(Witching Hour Productions) Come si scriverà Batushka al plurale? È un fenomeno molto particolare per questa doppia band polacca: emersi nel 2015, subito famosi e ambiti con l’unico album pubblicato, “Литоургиiа” (“Litourgiya”), un disco che hanno portato in tour ovunque per anni. Poi nel 2018 la disputa tra Барфоломей (Bartłomiej Krysiuk) e il fondatore Христофор (Krzysztof Drabikowski), fino alla quanto mai surreale esistenza di due bands… con lo stesso nome. La band di Христофор non ha più fatto nulla… mentre la 2.0, quella di Барфоломей, è rimasta tutt’altro che a guardare: un album nel 2019, praticamente subito dopo la scissione, poi l’anno scorso un live ed un EP al quale fa seguito questo “Re Celeste”, un concept mini-album dai contenuti ancora misteriosi alla data della stesura di questo testo, in quanto il gruppo diffonderà informazioni sulle tematiche trattate e anche sull’apparente vasta gamma di musicisti ospiti, il giorno della pubblicazione, ovvero il 19 marzo 2021. “Царю́ Небе́сный”, inizio della preghiera in antico slavo ecclesiastico contiene sei brani, tutti intitolati “Письмо” (Lettera), dalla I alla VI; oscura, intensa e surreale “I”, violenta e tumultuosa “II”, più ricercata e ricca di atmosfera “III”, brano che comprende un interessante assolo ed un uso provocante di strumenti etnici. Micidiale il mid tempo travolgente con la sua accelerazione esplosiva su “IV”, mentre “V” si lascia andare ad un folk liturgico tetro, ricco di inquietudine. La conclusiva “VI” è forse il capolavoro dell’EP: brano curato, molto melodico, spirituale, etnico, ricco di cori anche femminili, con una progressione teatrale intensa ed magnificamente introspettiva. Misteriosi, impetuosi, tanto brutali, quanto atmosferici, tanto famosi quanto misteriosi. Black metal pregno di senso drammatico, teatrale e spirituale, nel perfetto stile di questa iconica realtà artistica.

(Luca Zakk) Voto: 8/10