ANGELS AND DEMONS – “Power Fusion”
(SG Records) “Power Fusion” è proprio un album di fusion, cioè è un mélange di situazioni musicali tra jazz, blues, rock, spunti heavy. L’ideazione degli Angel And Demons è di Alex Stornello, chitarrista di provata esperienza e sapienza (è un docente), il quale si è affiancato Giorgio “JT” Terenziani, bassista per Absynth Aura (altro…)
(Ektro) Si definiscono i re finlandesi dell’hard rock/death metal di matrice Lovecraftiana. Francamente di hard rock c’è poco, se non qualche accenno. Di death metal c’è decisamente una voce che comunque non raggiunge livelli estremi, sinceramente sono abituato a qualcosa di molto più appartenente all’oltretomba.
(Logic(il)logic/Andromeda) L’esordio dei riminesi Ashes of Chaos ci mostra un’altra formazione italiana pienamente a proprio agio con le atmosfere intricate del progressive metal: in questi ultimi mesi, lo dico con grande soddisfazione, prodotti made in Italy di questo genere e dotati di questa professionalità hanno ripreso
(Kaotoxin Records) La Kaotoxin Records tira fuori una compilation con 37 band francesi, tutte dedite al grindcore e dintorni, cioè con qualche sortita nel brutal death metal e nel crust. Sono 44 pezzi devastanti, furiosi, vestiti del mastering di Dan O’Hare (Brutal Truth e Rumpelstilskin Grinder) e della copertina di
(Hellthrasher Productions/Profound Lore Records) 50’, sei canzoni, death metal claustrofobico con passaggi doom e impennate nel black metal. Ruvida coltre di nero e decadenza. Atteggiamento underground nelle sonorità. Sommariamente queste sono le caratteristiche principali del trio inglese Abyssal, composto
(Infernal Fields Studio) Gli Aruna Azura sono una progressive death metal band proveniente dalla Russia e “A Story of a World’s Betrayal” è il loro ultimo lavoro. Il potenziale e la creatività del gruppo sono alti ma la produzione smorza molto il risultato finale: i suoni sono decisamente troppo leggeri, il basso, che si muove
(Pesanta Urfolk) Riedizione di “Cold Of Ages”, uscito l’anno scorso su Profound Lore, ora riproposto in vinile da 200 e 160 grammi. Album che stravolge il precedente (che era il debutto). Vengono abbandonate le teorie noise, le atmosfere, i concetti oscuri per dar spazio a molta più musica suonata. Rimaniamo su pezzi lunghissimi
(Autoproduzione) Dalle parti del Kansas arrivano quattro giovanotti dall’aria assortita, come quattro individui diversi per indole, carattere e aspetto che si mettono insieme per formare un complesso musicale. Il risultato è quello di creare un sound che va dal rock al metal, attraverso una gamma dunque assortita.
(My Graveyard/Masterpiece) Da buon defender of the faith conoscevo già i ferraresi Asgard: il loro debut “The Seal of Madness”, di due anni fa, aveva convincentemente impressionato l’ambiente old school, e mi chiedevo appunto se i nostri sarebbero stati capaci di confermare quanto ci avevano mostrato.
(Cyclone Empire) Band storica nel genere death metal melodico di origine svedese. Decisamente sottovalutata. Storia contorta, moniker che cambia spesso (passando per A Canorous Quartet, fino all’odierno This Ending). Membri che se ne vanno per unirsi ad altre realtà di grande calibro, come Amon Amarth ed October Tide. Una band che alla metà degli anni ’90 ha imposto un proprio sound, un proprio stile. Un death metal melodico privo di addolcimenti elettronici, in perfetto stile At The Gates e primi Dark Tranquillity. Questa pubblicazione a cura della Cyclone Empire altro non è che la
(Peaceville Records) Il tempo di assimilare e vivere pienamente “Macabre Eternal” e due anni dopo ecco che gli Autopsy, tra le migliori celebrità di sempre del death metal, sfornano un nuovo album. L’attimo in cui l’opener “Slaughter at Beast House” inizia da immediatamente la certezza che a suonare sono gli Autopsy,
(Autoproduzione) I rockettari francesi Alt si lanciano in quattro EP, “I’m a Dancer”, “I’m a Singer”, “I’m a Model” e il quarto in arrivo entro la fine dell’anno. Quattro piccole release per esporre un rock alternative molto anni ’90, quando certe sonorità prese dai ’70, in particolare Led Zeppelin, davano vita
(Metal Mind Records) Strano paese la Polonia. Produce grandi artisti e li manda in giro per il mondo. Ha un underground iperattivo, ha stili musicali che ormai sono quasi brands nazionali… e talvolta se ne esce con progetti assurdi e quasi estremi. E’ il caso di questi Anti Tank Nun, al secondo album,
(Horror Pain Gore Death Prod.) Gli Apocryphon sono americani, pestano nel verso del death metal ma di quello più robusto, sostenuto. La doppiacassa lavora di continuo e spesso fanno capolino i blast beats, mentre il riffing molto spesso tende ad essere agguerrito, serrato, come una sega scarnificatrice,
(Misantrof ANTIRecords) Due musicisti, ovvero Ibuprophet e Naïwy, e la voglia di suonare black metal e senza troppe pretese. Fare musica in libertà per un sentire personale, quale cosa migliore? Poi c’è la Misantrof, l’etichetta anti-tutto di Vrangsinn (bassista dei Carpathian Forest) che mette in download
(Pure Steel/Audioglobe) Originariamente edito nel 1997, “Nine Tongues” è il terzo album degli us metallers Aska, che la Pure Steel rende oggi disponibile su larga scala nel doppio formato cd e lp. È uno di quei prodotti per i quali forse non si sentiva il bisogno spasmodico di una riedizione, ma in ogni caso
(SPV/Audioglobe) Gli Artlantica sbucano dal nulla come nuova creatura del chitarrista svizzero Roger Staffelbach: di lui ricordo con piacere l’unico album pubblicato sotto il monicker Angel of Eden, ma magari altri lo conoscono per la sua militanza negli Artension. Lo accompagnano in questa nuova
(SPV/Audioglobe) Sal Abruscato è noto per essere stato il batterista dei Type O Negative (che ha comunque abbandonato già nel ’94), e questa band dal nome chilometrico è il progetto nel quale investe dal 2010 tutta la propria creatività. Chi segue MetalHead sa bene che non sono un fanatico di certe
(Avantgarde Music) Inquietante. Una esperienza sonora che disintegra la psiche, disturba la coscienza, porta alla follia. Sono Italiani. Sono sconosciuti. Però creano qualcosa di nuovo, di diverso. Di letale. Black metal che si avvia verso il proprio futuro. Atmosfere tetre, depresse, mortali, ai confini
(Autoproduzione) Cosa raccontare degli All Dogmas We Hate? La band francese proviene da un debut album del 2011, il quale ha conosciuto una distribuzione anche in America e Giappone. “Astronomical Distances” è un semplice EP che coagula tutto il malsano stile musicale della band di Nîmes, fatto di deathcore,
(Moonlight Records) Se avete predisposizione per uno stoner aggressivo e quasi dai toni crossover e corrosivi, allora non c’è bisogno di pescare da realtà della California o degli Stati del Sud a stelle e strisce, vi basterà il nuovo lavoro dei parmensi Avant-Gardener. Caotica, possente, scoppiettante
(Pure Steel/Audioglobe) Nell’underground us metal gli Artizan si sono fatti notare con il debut “Curse of the Artizan”: un disco che ho apprezzato molto anche io pur non essendo fanatico del genere. Oggi la band della Florida torna all’assalto con questo “Ancestral Energy”, del quale la Pure Steel ha già annunciato
(Steamhammer / SPV) Il ritorno, l’ennesimo. La riconferma, come sempre e un valore che pochi gli riconoscono e che non è quanto meriterebbero; gli Anvil dopo due anni pubblicano un nuovo album e la proposta ha sempre la stessa solidità dell’incudine, loro eterno simbolo. Cari amici degli Anvil
(Moonlight Records) Mentre il Sassuolo Calcio festeggia l’incredibile promozione in serie A, una band metal proveniente dalla città emiliana sorprende la platea degli appassionati di genere: gli esordienti Artaius danno infatti alle stampe, per la Moonlight Records, un disco che mi ha sinceramente stupito
(Pure Prog Records) Cosa ci propone oggi la Pure Prog Records? Il secondo full-length degli A cosmic Trail, band di prog strumentale che non disdegna di inserire, nel proprio mix sonoro, anche numerosi spunti provenienti da altri generi. Due dei suoi componenti sono peraltro anche nei power/progsters
(Autoproduzione) I mantovani As The Monster Becomes sono la ulteriore prova di come il metal oggi non possieda più confini in merito a sperimentazioni e contaminazioni. Il loro genere si presenta come un Technical Death Metal molto strutturato e veloce, che richiede quindi delle doti tecniche non da poco
(Autoproduzione) Una band che parte da zero. Che studia. Impara. Osserva. Per poi proporsi al mondo. E’ questa la storia dei danesi Atius, che dal nulla con sacrificio ed impegno hanno costruito il loro sound, la loro esperienza in studio e sul palco, facendo scelte mirate, come quella di non affidarsi ad alcuna etichetta
(Sliptrick Records) Questo EP di tre canzoni degli Assaultery parla chiaro fin da subito: thrash-speed metal senza tanti fronzoli, niente progressive o virtuosismi vari, solo ciò che la lezione di D.R.I., Nuclear Assault ed Anthrax ha da offrire. Già dalla premessa si capisce subito che questo lavoro può essere apprezzato e goduto appieno
(Autoproduzione) Questa band tedesca ha alle spalle “Sermon of Lies”, debut album del 2008, ed oggi si ripresenta con un tre pezzi che spalanca le porte di un infernale ed apocalittico black metal, con risvolti death e tastiere che si inseriscono a più riprese e portando il tutto ad un symphonic black metal convincente. 
(Dark Essence Records) Sette anni è durata la genesi di questo album. Sette anni di silenzio, dopo i quali ci sono due possibilità: la solita reunion, o un lavoro imponente. L’oscurità che trapela da questo nuovo lavoro, la sublime qualità di questo death metal tetro, al quale è stato iniettato un feeling decisamente black,
(Autoproduzione) Dopo l’omonimo album del 2012, A2aThoT si rifà sotto con il proprio ibrido musicale attraverso un EP. “Trust Your Ear” in meno di 25’ e tre canzoni esibisce l’estro dell’autore italiano che pesca sicuramente da una serie di modelli musicali (sinceramente dichiarati da lui stesso)
(Nuclear Blast Records) Per qualche strana ragione attendo sempre con ansia un album degli Amorphis. Deve essere un riflesso automatico causato da un abbinamento a sensazioni di piacere. Piacere provato molti anni fa, quando svoltarono dal death metal per abbracciare quello stile estremamente personale,
(Mausoleum Records) Gli Awaken sono praticamente una loro nuova versione degli a me sconosciuti Lazarus, dato che tre membri di questa power band americana sono confluiti in questo nuovo progetto, a dire la verità molto più orientato verso un maturo progressive.
(Steamhammer/SPV) Non amo particolarmente gli album live. Spesso, in questa epoca, sono prodotti strettamente commerciali, di scarso valore artistico. Una fila di canzoni suonate dal vivo, magari registrate in concerti diversi. Per me? Meglio l’album. Grazie.