(Agonia Records) “Black Dust” è forse l’album più violento ed estremo mai realizzato da Haemoth e Syht. Mastermind, voce, basso e chitarre il primo, batteria il secondo: sono la formazione black metal più spietata di Francia dalla fine degli anni ’90. “Black Dust” è registrato in maniera ruvida, ma comunque tesa a esaltare gli strumenti e, non da meno, la voce, come un atto noise. Le distorsioni sembrano disturbate, gracchianti e al contempo fredde; il basso rimbomba lontano, la batteria è un po’ soffocata e la doppia cassa suona come un tocco continuo. Il tutto, però, messo insieme forma un uragano, qualcosa di irruento e maledettamente feroce. Undici pezzi che si susseguono inesorabilmente, ma tra la seconda parte di “D-IX” e la successiva “Human Defects” si passa per un inatteso dark ambient, così come in “Fragments Of The Sign”, che è un intermezzo, e “Void Theory”. “When The Blood Finally Settles”, “Incense Of The Last Rite” e “Black Dust” sono tre pezzi che inchiodano l’ascoltatore e sono anche portatori di melodie tra le più sinistre e, allo stesso tempo, coinvolgenti, con qualche cenno slayeriano. “Black Dust” è un atto di estremismo, compiuto con l’intenzione di annichilire l’ascoltatore e sfoggiando un sound sì ruvido e a volte quasi squilibrato, ma dannatamente efficace nel far apparire tutto come puro black metal.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10