiva del brano, le sublimi linee di basso e l’innata attitudine infernale della band. Non c’è rivoluzione, ma si nota che i 1349 hanno fantasia e cercano di guardarsi attorno pur rimanendo indiscutibilmente selvaggi. L’album è corto, poco più di mezzora comprese le tre brevi strumentali poste come intro o outro (sulla falsa riga proprio di “Demonoir”): forse troppo breve ma, oltre alla furia cieca, oltre al classico ed irrinunciabile ‘aural hellfire’, emerge molta tecnica qui esaltata da soluzioni intelligenti e non sepolta da una incessante velocità disumana, si percepisce una dettagliata ricerca di dettagli, gli arrangiamenti sono più intensi e melodie sempre decisamente esaltanti. Tutto questo altro non fa che garantire al settimo sigillo una meritata gloria infernale!

(Luca Zakk) Voto: 8/10

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