(Antiq) Tenebris e Hyver si spartiscono equamente questo spazio che l’etichetta francese Antiq definisce “Tänzelcore / techno split”. Quattro pezzi a testa dalla fattura semplice, senza particolari evoluzioni. Tenebris sviluppa qualcosa dalle fattezze gabber e dungeon synth, che si avvale di una batteria artefatta di stampo black metal. Uno stile semplice quello delle ritmiche, totalmente elementare e ripetitivo, mentre i sintetizzatori costruiscono il resto. Siamo in un’atmosfera da funghi che sconvolgono la stabilità del sistema nervoso. In definitiva è un insieme di EBM, techno e metal dalle movenze anfetaminiche. Hyver, già recensito in passato e musicista per Tour d’Ivoire, Grylle e altri ancora, con già tre album all’attivo, spinge il suo tipico dungeon dai tratti medievali con ritmi vivaci. Il tänzelcore, cioè questo unire elementi gabber, acid house, EBM e andature metal, assume toni anche vagamente mistici in certi frangenti. Soprattutto nei quattro pezzi di Hyver, mentre Tenebris sembra un’avventura in un vecchio videogioco arcade.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10