(Go Down Records) Terzo full length per gli Avon, terzetto statunitense dedito a sonorità a cavallo tra quelle desertiche e psichedeliche tipiche di giganti come Kyuss e Monster Magnet e la potenza dei riff mutuata dai Black Sabbath, con distorsioni sature di fuzz, un drumming solo in apparenza lineare ma, in realtà, non così semplice, sempre al servizio della canzone, linee di basso pulsanti e vocals sognanti, visionarie e stralunate. “Spacebar” è una sorta di viaggio psichedelico in grado di instillare nell’ascoltatore una spiazzante sensazione di inquietudine e paranoia, mentre “Never In A Million Years” si basa su un riff di basso corposo, potente e insistente, squarciato dalle scariche elettriche della chitarra di Kato. “Bandits” poggia le sue fondamenta sul blues più torrido e desertico, mentre Kyuss e Orange Goblin salgono in cattedra nell’intensa, psichedelica e dannatamente stoner “Ninteen Bruises”. Impossibile tenere i piedi fermi al ritmo di “Super-Furry Antidotes”, brano inizialmente pubblicato nel 2003 e qui riproposto in tutta la sua travolgente energia, per non parlare della conclusiva “Oblivion”, veloce e dallo spiccato spirito punk. Potenza, psichedelia e grande gusto compositivo sono gli ingredienti che rendono “Black On Sunshine” un ascolto obbligato per chi ama lo stoner, il blues e l’heavy rock d’annata.

(Matteo Piotto) Voto: 8/10