OLDE OUTLIER – “From Shallow Lives to Shallow Graves”

(Iron Bonehead Productions) Debutta questa band australiana, un po’ la continuazione degli ormai sciolti Innsmouth, visto che Beau Dyer (qui alla chitarra, ma nella band precedente anche vocalist) è l’artefice di questa nuova entità, che comprende altri membri della scena locale, compreso il vocalist Appleton (ex Roadside Burial). (altro…)
(Heavy Psych Sounds) Arriva questa tellurica espressione heavy psych-stoner, dell’ormai esperta band ligure Oreyeon. Dopo tre album e un EP ecco un nuovo full length colmo di fierezza, energia e un incedere sicuro venato da qualche buonissimo
(I, Voidhanger Records) Lo split “From The Waters Of Death” raccoglie quattro partecipanti, dei quali tre sono il frutto di altrettante one man band, mentre la restante è un duo. Con almeno due anni di lavorazione alle spalle, questo corposo split curato dalla I, Voidhanger Records racconta il mito mesopotamico di Gilgamesh, il poema epico più antico del mondo. Una narrazione che avviene con toni oscuri, drammatici e a tratti furiosi ma anche con fasi emotivamente contemplative.
(Trollzorn Records) “Ascheregen”, il decimo album degli Obscurity, intreccia ogni elemento che ha caratterizzato lo stile sonoro della band dagli albori a oggi. Nati in Germania alla fine degli anni ’90, gli Obscurity sono il prodotto del melodic death metal più classico, il 


(autoproduzione) Gli Outerburst con il nuovo album “Witchcraft” sembrano porsi come sintesi di diverse cose udite nel metal da qualche decennio a questa parte. La band è un esempio di thrash metal che diventa al symphonic, groove e melodic metal, con diversi frangenti nei quali si arriva a fasi decisamente cinematografiche o cinematic se si vuole. In sostanza
(Worst Bassist Records / Golden Robot Records / Grazil Records) Ipnotici e quasi eterei, sofisticati e avvolgenti, ritmati e coinvolgenti, manifestano tutto ciò gli Oslo Tapes nel nuovo album. “Lăst Comet” tocca punte cosmiche, audaci, di alternative, rock ed elettronica che vuole quasi tradurre la meccanica del cosmo in un livello più semplice, meno serio e al 

(Purity Through Fire) Orgrel è una black metal band italiana con alle spalle un album e un EP, ovvero “Red Dragon’s Invocation” del 2021 e “The Oath of the Black Wolf” dell’anno successivo. I titoli sono stati recensiti
(Century Media / Sony Music) Orbit Culture sono un prodotto della scena metal di questi anni e lo si percepisce da come manifestano energia, con toni muscolari nel riffing quanto nella base ritmica. L’architettura dei pezzi è una nervosa e volubile espressione strutturale che incamera melodia, forza, influssi dell’elettronica e sporadiche
(Reigning Phoenix Music) Tanti e tanti anni fa gli Onslaught di Bristol suonavano punk e hardcore, poi furono deviati dal thrash metal e sono stati tra i pochi in quella nazione, a recepire quel messaggio arrivato da oltreoceano e farne un motivo di vita
(Heavy Psych Sounds) Due album alle spalle e in attività dal 2009 gli Ocultum che con “Buena Muerte” si ripropongono con i loro pesante, voluminoso e vibrante doom metal, contornato dalle forti influenze sludge e in parte anche stoner. In “Buena Muerte” i cileni proseguono la lezione dei primi esempi degli Electric Wizard, creando 

(autoproduzione) Nel 2020 hanno pubblicato un EP, 



(Soulseller Records) Un album nel 2023, “Sutwyke”
(Nordvis Produktion) Örnatorpet è un valido esponente di musica strumentale di taglio ambiente e atmospheric o, per dirla alla maniera delle etichette che si affiabbiano, dungeon synth artist. Artist si, perché tutto ciò è la creatività del solo Anders Ragnar, musicista svedese che recupera le tradizioni della propria terra d’origine e le trasferisce in 

(Dusktone) Invadente la malinconia che divampa in “Succumb”, la quale però è anche una naturale conseguenza di questo post metal fatto da momenti riflessivi e d’atmosfera, controbilanciati dalle tipiche sfuriate tempestose con il montare dei volumi, della pesantezza dei ritmi e non da meno delle trame chitarristiche. Malinconia
(Nuclear Blast Records) La bussola artistica degli Oranssi Pazuzu è sempre stata impazzita. Senza un Nord magnetico, una direzione maestra. Oggi i finlandesi intraprendono un percorso artistico con “Muuntautuja” che si discosta da quanto fatto in precedenza. In italiano il titolo dell’album suonerebbe ‘mutaforma’, in tal caso la forma è 

(Season Of Mist) Da Century Media passano alla Season Of Mist questi artigiani della musica texani chiamati Oceans Of Slumber. Al microfono Cammie Gilbert, una cantante che potrebbe ben dedicarsi al soul/jazz e invece no, lei è la gemma incastonata in queste trame lavorate nelle quali il metal e in certa misura anche il rock, vengono espansi da un
(Avantgarde Music) Juuso Peltola, musicista finlandese già in azione con Old Sorcery, Warmoon Lord e altri, si cimenta come Oneironaut per creare mondi sonori sconosciuti, attraverso un largo uso di sintetizzatori datati. Un’esperienza sonora non dissimile da certe cose udite dai tedeschi negli anni del krautrock, ovvero la kosmische musik. Tutto ciò
(Debemur Morti Productions) I californiani Other World hanno impiegato nove anni per pubblicare un secondo album, il quale raccoglie cinque composizioni che sommate non arrivano a quaranta minuti di durata totale. Votati al black metal ma in una chiave contemporanea, il sound del mastermind Christopher Garcia e soci presenta una
(Peaceville Records) Gli Orange Goblin sono stati tra le migliori realtà stoner e da qualche anno quel genere non è più sufficiente a catalogare la musica dei londinesi. “Science, Not Fiction” conferma la validità artistica della band. Tuttavia la produzione, almeno dal promo ricevuto, restituisce una band con sonorità piatte, compresse, in fondo 