MIDRYASI’S KULT – “Mountain Devil” (Demo)

(Caligari Records) È un demo, è un debutto ed esce su formato cassetta: c’è forse un modo migliore di cominciare un cammino attraverso i labirinti underground della musica estrema? (altro…)

(Caligari Records) È un demo, è un debutto ed esce su formato cassetta: c’è forse un modo migliore di cominciare un cammino attraverso i labirinti underground della musica estrema? (altro…)
(Antiq) Si fa chiamare proprio Wÿntër Ärvń il musicista che gestisce questo progetto omonimo di dark folk. L’album vede un cantato in francese, il cui titolo vuol dire ‘Sotto il temporale nero – L’astro e la caduta’. I brani sono tutti un folk totale, fatto dunque con strumenti acustici, come chitarra acustica, clarinetto, cornamusa e altri ancora. In totale (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Sono “Altars”, “Constellation”, “Order of Nine” e Ritualistic i tre demo e il singolo, è il secondo nell’ordine, ha riempire questa raccolta. Sono le prime pubblicazioni di questa oscura ed estrema band di Oakland in California e quei demo sono tutti del 2010, singolo compreso. Sette pezzi in tutto nei quali i (altro…)

(Noise Appeal Records) Tornano i Dirth Talons con un nuovo lavoro, il seguito dell’interessante disco omonimo del 2023 (recensione qui); la voce sexy della vocalist continua a fare un vigoroso e abrasivo attrito con il sound di derivazione punk della band, dando vita a brani che continuano ad esser impattanti, imprevedibili, tanto seducenti quanto dannatamente esplosivi. (altro…)

(Inside Out Music) Per una band in giro da quasi 60 anni, è tosto pubblicare un disco nel ’22 (“The Zealot Gene”), un altro nel ’23 (“RökFlöte”)… e ora un altro ancora, il 24° in una carriera che imperversa dalla fine degli anni ’60! “Curious Ruminant” è poetico, è narrativo, è suggestivo e, come sempre, sia la voce -con un accento così britannico- che il flauto di Ian Anderson (un signore quasi ottantenne!) sono pura magia, un qualcosa di unico, irripetibile e sopratutto inimitabile. (altro…)
(Trollzorn Records) Un lasso di tempo di sei anni è intercorso per un nuovo album degli Istapp che arriva in una forma seducente. Battaglie, epoche lontane, musica affilata e tagliente, per melodie che evocano maestose e perdute realtà, questa è la vera anima di “Sól Tér Sortna”. È stata scelta una produzione tesa a ripartire gli spazi giusti per ogni (altro…)
(Century Media / Sony Music) L’album è una collusione di thrash, death e tanto melodic black metal con una tendenza alle atmosfere che totalizzano, avvolgono letteralmente l’insieme dei pezzi. In questo strato di strumenti che si sommano vi rientrano anche i sintetizzatori, i quali stendono un velo di cybernetico o fantascientifico alle suddette (altro…)
(Agonia Records) Trevor e Tommy hanno ingaggiato per il loro decimo album il fidato Davide Piccolo, bassista e già impegnato nei concerti della band, Giorgio Piva, batterista ed entrambi di Fate Unburied e Grinder, infine Gloria Rossi, voce di supporto a quella di Mr. Trevor. Talamanca alle chitarre e sintetizzatori oltre aa tutta la trafila delle (altro…)
(Darkness Shall Rise Productions) I Merciless di Svezia vengono omaggiati con questa raccolta dei due primi demo realizzati ai primordi della band. 1987 è l’anno di “Behind the Black Door” e 1988 quello di “Realm of the Dark”. Due anni dopo i Merciless incidono il primo album “The Awakening”, realizzandone poi quattro in tutto, ed è stato il primo (altro…)
(Metal Blade Records) Quando si arriva alla fine dell’ascolto di “Hymns in Dissonance”, con la conclusiva “Nothing Is Coming for Any of Us”, si ha la sensazione che i Whitechapel si siano ben impegnati a tenere un livello alto del proprio suonare. Se “Kin”, il precedente album del 2021, era un grosso calibro, “Hymns in Dissonance” lo è forse (altro…)
(Prophecy Productions) Il romanticismo di Kris Force e delle Amber Asylum sboccia con la sua mesta grazia e solennità. Il quartetto al femminile composto da musiciste dedite al violino, violoncello, viola, basso e percussioni, con una summa vocale incantevole, è al decimo album e ancora una volta tratteggia il proprio ambient fatto su misura, semplice e attraverso strumenti acustici e classici e con qualche sintetizzatore. Un ambient oscuro, poetico, appunto romantico. Poesia sotto la forma di una dimensione musicale cheva alla ricerca attraverso sia i canoni classici che sperimentali. “Ruby Red” è basato su un parco testuale concentrato sul dolore, la sofferenza, smarrimento, la semplice mortalità dell’essere umano e più in generale dunque sull’introspezione. Kris Force, Jackie Perez–Gratz, Fern Lee Alberts, Becky Hawk, rendono questo flusso magnetico e soave un’emozione infinita, tra barocchismi, classicismi e sperimentazione. Suonano in maniera imponente, fiera, con melodie che avvolgono e con un piglio a volte straniante e in altre immenso e supremo. Kris e le altre negli anni hanno collaborato per la propria musica con gente come Steve van Till dei Neurosis, Leila Abdul-Rauf e non solo loro, a dimostrazione di una trasversalità compositiva che riesce a toccare più coordinate di stile a prescindere da tutto e tutti. Alla fine di “Ruby Red” si ha l’impressione di avere assistito a un coinvolgimento stilistico tra Godspeed You! Black Emperor, Wardruna e proprio la Abdul-Rauf ma in una maniera inattesa.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10

(Purity Through Fire) Da un punto di vista ammiro la prolificità di Order Of Nosferat, duo finnico/tedesco giunto al sesto album nel giro di quattro anni, dimostrando uno stacanovismo ed un’ispirazione fuori dal comune; (altro…)
(Masked Dead Records / Sulphur Music) “Cultores de Perdas e Linna” rappresenta il terzo album in venti anni per i Vultur, nonostante ciò non hanno mai incrociato le braccia e di fatto sono autori di una discografia colma di pubblicazioni minori. Riemergono dopo undici anni dal precedente album, con un furioso black metal suonato praticamente (altro…)

(Darkness Shall Rise) Debutto discografico per i tedeschi Obsidian Scapes, che si presentano sul mercato con questo mini EP che funge da antipasto all’imminente full length intitolato “Death Chants Echo From Aphotic Void”. (altro…)
(World Eater Records) Il death metal suonato dai bordolesi, tra cui spiccano elementi di The Great Old Ones e altre band francesi, è possente e a suo modo rievoca le bordate dei Bolt Thrower. I Mortuaire rispetto agli inglesi variano molto i pezzi, rientrano infatti nelle maglie del riffing anche fraseggi, cambi tematici delle melodie e introducono parziali (altro…)

(Diamonds Prod.) Ovviamente vi starete chiedendo cosa ci faccia il cantante, attore e rapper statunitense qui! Ottima domanda, ammetto che me lo sono chiesto pure io quando ci hanno sottoposto questo disco! (altro…)

(Haloran Records) Uscì nel 2009 questo album pazzesco proveniente dal malsano underground portoghese. E, finalmente, ora torna disponibile rigorosamente su 200 limitate copie numerate a mano, un occasione succulenta se si pensa che all’epoca fece un sold-out che lo tolse praticamente dal mercato. (altro…)
(Evening Star Records) Dipingono paesaggi e atmosfere attraverso uno stile pulito e scorrevole i Naxatras. È questo un suonare che rievoca a volte gli Ozric Tentacles e spesso anche della fusion, per un risultato che è della psichedelia pulita e placidamente melodica. “V” si fonda sul ritmo, il primo vero pilastro dell’album, il groove in certi suoni, il (altro…)

(Goatfucker Records / Osmose Productions) Un altro disco del sig. Kaiser Wodhanaz (che -assurdamente- nella vita reale si chiama Jean-Baptiste… Giovanni Battista!), il quale giunge al settimo sigillo con i suoi irriverenti Ad Hominem, ormai in giro dal secolo scorso, con una carriera non lontana dal terzo decennio di prolifica attività. (altro…)
(Magnetic Eye Records) Dopo la morte in un incidente stradale di Tim Bryan, il chitarrista dei Toke, l’amico Bronco, bassista e voce, insieme al batterista JP decidono di continuare sottoforma di un’altra band. Arruolato il chitarrista Vic, i tre adottano proprio il nome del frontman e bassista per identificare questa nuova avventura, inaugurata (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Putrido e marcescente death metal, nonché atto catacombale da parte di una band che vede l’unione di elementi provenienti da Void Rot, Suffering Hour e Aberration. “Profanation Of The Adamic Covenant” nasce da sonorità cupe e maledettamente oscure, colme di decadenza e abbandono. I Ritual Ascension sono orridi, morenti, soprattutto (altro…)
(Invictus Productions / Dark Descent) Il marcescente death metal dei Grave Infestation gode di una discreta salute ed è influenzato dalla scuola statunitense, soprattutto dal versante Autopsy e Repulsion, e da quella scuola svedese dei primordi. Si odono tra le canzoni dei canadesi, come “Living Inhumation”, sprazzi sonori del death metal esposto (altro…)
(Darkness Shall Rise Productions) Nel 2005 gli Hell Militia pubblicarono il loro debut album “Canonisation Of The Foul Spirit”, dopo due pubblicazioni minori, a pochi anni dalla loro nascita. Nella band vi confluirono musicisti di spicco della scena underground del paese. Dave Terror, batterista di Vorkreist, Love Lies Bleeding e altri, c’era (altro…)

(Napalm Records) Giunto al sesto disco in esattamente dieci anni, il duo siberiano Grima non è più una novità, non è più una sorpresa, anzi… è diventato un qualcosa di ricercato visto che dopo anni in seno all’etichetta underground Naturmacht Productions, approdano ora alla rinomata Napalm Records. (altro…)

(Signal Rex) È uscito il giorno di san Valentino questo poco amorevole debutto lacerate, a cavallo tra il black ancestrale, il death d’un tempo e, perché no, certe impostazioni sonore care ai Mysticum! (altro…)

(Napalm Records) È il decimo capitolo del mega progetto di Tobias Sammet, e la formula non cambia: brani possenti, tendenze concept e un manipolo di ospiti principalmente dietro al microfono, gente come Geoff Tate, Michael Kiske, Tommy Karevik, Ronnie Atkins, Bob Catley, Adrienne Cowan, Kenny Leckremo e Roy Khan. (altro…)

(Nadir Music) La creatura del genovese Marco Arizzi compie 20 anni, essendo i Tenebrae un’idea concepita nel 2005. Una lunga storia, costellata da una infinità di interruzioni e cambi di line up, che ha visto comunque la pubblicazione -questo compreso- di ben quattro dischi, con un costante cambiamento di genere, sia musicale che scenografico, partendo dal progressive rock del debutto, entrando poi palesemente in ambito metal con il secondo album, “Il Fuoco Segreto” (recensione qui), verso le tematiche più cupe ed apocalittiche del terzo album “My Next Dawn” (recensione qui), il quale ingloba una vasta gamma di spunti, dal black al power… cosa che si perfeziona ulteriormente con questo nuovo lavoro, il quale giunge quasi un decennio dopo la precedente fatica. (altro…)
(My Kingdom Music) Questo è un progetto musicale gestito da Vittorio Sabelli (Dawn Of A Dark Age, Notturno eA.M.E.N.), clarinettista ed esecutore degli altri strumenti, tranne per i ritmi eseguiti da un batterista e un percussionista, il contrabbasso e le voci che sono di Nequam (ex Mortuary Drape e The Magik Way), Samael Von Martin (altro…)
(Armageddon Label) Ecco dunque il sesto album in carriera per una delle più taglienti, rabbiose e genuine thrash metal band, ben undici anni dopo il precedente lavoro “Immortal Legacy”. I californiani Hirax vedono alla voce uno dei migliori cantanti del genere, Katon W. de Pena, ma lui resta il solo elemento originario e infatti dallo scorso (altro…)
(Heavy Psych Sounds) C’è molta improvvisazione in “Volume Three”, come il suonare in stile jam session e attraverso il quale fluisce psichedelia e space o acid rock che possa essere. Una forma libera nella quale i suoni hanno diritto di propagassi e lacerare, di elevarsi o dissolversi in misteriose dimensioni. Bob Balch, chitarrista dei Fu Manchu e Gary (altro…)

(Icons Creating Evil Art) Cammie Beverly non è di certo un nome nuovo: front woman degli Oceans of Slumber (il loro ultimo disco “Where Gods Fear To Speak” è uscito qualche mese fa, recensione qui), la sua favolosa ugola è stata ospite anche di Swallow the Sun e Ayreon, ed ora -finalmente- debutta anche come solista, dando libero sfogo a quella voce così potente e potenzialmente capace di interpretare di tutto, dal metal al soul… fino al jazz. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Se qualcuno pensava che Phil Anselmo si fosse adagiato sugli allori a contare il cospicuo numero di verdoni guadagnati portando in giro la musica dei Pantera (musica che, va ricordato, ha contribuito a creare, quindi a mio avviso ne ha pieno diritto), credo che rimarrà deluso. (altro…)
(Iron Bonehead Records) Interessante debutto per gli statunitensi Wuldorgast, emergente formazione black metal facente parte, insieme ad altre band loro connazionali, del circolo esoterico occulto ‘Order Of The Broken Sword’. (altro…)
(Antiq Label) Questo ‘Alba Nera’ è il primo lavoro presentato dagli Arkaist, nati a Rennes pochi anni fa. La band include i promotori di questo progetto black metal, Beobachten e Maeror, infine Gwenc’hlann An Teñval e Cryptic, ovvero elementi di varie formazioni black metal underground di Francia, tra le quali Azgarath e Oroborus. Sotto l’insegna (altro…)
(Soulseller Records) Lord Abagor, olandese, componente dei Saille ed ex di molte band, come Evil Oath, è il frontman di questa realtà creata dal chitarrista e bassista Maahes. Lui è greco, si chiama Stavros Bondi e probabilmente risente di certe sonorità sia della tradizione musicale della sua terra, quanto dei Rotting Christ. Si avvertono infatti molti (altro…)