(Signal Rex) II blacksters australiani hanno pubblicato “Of Might and Hierarchy”, il loro debutto e unico disco, nel 2025, in forma indipendente. Ma in questa mezz’ora di furia pagana non c’è il solito disco qualunque: non si tratta di un altro disco black tra i tanti. “Of Might and Hierarchy” offre un groove micidiale, una potenza sonora devastante, sia per come è suonato sia per come è registrato… cosa non ovvia nel mondo dell’underground. Finalmente questo disco, la cui percezione medievale è forte e chiara, vede la vera luce, ottenendo una diffusione internazionale grazie alla Signal Rex, la quale, come sempre, scova perle troppo brillanti per restare relegate in un circolo troppo piccolo per essere loro dovutamente meritevole. Senza pietà “Fractured Divinity”, è melodica nel suo fragore “Veil of the Cosmic Night”, groove incredibile con la poderosa “The Conjugation of Famine”. Micidiale “Emperor’s Demise”, impetuosa “…of Ambivalence and Iniquity”, con quella melodia dominante geniale, prima dell’oscurità della conclusiva “The Ancient Betrayal (Mendacious Lord)”. Visioni feudali, potere dominante, servi e regnanti: è questo ciò che emerge da questi sette brani, tanto grezzi quanto maledettamente curati, esaltando una sensazione di antichità, di dimensione arcana, con riff travolgenti, mid tempo esaltanti, accelerazioni incontenibili, in una gloriosa evocazione della grandiosità degli antichi riti, pregni di fierezza, in totale contrasto con la pochezza dell’era moderna. L’era dell’oscurità è finita. No, anzi, gode di un nuovo glorioso inizio!

(Luca Zakk) Voto: 8/10