VULTURE INDUSTRIES – “The Enemy Within / The Benevolent Pawn” (Reissue)

(Dark Essence Records) Nel 1998 era i Dead Rose Garden, poi hanno cambiato nome e si sono trasformati nei Vulture Industries. Subito un demo, seguito da un altro e poi un EP… prima del debutto del 2007, il mitico “The Dystopia Journals”, ciò che diede il via ad una carriera brillante, fatta di un metal super alternativo, molto avant-garde, influenzato da molteplici generi, specialmente il black metal che ha sempre circondato l’ambiente frizzante della scena di casa loro, Bergen in Norvegia. (altro…)





(Ipecac Recordings) Pregevole il ritorno della coppia Lombardo, ovvero Dave e Paula, nonostante le atmosfere di “To Cross Or To Burn” ricordino per larghi tratti i Portishead e qualcosa di Tricky. La voce calda e vibrante di Paula viene contornata dagli arrangiamenti ritmici ed elettronici di Dave Lombardo, sostanzialmente è questo “To Cross Or To Burn”. L’ex 
(Sun & Moon Records) L’arcano si manifesta nelle sonorità dei Voluptas, attraverso la coesione di elementi diversi tra loro e uniti per restituire un messaggio unico. Si crea un’alchimia che fa onore a questi figli di una città che di alchimisti e non solo ne ha conosciuti: i Voluptas sono infatti di Praga. Abili sperimentatori, osano a inserire nel loro black metal elementi disparati, come i 
(Comatose Music) I Vulvectomy tornano a pubblicare un album! Dopo ben dodici anni, la slam/gore/brutal death metal band pubblica il quarto lavoro in studio e per la prima volta con una delle migliori etichette dei generi brutal, grind e affini, la Comatose Music. “Aberrant Vaginal Gestation” vede 
(Masked Dead Records / Sulphur Music) “Cultores de Perdas e Linna” rappresenta il terzo album in venti anni per i Vultur, nonostante ciò non hanno mai incrociato le braccia e di fatto sono autori di una discografia colma di pubblicazioni minori. Riemergono dopo undici anni dal precedente album, con un furioso black metal suonato praticamente 
(High Roller Records) Onore e gloria ai romani Vultures Vengeance che continuano a coltivare un tagliente e, inteso come merito e non il contrario, datato epic heavy metal. È il secondo album in studio “Dust Age” ed è incalzante, ruggente, con suoni che sembrano fuoriuscire dagli anni ’80. Tutto sembra un po’ compresso e al contempo affatto distante
(Roman Numeral / Machine Tribe Recordings) Presentati come black ambient/death industrial, dalle note per la stampa, il duo finnico appare come un connubio tra noise, dark ambient e drone, volto a raggelare il sangue di chi ne fruisce. Si tenti pure ad ascoltare in cuffia e al buio questo lavoro e ci si torturerà da soli! La voce non è tale ma solo 

(Folter Records / Alive) Mai originali i Violentor, forse anche prevedibili nella loro cruda essenza, fatta di un ibrido tra Possessed, Venom, Slayer della prima ora, i Motörhead ovviamente e infine la croce rigorosamente rovesciata. Questo sono e questo lo sanno fare e bene. “Burn In Metal” è la nuova opera di nichilismo, distruzione e lingua di fuoco 
(Dusktone) È stato pubblicato in settembre “Non Auro Sed Ferro”, il debut album degli Vltor che presenta musica che assorbe la tradizione culturale mediterranea e il paganesimo dell’antica Roma. In sostanza gli Vltor sono intenti a usare il passato della nostra area geografica come protagonista del senso di ciò che suonano. Nel debut 


(Eclipse Records) Valkyrie’s Fire è il nome altisonante scelto dagli statunitensi del Tennessee, in attività da poco tempo e tant’è vero che questo EP è la prima pubblicazione importante dopo un paio di singoli. Sono autori di un power metal di taglio sinfonico i Valkyrie’s Fire e presentano al microfono due cantanti: Bettie Floyd e Adam Sanders. Joey 
(Graviton Music Services) È Valéry Granson, chitarrista cinquantenne belga, il titolare di quesito progetto che mette al centro la sua fiammante chitarra, contornata da uno stuolo di musicisti da capogiro. Innanzitutto se Steve Vai e magari Joe Satriani sono tra i vostri dei della sei corde, Val Experience Band si avvicina proprio a quei mondi. Anche 

(Scarlet Records) È Matt Peruzzi la novità per il nono album in studio della power/prog band toscana. Il batterista dei Labÿrinth si aggrega ai Vision Divine per dare il via a questa trilogia aperta da “Blood And Angels’ Tears”. La storia narra di un’epoca ignota, dimenticata, dove tre angeli sono banditi dal regno di Dio, colpevoli di essere 

(Massacre Records) In Sassonia i Voice vi nascono verso la fine degli anni ’80 e a oggi hanno pubblicato sei album. “Holy Or Damned” arriva ben sette anni dopo il precedente e conferma le intenzioni e l’appartenenza della band all’heavy metal melodico con i suoi sforamenti power e hard rock. 

