(BMG) Per la prima volta gli All Them Witches pubblicano per una major. Il settimo album “House Of Mirrors”, che ci arriva attraverso la BMG, è un giusto riconoscimento per una band che, per come suona e scrive le canzoni, sembra venire fuori dalle viscere dell’America. Loro sono di Nashville e manifestano un suonare rock con evidenti segni blues, stoner, leggere tinte psichedeliche, momenti southern rock e folk. In più gli All Them Witches sanno dare risalto a qualche buon riff e poi c’è un cantato sempre ispirato e tipicamente statunitense. Ben McLeod, chitarrista e voce, sempre asciutto quanto profondo nelle sue vocalità, appare ancora una volta come un narratore dalla voce controllata e ben delineata. Il nuovo batterista, da un paio di anni, Christian Powers, definisce ancora una volta questo quartetto che trasuda un’energia quieta, che elogia la bellezza di una riflessione continua sulla vita e di sentimenti espressi ma tenuti a freno. Il risultato sono queste atmosfere soffuse, agili, anche quando i suoni diventano impetuosi e ruggenti. Gli All Them Witches sprigionano atmosfere soleggiate, con toni desertici, mentre il ritmo si insinua blandamente tra le note e diventa trasporto. Allan Van Cleave ricama attraverso le tastiere attorno alla chitarra e al basso per abbellire scorci e momenti. Ogni canzone ha un suo registro e un proprio stile, ma tutte rispondono a questa mentalità un po’ bluesy che chiede tempi di riflessione e ispirazione.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10