MARLUGUBRE – “Per Amor Nymphae”
(Dusktone) Tiziano Colella è un artigiano di atmosfere, siano esse sognanti, vaste o intense. Marlugubre è un progetto personale e questa volta si manifesta con una novità rivelatasi determinante. “Per Amor Nymphae” è il terzo album in carriera e si addentra nel mito (altro…)
VANDOR – “The Ember Eye Part 2: The Portal Of Truth”

(DragonForged Records) La storia del metal insegna che il terzo disco è per molte band l’album della svolta, della maturità artistica: quello in cui le influenze palesate agli esordi sono meno evidenti man mano che cresce la personalità di un gruppo. (altro…)
GLORIOUS BANKROBBERS – “Intruder”

(Wild Kingdom Records) Credeteci o no, ma gli svedesi Glorious Bankrobbers sono in giro da una vita, dalla metà degli anni ’80, tra le prime band in patria a puntare sullo sleaze rock con il loro disco omonimo del 1984 e il successico “Dynamite Sex Doze” del 1989. (altro…)
STABBING – “Eon Of Obscenity”

(Century Media / Sony Music) Nonostante siano attivi da circa cinque anni, bisogna dire che gli Stabbing ne hanno già fatta di strada; nel giro di un EP e di un album di debutto, la formazione statunitense è già diventata una punta di diamante della scena brutal death mondiale, attirando anche l’attenzione della Century Media, che non ci ha pensato due volte a metterla nel proprio roster. (altro…)
DEFACED – “Icon”

(Massacre Records) Terzo album per gli svizzeri Defaced, che a dieci anni di distanza dal precedente “Forging The Sactuary” si presentano ora con una formazione quasi completamente cambiata, con l’ingresso di Thomas Gertsch alla voce, Matze Schiemann alla chitarra e il bassista Michael Gertsh ad unire le forze con il leader, chitarrista e vocalist Marco Kessi, mentre gli ex membri Simon Egli e Romano Galli sono passati dietro le quinte, provvedendo a produzione e mixaggio. (altro…)
NECROSEXUAL – “Road To Rubble”
(Black Metal Archives) 2011, Philadelphia in Pennsylvania, un gruppo di musicisti dalla personalità artistica su di giri, formano una band denominata Necrosexual. Un nome che potrebbe attirare sia curiosità, quanto un disinteresse immediato e senza passare (altro…)
GLADIUM REGIS – “Quest”
(Dusktone) L’epopea medievale dei Gladium Regis presenta il secondo album, un concept nel quale elementi epici si agganciano a temi esoterici, pagani, poetici e con elementi fantasy. “Quest” vede un avanzamento della band verso una sorta di symphonic che in (altro…)
HATING LIFE – “Revenge From Beyond”
(Pulverised Records) Il tipico e primordiale death metal svedese, campeggia con sostanza e padronanza in questo esordio degli degli Hating Life. Il nome della band che in realtà è un duo, richiama proprio un omonimo pezzo dei Grave, simbolo di (altro…)
LAUGHING STOCK – “Life in Seven Dreams”

(Apollon Records Prog) Il titolo un po’ suggerisce che questo sia il settimo disco di questa band di Tønsberg, lassù in Norvegia: sette dischi tutti pubblicati dalla Apollon Records Prog… praticamente un patto di sangue che dura da tempo. Prog, dunque, ma non certo il solito prog prevedibile, super tecnico: no, i Laughing Stock sono più teatrali, molto narrativi e capaci di riservare sorprese tutt’altro che tipiche per il genere. (altro…)
UNCHOSEN ONES – “Divine Power Flowing”

(Blood Fire Death) Secondo album per i galiziani Unchosen Ones, a tre anni di distanza dal convincente debutto “Sorrow Turns To Dust”, ottimo esempio di quel power metal melodico che ha avuto verso la fine degli anni ’90 il suo momento di massimo splendore. (altro…)
GALIBOT – “Euch’Mau Noir bis”

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Secondo disco per questa band francese, che concentra la sua attenzione sulla storia delle miniere di carbone della loro zona, il nord della Francia, tanto che il moniker pare fosse il nome dei bambini che un tempo venivano mandati a lavorare in questi siti. (altro…)
WHATEVER HAPPENS DON’T BE YOURSELF – “Tales of No Consequences”

(Is it Jazz? Records) Tra tutti i dischi pubblicati da questa etichetta, figlia della Dark Essence/Karisma, forse questo è quello che meglio risponde alla domanda: è jazz? Diavolo, sì. Lo è. Lo è eccome! (altro…)
MICHAEL MONROE – “Outerstellar”

(Silver Lining Music) Basta il singolo e il video di “Rockin’ Horse” per ricordare a tutti quanto fico sia l’esplosivo Michael Monroe! Dodicesimo disco in studio per questo rocker eccentrico, un tempo frontman dei mitici Hanoi Rocks: a 64 anni rifiuta di invecchiare, non molla, non cala il ritmo e questo “Outerstellar” conferma ancora una volta che Mr. Matti Antero Kristian Fagerholm sa esattamente come diavolo va suonato il rock’n’roll! Eccoli questi dodici brani schietti e irresistibili: dopo la già citata opener, “Shinola” è un pugno in faccia, ma con un groove micidiale e quella progressione di accordi verso il refrain che è un esempio monumentale di canzone che spacca! “Black Cadillac” è deliziosamente acida, vigorosamente incalzante, favolosamente scazzata, mentre “When the Apocalypse Comes” offre un rock melodico, un po’ sognante, un po’ malinconico. Pulsazioni meravigliose con “Painless”, un brano energetico ma dolce, coinvolgente ma oscuro. È decisamente punk “Newtro Bombs”, rock un po’ moderno e un po’ classico con “Disconnected”; le sonorità si fanno molto ribelli con quello sfogo intitolato “Precious”. Scorrevole e trascinante “Pushin’ Me Back”, rock un po’ southern e favolosamente classico con “Glitter & Dust”, rock graffiante e da cantare a squarciagola con “Rode To Ruin”, intima e ricca di passione la conclusiva “One More Sunrise”. Brani brillanti, arrangiati in modo sublime, con quel sassofono che a volte emerge (sublime nel brano che chiude il disco!) ricordando a tutti che Michael Monroe non è solo un superlativo frontman con una voce iconica. Un album da ascoltare a tutto volume, con l’acceleratore a tavoletta, godendo, sognando, esigendo, cavalcando quel cavallo imbizzarrito che solitamente chiamiamo vita!
(Luca Zakk) Voto: 8,5/10
BIZARREKULT – “Alt Som Finnes”
(Season of Mist: Underground Activists) Il progetto Bizarrekult creato dal siberiano Roman V. – da quindici anni trasferitosi in Norvegia – a oggi segna probabilmente il suo apice creativo con il terzo album “Alt Som Finnes”. Un lavoro che risulta evocativo, intenso (altro…)
WÜSTENBERG – “The King’s Gambit”

(Wüstenberg Records / Autoprodotto) Energetici, solari, incalzanti, coinvolgenti: è questo che offrono i tedeschi Wüstenberg, progetto del vocalist Franz Wüstenberg, il quale ha deciso di percorrere un sentiero tutto suo dopo un decennio passato come front man dei The O’Reillys and the Paddyhats (un’irish folk punk band tedesca). (altro…)
MALIGNANT AURA – “Where All of Worth Comes to Wither”

(Memento Mori / Grindhead / Primitive Moth) Secondo album per Malignant Aura, formazione proveniente dall’Australia, fautrice di un death metal pesantemente contaminato dal doom, sulla scia di nomi come Hooded Menace e Incantation. (altro…)
IMAGO IMPERII – “Century”
(Metal Zone Italia) “Century” è il quarto ruggito in dieci anni da parte degli Imago Imperii, è questa volta è un heavy metal fiero e deciso, diverso dunque dal loro power metal d’ordinanza. “Century” in poco meno di quaranta minuti piazza nove canzoni abbastanza (altro…)
WINTER ETERNAL – “Unveiled Nightsky”

(Hells Headbangers) Prolifico Soulreaper, l’unico membro (in studio) dietro questo progetto greco: “Unveiled Nightsky” è il quinto disco in quindici anni… da quando il moniker è mutato da ‘Unveiled Nightsky’, dando un tocco di autocelebrazione a un progetto che, complessivamente, risale al primo anno di questo millennio. (altro…)
WORM – “Necropalace”

(Century Media / Sony Music) Attivi da quasi quindici anni, gli americani Worm sono un crossover tra black sinfonico in linea con Dimmu Borgir o Old Man’s Child e un black che offre grande spazio alle chitarre, alla melodia, agli assoli… con brani quali la title track, che sparano dentro un black ricco di tastiere e iniettano un assolo della sei corde decisamente lungo e avvincente… sembra quasi una fusione tra black sinfonico anni ’90 e shred tipicamente anni ’80. (altro…)
OLDE OUTLIER – “From Shallow Lives to Shallow Graves”

(Iron Bonehead Productions) Debutta questa band australiana, un po’ la continuazione degli ormai sciolti Innsmouth, visto che Beau Dyer (qui alla chitarra, ma nella band precedente anche vocalist) è l’artefice di questa nuova entità, che comprende altri membri della scena locale, compreso il vocalist Appleton (ex Roadside Burial). (altro…)
JOHN MACKO MUSIC – “Zero-Point Machine”

(autoprodotto) John Macko è il bassista dei Fifth Angel, ma qui si lascia andare alla sua ispirazione, tra prog metal e metal moderno, con il batterista dei Fifth Angel Ken Mary, la chitarra di Adrian Thessenvitz (degli AD Infinitum!) e la voce della favolosa Georgie Chapple. (altro…)
OREYEON – “The Grotesque Within”
(Heavy Psych Sounds) Arriva questa tellurica espressione heavy psych-stoner, dell’ormai esperta band ligure Oreyeon. Dopo tre album e un EP ecco un nuovo full length colmo di fierezza, energia e un incedere sicuro venato da qualche buonissimo (altro…)
ERNTE – “Der schwarzen Flamme Vermächtnis”
(Purity Through Fire) Ruvidi, misantropi e dannati Häxär, chitarra e batteria, e Askahex, voce, basso e violino. Quattro album in sei anni per onorare il black metal, con un atteggiamento un po’ scarno in fondo e fortemente raw, totalmente votato ai principi misantropici, epici e gelidi del (altro…)
DEATH DEALER – ”Reign Of Steel”

(Massacre Records) Quarto full length per i Death Dealer, supergruppo costituito dall’ex Manowar Ross The Boss e da Stu Marshall dei Dungeon alle chitarre, al basso Mike Le Pond dei Symphony X, alla batteria troviamo Steve Bolognese, che con Ross fa parte della Ross The Boss Band, mentre alla voce c’è l’impressionante Sean Peck dei Cage. (altro…)
SAILLE – “Forebode”
(Non Serviam Records) Ennesimo cambio di etichetta per il sesto album della formazione belga (trasferitasi in Olanda), il secondo con il nuovo cantante (credo il terzo o quarto nella storia di questa formazione), Jesse Peetoom (Aran Angmar, ex DunkelNacht). (altro…)
DIESPNEA – “Radici”

(code666) È un black metal diverso quello degli italiani Diespnea: è un black atmosferico. È un black che venera le tenebre tanto quanto la luce, quella del sole, quella della vita con tutti i suoi significati, la luce che domina la copertina dell’album, sicuramente con un’estetica decisamente inconsueta per un genere come questo. (altro…)
MONSTROSITY – “Screams from Beneath the Surface”
(Metal Blade Records) Otto dannatissimi anni per avere una nuova mostruosità, da una delle death metal band americane più amate. Lee Harrison, batterista, è stato fino a poco tempo fa l’unico membro originario dei Monstrosity. “È stato” perché Mark van Erp, bassista (altro…)
PONTE DEL DIAVOLO – “De Venom Natura”

(Season of Mist) Brani quali “Lunga Vita Alla Necrosi” o “Il Veleno Della Natura” sono inquietanti; lo sono per i testi, in un chiarissimo italiano, tanto poetici quanto infinitamente decadenti, perversi e malati; lo sono per la voce assurdamente delicata di Erba del Diavolo… la quale è certamente in grado di risultare aggressiva, arrivando al growl… ma questa sua impostazione quasi innocente, così pulita, riesce a rendere l’intera esperienza dei brani ancor più malvagia, nefanda, inneggiante a un senso di malignità nefasto. (altro…)
TANTRIC LOVE CHARMERS – “Tantric Love Charmers”
(autoproduzione) Quando l’album “Tantric Love Charmers” si apre con la canzone “Butterfly Bolero”, si spalanca una dimensione dimenticata ma soave e quasi sognante. Tantric Love Charmers sono Stefano Diamanti, voce (noto anche per essere parte della prog (altro…)
VOID MONUMENTS – “Posthumous Imprecation”

(Blood Harvest Records) Album di debutto per Void Monuments, formazione con base a San Pietroburgo, con il chitarrista di origine ucraina e una devozione per l’old school death metal americano; dischi come “Altars Of Madness” dei Morbid Angel, il debutto eponimo dei Deicide e “Imperial Doom” dei Monstrosity devono essere stati il pane quotidiano per questi cinque ragazzi, visti i palesi omaggi alle band sopra citate; omaggi che si traducono in riff, quella parolina magica che, non mi stancherò mai di ribadirlo, molte formazioni death metal attuali tendono a trascurare in nome di tecnicismi sterili e fini a se stessi. (altro…)
KRÖWNN – “Santa Somnia”

(Subsound Records) Incalzante e irresistibile, il nuovo lavoro degli italiani KRÖWNN. Il disco è dichiaratamente ispirato al manga ‘Berserk’ di Kentaro Miura e ai videogiochi ‘Dark Souls’, ‘Bloodborne’ ed ‘Elden Ring’, convergendo in un viaggio tormentato tra sonno violato e innocenza disintegrata; videogiochi, manga o meno, questo sound è immensamente doom. (altro…)
KOLDBRANN / TILINTETGJORT – “Den Klandestine Kjerne / Eons in Oblivion” (Split)

(Dark Essence Records) Black celebrativo, puro black, black dalla Norvegia: due band, i Koldbrannn e i Tilintetgjort, entrambe con un brano inedito ed esclusivo. I primi propongono un’avvolgente e prepotente “Den Klandestine Kjerne”, canzone scritta per “Ingen Skånsel’”, una delle prime, poi non inclusa nella tracklist definitiva e conservata per altre occasioni… come questa. (altro…)
HERMANO – “Clisson, France”
(Ripple Music) Forse è questa l’incarnazione più diretta dei Kyuss, grazie alla presenza di Mr John Garcia, appunto un ex della storica band stoner. Garcia affiancato da Dandy Brown (Orquesta Del Desierto) al basso, Mike Callahan (Earshot, Disengage) e David Angstrom (altro…)
KANONENFIEBER – “Soldatenschicksale” (Compilation)

(Century Media Records) Non è un nuovo album, non è il successore di “Die Urkatastrophe”. Sembra una compilation, ma non lo è nemmeno. Forse un EP. Più o meno. Ci sono due nuovi brani e una nuova versione di altri. Ma è il significato di “Soldatenschicksale” che dovrebbe far aprire gli occhi, far riflettere sulle tematiche trattate da questa band tedesca, ovvero la prima guerra mondiale… una sola delle interminabili guerre che hanno segnato la storia dell’umanità. (altro…)
(Metal Blade Records) Dopo due album con la Season Of Mist (