MAN THE MACHETES – “Idiokrati”
(Indie Recordings) Un giorno cinque amici norvegesi si recano a suonare la loro musica in un vecchio bunker tedesco della Seconda Guerra Mondiale. Giorno dopo giorno si formano e nascono i Man The Machetes, i quali volano poi in Canada per registrare con Eric Ratz, (altro…)
(Pulverised Records) Questo album non mi ha convinto del tutto e forse solo per un discorso di preferenze personali. Però se avete sbirciato il voto, allora debbo motivare immediatamente il perché della differenza tra la mia affermazione e il numero posto in calce. Innanzitutto gli Skineater sulla carta sono una formazione rispettabile con gente che è passata, o è ancora in pianta stabile, nei Wombbath,
(Pure Underground Records) Ma tu guarda cosa è andata a pescare la Pure Underground Records! Gli Amon Ra statunitensi (da non confondere con quelli spagnoli) pubblicarono un solo disco nel 1992 (sempre quest’anno maledetto!) e poi scomparvero risucchiati dal grunge. 
(Red Bull Records) Esplosivi, irresistibili, maledettamente potenti. Hanno aperto per gente come Bon Jovi, Thunder e Tesla. E non basta. Loro vogliono di più. Molto di più. Vogliono andare ovunque. Dichiarano che il loro unico scopo e fare un album che faccia urlare alla gente “Cazzo, non sentivo roba così pompata da anni”.
(Pure Steel/Audioglobe) Erano più di quattro anni che i catanesi Steel Raiser non davano notizie: eccoli tornare alle luci della ribalta con il secondo disco, “Regeneration”, che come il precedente “Race of Steel” è edito dalla Pure Steel Records. Nove i brani in scaletta. “Cyber Laser” ha un andamento che non può non far pensare
(Black Widow Records) Una copertina stile liberty, da puro rock anni ’70, incornicia il secondo disco dei Crowned in Earth, progetto quasi del tutto in solitario dell’inglese Kevin Lawry, impegnato in diversi altri ensemble doom metal. E un doom involuto e a tratti sardonico, che non disdegna contatti con la psichedelia
(Autoproduzione) La band esiste da una dozzina di anni, ma subendo anche delle pause e cambiamenti nella line-up e infatti questa release è del 2011 e alcuni dei musicisti che vi presero parte oggi non ci sono più. Un lavoro datato e che la band sta promuovendo ancora. “Holy Leech” è un death metal dirompente,