(Tankcrimes) Nati a San José, in California, nel 2013, i Deathgrave si sono dati da fare, totalizzando diversi split, EP e ora un terzo album che si intitola “Hell Is Evil”. I californiani non sono amanti della perfezione e amano spingere, darci dentro, passando tra azzardi grindcore e violente sparate thrashcore e death metal. Sono una sorta di crossover del death-grind, suonando con energia, ferocia e una disinvolta enfasi che li induce a produrre anche atmosfere truci, pericolose, senza mai passare da un suonare pulito. Un’atmosfera un po’ dark in alcuni suoi frangenti. Greg Wilkinson, chitarrista nei Deathgrave e al basso negli Autopsy, gestisce le sei corde in maniera eccellente. Andre Cornejo, alla voce, gira su un registro sia grind, quindi urlato, sia in growl. Clint Zane alla batteria e la bassista Fern Alberts sostengono la sezione ritmica, adattandosi con buona volontà alle direzioni che prendono i pezzi. Direzioni spesso imprevedibili: i californiani viaggiano infatti su ritmi medi e tipicamente thrash-death oppure vanno a velocità stravolgenti. Nell’album si avverte anche un crust di base, fonte di energia per i pezzi. Ruvidi sì, ma sostenuti da una produzione che lascia spazio agli strumenti e, seppure un po’ compressi, la buona udibilità del basso fornisce la giusta profondità al tutto. L’inferno che la band costruisce in “Hell Is Evil” ha un aspetto ben identificabile e dunque altamente inquietante.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




