(Moribund Records) Dopo quattro anni dalla pubblicazione di “Omen”, Alex Nunziati, mente dietro al progetto Malamorte, torna con un nuovo lavoro ispirato alla saga incentrata su Damien Thorn, bambino figlio del Diavolo, stavolta concentrandosi sul secondo episodio, dove il pargolo prende coscienza del proprio destino e dello status di Anticristo. Abbandonate le velleità black metal degli esordi, lo stile dell’album si assesta su un horror metal a metà strada tra King Diamond e Death SS, con la struttura dei brani caratterizzata da riff potenti, oscuri ed evocativi tipici del primo, le atmosfere sulfuree e lo stile vocale presi di peso dai secondi, il tutto accompagnato da colate di metallo duro e puro di priestiana memoria; tutte queste caratteristiche sono contenute nell’opener “The Box”, brano cangiante, tra riff solidi e chorus oscuri e memorabili. “Raven At Midnight” inquieta con un incedere quasi da nenia oscura, guidato da ritmiche lente e marziali che lasciano spazio a una breve accelerazione centrale. “Faces On The Wall” ha il suo punto di forza nelle linee vocali, che raggiungono picchi di drammaticità tali da portarmi alla mente band come Candlemass e Saint Vitus, mentre “Inheritance” ha un mood settantiano, con il basso che guida le danze con un riff ipnotico e le note dell’organo che accompagnano la voce di Alex, qui davvero molto vicina a quella di Steve Sylvester. “Marked” e “Flames Will Speak” sono rocciose, brevi e concise, molto influenzate da King Diamond, il quale si rivela fonte d’ispirazione, stavolta nella versione Mercyful Fate, nella tenebrosa “Heir Of Shadows”, a conclusione di un album decisamente godibile, potente e pregno di atmosfere, ideale colonna sonora in salsa metal del film da cui prende spunto.

(Matteo Piotto) Voto: 8/10