(Hummus Records) Difficile descrivere le sonorità dei Monument, quintetto svizzero eclettico, strano, imprevedibile, distopico, spesso ipnotico e surreale come conferma la copertina di questo debutto. L’unica certezza è il rock, per il semplice fatto che è la definizione più vasta per tutto quello non riconducibile ad altri generi ben definiti… ma dentro “Abyss” c’è alternative, c’è noise, c’è prog, c’è jazz, c’è ambient, c’è shoe gaze e c’è pure post punk. Un miscuglio confusionario? Giammai: questi otto brani sono coinvolgenti, seducenti, provocanti e la loro profonda oscurità di base si rivela esaltante, quasi come se il loro stile musicale fosse l’evoluzione in qualsivoglia immaginabile direzione della darkwave. Pace e dimensione onirica con “Ocean”. “Abyss” è pulsante, eterea e proveniente da qualche galassia lontana, mentre la favolosa “On My List” mette in collegamento questa dispersione siderale con qualcosa di deliziosamente terreno, prepotentemente carnale. Musica alternativa verso un totale synth avant-garde con la ammaliante e psichedelica “Prism”, noise teatrale con l’imprevedibile “Humankind”. “Bodies” è punk cacciato dentro un qualche futuristico macchinario che separa e riorganizza le molecole, mentre la conclusiva “What If I Ain’t Scared ?” (preceduta dall’intro “Interlude”) torna ad ambiti intimi, introspettivi, quasi spirituali. Con la potente voce di Tom Guex, “Abyss” è favolosa sperimentazione, completa negazione di regole e strutture musicali prevedibili: libertinaggio artistico, fantasia, libera ricerca artistica. I Monument mettono in mostra una travolgente creatività ed una inesauribile capacità di fondere infiniti generi, illimitate esperienze, in un soundscape accattivante, poderoso, potente ed irresistibilmente misterioso!

(Luca Zakk) Voto: 8,5/10