GENE LOVES JEZEBEL – “Heavenly Bodies” (Reissue)
(Westworld) Tra i minori del rock britannico degli anni ’80 e con un nome pittoresco, il quale nasce dal rocker Gene Vincent e una sua canzone, appunto “Jezebel”. Eppure questa band dalle origini gallesi, trapiantatasi a Londra alla ricerca di fortuna, si costruì una certa reputazione lungo il corso degli anni ’80. (altro…)
(autoproduzione) Drenaï è un progetto folk nato a Rouen, in Francia, nel 2011. La formazione presenta sette elementi, autori di un EP e un album, ovvero “A Rising Thunder” nel 2013 e “Deathwalker” nel 2014. “Nadirs”
(Odyssey Music Network) Non sono gli inglesi di “Ready to Go” di venti anni fa, ma brasiliani e “Brutal & Beautiful” è il loro quarto album. Prodotto da Matt Wallace (Faith No More e REM, per citarne alcuni) a Los
(UNFD) Sono passati due anni da “Xeno”, il terzo album della band, e uno da “New Age Warriors”, allora il terzo EP dei giapponesi di Osaka Crossfaith. Un altro EP, ancora tempestato di futuro, di storie legate a un mondo prossimo che ricorda Akira
(Ghost Label Rec.) Sottovoce ma urlando. Senza quiete o dolcezza, attraverso una netta presa di posizione verso la vita, raccontando fatti e sensazioni con sottile ma chiara intenzione di raccontarla tutta.
(Season of Mist) Visti di spalla a Kataklysm e preceduti dagli Aborted nel febbraio del 2016, i Septicflesh in quel contesto musicale totalmente differente dal loro genere, hanno saputo svelare un savoir faire
(Scarlet Records) In redazione c’è un feeling particolare con gli Ulvedharr, per il semplice fatto che a partire da “
(Autoproduzione) EP di debutto per i capitolini Underball, band formata nel 2015 da musicisti provenienti da diversi gruppi dell’underground romano. In un certo senso potrei definire gli Underball come una sorta di Steel Panther in versione thrash metal per via dell’ironia, con
(Century Media) Da qualche anno la band francese sembra segnare il passo. Nessuna involuzione, piuttosto un ripetere se stessa. Il ripetersi è un qualcosa di fisiologico e arriva in tutte le band di questo mondo. “Black Nova” in un certo senso
(Ghostlabel Rec.) Debutto discografico che presenta strade certe e al contempo qualcosa sul quale riflettere. I piemontesi Niamh pestano e questo è sicuro. Lo fanno attraverso un groove imponente, breakdown ben schematizzati, un ritmo teso a dominare nelle canzoni