NECHOCHWEN – “Spelewithiipi”

(Nordvis Produktion) Torna il duo americano folk, che già ebbi il piacere di ascoltare di “Heart of Akamon”, uscito dieci anni or sono (recensione qui ). (altro…)

(Nordvis Produktion) Torna il duo americano folk, che già ebbi il piacere di ascoltare di “Heart of Akamon”, uscito dieci anni or sono (recensione qui ). (altro…)

(Karisma Records) Si sono formati nel 2013 in Svezia e sono una band progressive rock che si è ritagliata un posto di rilievo nel panorama del retro prog, del folk rock scandinavo e pure del krautrock. (altro…)

(Meara Music) Secondo full length per Wretched Path, formazione finlandese composta da musicisti provenienti da formazioni thrash e death locali come Warmen, Pestigore, Tukkanuotta e Born Of Thorns, uniti dalla comune passione per il death metal nordico old school, così diverso sia da quello attuale, affine allo stile americano che da quello proposto dagli Amorphis ad inizio carriera. (altro…)
(Everlasting Spew Records) Quattro pezzi preceduti da un’intro, formano questo secondo EP dei Cartilage, già autori di due album e paladini di un death-grindcore con occasionali riflessi gore. Questi sanguinari di San Francisco pestano con forza ma attraverso (altro…)
(Century Media Records) Stu Folsom si diverte un mondo a suonare il suo death-western e per tanto il terzo album degli SpiritWorld, dal 2020 a oggi, è una nuova sintesi di questo divertimento. Gli SpiritWorld mischiano le carte nelle loro canzoni per le quali (altro…)
(Me Saco Un Ojo / Pulverised Records) Tibor e Lambert pubblicano il secondo album come Rothadás, suonando qualcosa tra il death e un doom metal dai contorni oscuri e cupi. Il riffing è robusto e con distorsioni cavernose, affiancato da un drumming volubile e un (altro…)

(Auerbach Tonträger) Sono passati ben dodici anni dal loro precedente lavoro, dal loro precedente capolavoro, quel “There Is Light In The Body, There Is Blood In The Sun” del 2013 (recensione qui) per il quale ebbi pure il piacere di intervistare la band (leggetela qui). (altro…)
(Darkness Shall Rise Productions) La vasta discografia degli Abigor si espande con una nuova voce, creata dalla tedesca Darkness Shall Rise Productions. Come da titolo, si tratta di una compilation (altro…)
(Xtreem Music) Era da qualche anno che gli Avulsed non pubblicavano un album e David Rotten e il resto della band, ormai completamente rinnovata, si ripresentano con qualcosa di concretamente genuino e valido. “Phoenix Cryptobiosis” piace da subito per le sue atmosfere lugubri, per quell’ascendenza di stile tipica del (altro…)

(Mighty Music) Giungono al quinto album i danesi Statement, fautori da sempre di un heavy metal roccioso e cadenzato dal forte appeal melodico. Rispetto al passato, “Sinister Thing” ha un taglio più dark, con melodie malinconiche, eppure dannatamente immediate ed ottimamente inserite in un riffing potente e catchy allo stesso tempo. (altro…)
(Scarlet Records) Sette anni di silenzio per i Black Majesty, questo è il tempo trascorso dal precedente album “Children Of The Abyss”. L’ottava opera della band australiana celebra il proprio power metal con dei termini di stile classici nelle melodie con evidenti influssi di puro heavy metal, ma con canovacci (altro…)

(Is it Jazz? Records) Con una copertina ancor più bella di quella del debutto omonimo (recensione qui), giungono al secondo disco i jazz-progster norvegesi Soft Ffog, la band composta da membri di altre importati realtà nordiche, quali Krokofant, Red Kite, WIZRD o Grand General. (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) È affascinante il secondo album della band internazionale (di origine tedesca) Khôra, fondata e gestita da Ole (ex Autokrator, ex Lycanthropy, ecc). Un black che esce dai suoi confini, invadendo ambiti sia sinfonici che progressivi, il quale comunque non lascia spazio ad alcunché di prevedibile, rendendo l’intero disco tanto difficile da capire e assorbire quanto immediato da fruire. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Premesso che dopo trentaquattro anni di carriera, dopo tredici album, Nergal con i suoi Behemoth ha il diritto di fare un po’ quel che gli pare e piace, ma questo nuovo album mi lascia leggermente senza parole, sia dal punto di vista positivo che negativo. (altro…)
(Folkstone Records) Un titolo fuorviante quello del nuovo album dei Folkstone, perché lascia pensare a qualcosa di bucolico o artistico. Il suo significato è però altrove. I Folkstone pubblicano un album dopo sei anni, con qualche correttivo e ritorno in formazione. I bergamaschi (altro…)
(Osmose Productions) Roman Saenko è Hate Forest e se qualche musicista lo spalleggia è sempre difficile esserne a conoscenza, anche quando lui stesso annuncia il supporto di altri spesso non dichiara la loro identità. Come in questo caso nel quale suona un vero ma ignoto batterista. Hate Forest è comunque un punto fermo del (altro…)

(Mighty Music) Nelle note biografiche “Raw Trax, B-Sides And Bootlegs” viene definito come il quinto album degli statunitensi Kickin Valentina, ma in realtà ci troviamo davanti ad una sorta di maxi EP, visto che i brani inediti sono solo tre, mentre gli altri sono registrati dal vivo o in versione demo. (altro…)
(Heavy Psych Sounds) Due album alle spalle e in attività dal 2009 gli Ocultum che con “Buena Muerte” si ripropongono con i loro pesante, voluminoso e vibrante doom metal, contornato dalle forti influenze sludge e in parte anche stoner. In “Buena Muerte” i cileni proseguono la lezione dei primi esempi degli Electric Wizard, creando (altro…)
(La Pochette Surprise Records / Membran) Decisamente semplici ed essenziali, dunque rock and roll nella loro sostanza i Bikini Beach. Un trio dell’incantevole lago di Costanza che con le sue canzoni tocca punti in comune con il garage rock, r’n’r, punk, Led Zeppelin, The (altro…)

(Unorthodox Emanations) Terzo album per Convulsing, one man band creata dal poli strumentista australiano Brendan Sloan, noto anche per essere la mente dietro agli Altars, formazione che ho avuto modo di ascoltare e recensire un paio di anni fa in occasione dell’uscita dell’album “Ascetic Reflection” (recensione qui), capace di coniugare un’attitudine old school con il death tecnico e dissonante di Gorguts ed Ulcerate. (altro…)

(Lucifer Rising/Self) Quasi cinquanta anni di carriera. Iconici fino al midollo. Tanto underground quanto in qualche modo mainstream. Una manciata di album esemplari. I Death SS. Leggende. Steve Sylvester. (altro…)

(ROAR) Dannati Crematory! Rieccoli! Per la 17° volta! Prendono la loro pionieristica tendenza gotica, la ricollegano sia alle origini death, per poi attaccarci l’evoluzione industrial e quella elettronica quasi ballabile, iniettando energia ed una potenza tuonante scatenata dalla chitarra di Rolf Munkes, ormai in line up da un decennio, al fianco degli elementi storici ed originali, ovvero il vocalist Felix Stass, la tastierista Katrin Jüllich e il batterista Markus Jüllich. (altro…)

(Go Down Records) Giungono al debutto gli italiani Stone Fist, offrendo sei tracce, poco più di venti minuti.. di potenza pura. L’etichetta che li pubblica può far pensare all’ennesima band stoner, ad un’altra band psych/fuzz, e invece il trio resta fedele al moniker, piantandoti in faccia un pesantissimo pugno, con violenza, con indole letale. (altro…)
(Prophecy Productions) I coniugi Barrysmith di Seattle hanno pubblicato un lavoro accattivante e granitico insieme. L’album omonimo di Amy Tung, voce, basso e tastiere, e Jon, batteria, è un buon esercizio di stile nel verso dello sludge metal con inevitabili intercessioni al doom. Amy ha una voce ipnotica, al contempo la (altro…)

(Metal Department) Secondo album per Amerikan Kaos, progetto parallelo concepito dalla geniale mente del mastermind degli Annihilator Jeff Waters. L’idea è nata nel 2019 durante la pandemia, un periodo in cui Jeff, non potendo ovviamente suonare dal vivo con la band madre, aveva perso temporaneamente interesse per gli Annihilator e sentiva il bisogno di creare e sperimentare al di fuori del thrash metal, genere per il quale tutti lo conosciamo, mettendo sul piatto una vasta gamma di influenze che spaziano dal rock al pop, alla classica, passando per il jazz. (altro…)
(Purity Through Fire) La redazione di Metalhead.it è da sempre in lode verso i lavori degli Eisenkult. Da sempre (QUI le recensioni dei precedenti lavori) questi audaci cantori tedeschi sono votati al black metal in maniera personale rivedendo le stesse coordinate del genere. Questi musicisti che sono anche parte di altre realtà non (altro…)

(NoEvDia) One man band, Portogallo, debutto. In verità il progetto è diretto da A.Ara (ovvero Ainvar Ara -all’anagrafe Gonçalo Borges- anche membro di Angrenost e Storm Legion), ma ci sono altre varie entità che iniettano oscurità in questa idea, e tra questi Dagur Gíslason e Magnús Skúlason dei gli islandesi Misþyrming, Erdsaf degli Angrenost e Ólöf Rún Benediktsdóttir degli Svartþoka… creando un punto di connessione tra la musica estrema lusitana e quella dell’estremo nord, nessuna delle quali ambisce a qualsivoglia spiraglio di luce o speranza. (altro…)
(Divebomb Records) La compilation “Uncontrolled” è stata pubblicata per la prima volta nel 2012 e rappresenta una raccolta dei demo dei Confessor, pubblicati nella seconda metà degli anni ’80 e nel 1990. Nel 1991 la band pubblicò con la Earache Records il suo primo album “Condemned” e con essa anche un successivo EP. Nati (altro…)
(Svart Records) Tetro e avvincente, glorioso ed elettrico, maestoso ed epico, quanti aggettivi possono venire in mente ascoltando “Tavastland”, consapevoli poi che quelli siano non siano esaustivi nel definirlo? Il ritorno dei Havukruunu a cinque anni dal precedente “Uinuos syömein sota” è un buon evento. La formazione finlandese è da sempre (altro…)

(Masked Dead Records / Sulphur Music) Tanti anni fa feci ascoltare un album dei Cradle of Filth ad un amico il quale già ascoltava rock e metal, senza però addentrarsi in meandri così oscuri. La sua reazione fu semplice: ‘sembrano gli Iron Maiden più arrabbiati con un tizio che urla’. (altro…)
(Brutal Records) Il death metal dei Rise Of Tyrants è gonfio di un groove imponente, ed è proprio nelle intenzioni dei bergamaschi quella di metterlo come un motivo di stile in ciò che suonano. Per il resto il death metal esposto ha le coordinate dell’old style, con suoni ruggenti che rivestono le personali influenze della band, collocate (altro…)

(Avantgarde Music) Non finiscono di stupire gli italo-polacchi Amalekim, giunti ora al terzo album; sono passati due anni dal precedente “Avodah Zarah” (recensione qui), un capolavoro estremo di tale portata che ritenevo alquanto arduo poter superare, per poi essere smentito dall’ascolto di “Shir Hashirim”. (altro…)

(Helldprod Records) Così classico, ma anche così moderno… dopotutto stiamo parlando di una one man band concepita nel 2021 che giunge solo ora al debutto. (altro…)
(autoproduzione) Sono molteplici i sensi e significati di “Aegean Legacy”, forato da una raccolta di canzoni incentrate su cultura e avvenimenti storici dell’antica Grecia. Sebbene l’album esplori principalmente l’affascinante mitologia delle popolazioni elleniche, sono presenti anche canzoni inerenti a significative battaglie combattute nei tempi antichi. Tra miti, battaglie, una (altro…)
(Metal Blade Records) Armati della produzione di David Castillo (Candlemass, Carcass, Dark Tranquility, Katatonia), gli Hate pubblicano un album strutturato e ricco di intenzioni. Ben oltre il black e il death metal, la band che vede in Adam The First Sinner l’unico membro originario, presenta una sorta di prog, decisamente (altro…)