copARCHGOATSATANICWARMASTER(Hells Headbangers) Quando si suol dire “scontro tra titani”… Non mi dilungherò a elogiare nessuna di queste realtà del Black, per me ormai da anni garanzia di oltranzismo, congruenza e genuinità. Andiamo invece a vedere cosa comprende questo pacchetto modello “soggiorno all’Inferno, solo andata, tutto compreso”. Cominciamo col dire che definire questa uscita un semplice split sarebbe quantomeno riduttivo: ognuna delle controparti ha messo del suo per sfornare nuovo materiale e riarrangiare vecchi cavalli di battagli più o meno famosi. Cominciamo dai Satanic, qui presenti con quattro brani, uno per ognuno dei primi tre album più una inedita cover dei Pest. Il lavoro di riarrangiamento è stato veramente notevole, mostrando una vena decisamente insolita e più sinfonica e magniloquente rispetto alle versioni originali, complice la registrazione notevolmente più accurata e pulita. La cover dei Pest poi è una riproposizione di un brano a mio avviso bellissimo, sempre a cavallo tra il Black e il Rock ‘N’ Thrash. Ottimo poker. Gli Archgoat osano di più e sfornano ben nove tracce, di cui solo una come vero e proprio inedito. Il resto è preso più o meno a caso da alcuni EP e vecchie Compilation. Qui il lavoro riregistrazione è stato decisamente meno invasivo e i pezzi sono stati meno rivisitati e stravolti. Anzi, diciamo pure che sono rimasti praticamente gli stessi. Ma poco male: più caciaroni e rumorosi del gruppo precedente, siamo di fronte comunque ad un pilastro del Black moderno. A mio avviso il disco è una piacevole e tutto sommato completa proposta su quello che è il Black finlandese, con le sue due anime, tecnica e suadente la prima, casinara e intransigente la seconda. Enciclopedici.

(Enrico Burzum Pauletto) Voto: 7,5/10