
(Eternal Death) Secondo album per i greci Ceremonial Worship, il terzo se consideriamo “Ode To Dionyssus”, lavoro uscito nel 2022 in una tiratura talmente limitata da far considerare il successivo “Seven Gateways To Eternal Misanthropy”, uscito nello stesso anno, il vero e proprio debut album; un disco, quest’ultimo, che tentava in parte di distaccarsi stilisticamente dal black metal ellenico, avvicinandosi maggiormente a realtà come Ildjarn e Judas Iscariot, ma penalizzato da una produzione abbastanza scadente, eppure in grado di valorizzare l’attitudine misantropa della band. “Between Sleep And Death” vede invece i Ceremonial Worship recuperare fieramente le proprie radici greche, pur rivendicando una propria personalità e una libertà dalle influenze che però, giocoforza, fanno inesorabilmente capolino. Quando si parla di black metal ellenico, la mente va automaticamente alla sacra triade costituita da Rotting Christ, Varathron e Necromantia, terzetto da cui la band prende le distanze, sentendosi maggiormente affine a formazioni come Kawir, Legion Of Doom e Nocternity… Le quali sono state palesemente influenzate, appunto, da Rotting Christ, Varathron e Necromantia! Ma, al di là delle dichiarazioni di facciata, che lasciano il tempo che trovano, “Between Sleep And Death” è davvero un ottimo lavoro, in grado di bilanciare l’oscura ferocia nichilista tipica del black con quell’innata vena epica squisitamente mediterranea, quell’incedere glorioso che si manifesta in tutto il suo splendore in “Esoteric Struggle”, a mio avviso uno dei punti più alti dell’intero lavoro. Emergono influenze dei Celtic Frost in “Shadows From Hell”, mentre “Where The Shadows Awakes” trascina con accattivanti riff di matrice thrash. Black metal senza compromessi, feroce e brutale, eppure lontano dalle dissonanze che caratterizzano alcune scuole, scandinava in primis, preferendo a esse riff più cesellati e definiti, nello stile in cui le formazioni greche sono imbattibili.
(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10




