(Noise Appeal Records) Pulsanti, seducenti… sicuramente ottantiani ma in forma novantiana! Sono di Vienna, Austria, sono un trio e questo ipnotico album è il loro secondo lavoro, farcito di rock, di rock alternativo, di dark wave, di deam-pop, post rock e, ovviamente, shoegaze. Subito elettrizzante deliziosamente pulsante “Your Heart Will Never Burst”, mentre “From The Earth” è più introspettiva, con quel remoto sentore grunge. Ma i Drive Moya ci sanno fare di più quando è la malinconia post/shoegaze a dominare l’etere e, brani stupendi come “Violent Man”, ne sono l’assoluta conferma. Irresistibile “The Sun”, con quel riff di basso provocante… un basso imposta un brano come “Human Remains” facendo pensare con nostalgia ai Morphine, prima di quel crescendo più esplosivo, più rock, più… disperato. Veramente intima e con radici estremamente vintage l’energetica ballad “This Grey Heart”. L’oscurità è impenetrabile nella seducente “Unbound”, le vibrazioni sono super positive con “Lonesome Heart”, prima dell’atmosferica e conclusiva “Ante Valdemar Roos”. Un album che si svincola dal tempo, dalle epoche… e pure dalle mode visto che ne ingloba molte, tuttavia scolpendone altrettante di nuove. Un album che assurdamente prende la colonna sonora di Twin Peaks per portarla ad una nuova esistenza rock, dando vita a qualcosa di molto intimo, di molto personale, tanto luminoso e brillante… quanto infinitamente tetro e decadente.

(Luca Zakk) Voto: 8,5/10