(Nordic Mission) L’altro giorno mi sono imbattuto online in un meme di quelli che stimolano il mio perverso e decadente lato ironico: una bellissima casetta di legno rossa, collocata sul pendio di un soleggiato fiordo norvegese, con vista mare e boschi; sulle placide acque una imbarcazione da turismo porta a spasso turisti incantati dalle bellezze naturali del paese scandinavo. Praticamente il paradiso… ed infatti il testo recitava: ‘bands di black metal norvegese che cantano di odio, inferno e morte… quando la loro casa ha questo aspetto’. Diavolo, è vero… molti dei nostri ‘idoli’, molti di quei misteriosi essere devoti alle tenebre, vivono nella nostra tipica meta turistica a base di fiordi e colori… in un paese con un wellfare della madonna (ogni riferimento religioso è puramente casuale) e con un governo che ti da pure soldi per suonare. Quindi, chiediamocelo, con chi cazzo ce l’hanno veramente questi qui? No, perché quale ‘odio morte e inferno’ potrebbe quindi cantare una band proveniente da uno dei più malfamati rioni napoletani? Black metal un par di palle! Bene, evidentemente c’è qualcuno che è in linea con questo mio sballato pensiero: per quanto io AMI il black metal, per quanto il mio spirito sia molto in linea con le tenebre spesso espresse dai testi di tutte quelle band nordiche (ecc ecc, bla bla bla), c’è un lato del mio io che se la ride, che fa autoironia, che vede anche quegli atteggiamenti divertenti, quelli che stanno poi sostanzialmente alla base di ogni meme che gira attorno ad Abbath e alla sua mitica posizione e camminata da granchio (Hail ‘crab walk’!). Ecco, questi Luteøks sono dei veri black metallers, la loro musica è il meglio della sintesi di bands quali Dimmu Borgir, Windir, Emperor, Old Man’s Child, Satyricon… pure Gorgoroth e Taake… ed infatti, non è un caso, la line up è composta dal vocalist Ronny Hanielsen, dai chitarristi Kristian Larsene e Thor Georg Buer, dal bassista Torkel Sandbråten Røsten e dal batterista Jo Henning Børven… tutti membri o ex membri di Grave Declaration o Antestor. Tutto perfetto, tutto molto black… anzi, per noi non madrelingua (quasi tutti i brani sono ovviamente in norvegese), se non fosse per qualche growl cretino o qualche colpo di tosse intenzionalmente scemo e fuori posto, l’album sembrerebbe un normalissimo -oltre che bellissimo- album black metal! Ma sono i testi, qui, che prendono un’altra strada. Qui nessuno inneggia demoni, nessuno osanna oscure cavalcate attraverso le montagne alla ricerca del predominio degli inferi, o qualsivoglia altra cosa biblica, satanica, o ispirata a Tolkien, NO… i testi qui sono farciti di cazzate immonde, tanto che ci sono versi come quelli del brano “Skjegg” (il titolo significa ‘barba’) che in italiano suonano più o meno come: ‘la mia guancia è liscia come la pietra levigata, il mio onore è come un ramo secco. Forte come un bue, veloce come una volpe, astuto come un indovino e profumato come un conte… Ma peli e barba sono omessi dal mio essere! Maledici i tuoi peli facciali!’ (poi nel testo se la prende pure con il resto dei peli del corpo, ndr). Oppure il testo di “Dritfjell” che suona più o meno come ‘andiamo nei boschi, ci sono alberi, mi fanno sentire che gli alberi sono fatti di legno. Andiamo su in montagna, ci sono sassi in montagna, e qui non ci sono alberi.’ Poco senso? Demenziale? SI! ESATTO! Quindi rutti a parte, questi sono quindici grandiosi brani, oltre un’ora di pregiatissimo black metal, sia esso estremo o parzialmente sinfonico. Non capite una mazza di norvegese? Bene, allora questi cantano tutte quelle cose che vi piace immaginare quanto sentite senza capirne una cippa un bellissimo testo in islandese medioevale di un brano degli Enslaved. Capite il norvegese? Lo masticate come si deve? Bene! Mettetevi l’armatura dell’ironia, che le frecce del vostro arco siano colorate e che Odino vi dia la forza di ridere di voi stessi! Perché, dopotutto, i guerrieri nel Valhalla mica se ne stanno imbronciati ad aspettare il Ragnarǫk… no… quei vecchi marpioni sono tutti lì a ridere, a scherzare e a sparare puttanate fino alla fine dei tempi!

(Luca Zakk) Voto: 10/10