(Hells Headbangers Productions) I Pharmacist hanno la capacità di mettere d’accordo le varie frange dei fan dei Carcass. Premetto da subito che, secondo me, la band capitanata da Jeff Walker non ha mai sfornato un disco di scarsa qualità, però c’è da dire che in carriera ha subito molte mutazioni: dopo aver praticamente incarnato il lato più metal del grindcore – a differenza dei Napalm Death, maggiormente orientati verso l’hardcore –, il passaggio verso un death più tecnico e strutturato avvenuto con “Necroticism – Descanting The Insalubrious” era stato malvisto dai fan integralisti della primissima ora, così come la sterzata verso il death melodico, praticamente inventato da loro, di “Heartwork” e il death and roll di “Swan Song”. Ebbene, i Pharmacist sono riusciti, nel giro di tre full length e due EP, a gettare un ponte ideale tra le varie fasi della carriera della band inglese, che continua a essere di gran lunga la principale fonte d’ispirazione del duo stanziato in Giappone, ma che, in questo terzo lavoro, non è l’unica influenza. Bill Steer e il suo inconfondibile modo di sfornare riff, che tanto ha reso epocale “Necroticism”, rimangono la fonte da cui attingere a piene mani, però ora troviamo anche fraseggi più melodici, stacchi thrash e addirittura passaggi classicamente heavy, accostabili per certi versi a “Heartwork”, mentre fanno capolino anche parti più rallentate e groovy. “Propelling Inwards” è un’immaginaria jam session tra Bill Steer e il compianto Chuck Schuldiner, con quella parte centrale che richiama fortemente i Death tra “Spiritual Healing” e “Human”. La title track e la successiva “Endogenica” hanno un’andatura brutale, ma con ampi squarci melodici che richiamano, indovinate chi?, i Carcass ai tempi di “Heartwork”. Ma la chicca dell’intero lavoro è sicuramente la conclusiva “Zenith Of Mnemonic Forensication”, con quel riff monolitico che si staglia su un intrigante mid tempo di batteria. Un album che non nasconde minimamente le influenze, eppure le canzoni risultano alquanto ispirate, fresche e, per assurdo, personali, senza mai dare l’impressione di voler scimmiottare qualcuno.

(Matteo Piotto) Voto: 8/10